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Gerald Brisco parla dello Screwjob e di Earl Hebner

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Gerald Brisco parla dello Screwjob e di Earl Hebner
Gerald Brisco

Il famigerato Montreal Screwjob ha cambiato per sempre il corso del wrestling professionistico. A distanza ormai di oltre vent’anni resta l’argomento più discusso della storia, con retroscena e ulteriori dettagli che emergono ancora oggi.

L’arbitro Earl Hebner, come sappiamo, ha avuto un ruolo centrale in tutta la vicenda. Il suo ruolo fu quello di far suonare il gong mentre Bret Hart, ignaro di tutto, era imprigionato nella sharpshooter di Shawn Michaels. Il tutto per togliere il titolo al canadese, in vista del suo imminente approdo alla WCW. Gerald Brisco, impiegato di lunga data della WWE e confidente di Vince McMahon, ha parlato dell’incidente nel podcast “Something to Wrestle” di Bruce Pritchard. Ha detto che all’arbitro non è stata data altra scelt, se non tradire il suo amico Bret.

“Non poteva rifiutarsi”

“Mentre l’incontro sarebbe andato in scena da lì a poco, Earl si stava preparando per entrare in scena. Ho afferrato Earl per un braccio e l’ho portato a pochi passi dalla Gorilla Position, dove erano seduti Bruce (Prichard), Davey Boy e Owen. Dunque non potevo parlare con lui proprio di fronte a loro, perché avrebbero avvisato Bret che magari c’era qualche trama in corso.

Così mi sono portato Earl in un angolino e gli ho parlato. Earl non voleva farlo. Earl non l’avrebbe fatto. Gli ho solo messo in chiaro la situazione: ‘Earl, hai un’ipoteca sulla tua casa, giusto? Se Bret prende il suo titolo e lo porta laggiù (alla WCW), e come sai noi della WWF non siamo in un’ottima situazione finanziaria, sarà lui che pagherà il tuo mutuo? Pagherà la tua bolletta elettrica? Darà da mangiare alla tua famiglia quando andrà via da qui e sarà laggiù a guadagnare milioni di dollari? Cosa ti succederà se ti rifiuti di farlo e io devo sostituirti?’

Sono andato da Timmy White e ho chiesto a Timmy di stare a guardare. Ho detto a Timmy: “Potremmo avere un ref bump, quindi potrei aver bisogno che tu stia in guardia”. È così che ho mantenuto Timmy come copertura, affinchè in caso fosse successo qualcosa avrebbe fatto lui questo lavoro. Ovviamente Timmy, essendo un uomo d’affari, mi disse: “Sì, sarò felice di farlo”. Mi disse anche: “Spero che non succeda nulla”. Gli risposi: “Beh, anch’io, ma potrei aver bisogno di te come riserva”.

Queste dichiarazioni aggiungono un ulteriore tassello ad una storia che, come abbiamo detto, ormai va avanti da diversi decenni.