Ex writer WWE commenta il processo creativo

L'ex writer WWE Freddie Prinze Jr. ha parlato a GQ del processo creativo in WWE:

Pensi che fosse troppo tardi quando la WWE ha deciso di puntare su CM Punk prima del suo addio alla compagnia?“Io ho pensato che, in quanto compagnia, lo scoprì troppo tardi. Dopo che la frustrazione si fa largo in te, arrivi ad un punto in cui anche se ti dicono 'sei grande!' tu rispondi 'sì, grazie, ma me ne vado lo stesso'. Il loro rapporto era più o meno così, ma questo rapporto divenne anche ciò che veniva raccontato sul ring. Tutti i promo che lui e Vince tenevano nel ring, erano tutte cose vere. Nessuno aveva scritto nulla, si trattava di loro che discutevano sul ring. E la gente lo sapeva, sapeva che stavano dicendo cose vere e che in quel momento non era più uno show televisivo.”

Spieghi come si scrive e si pianifica uno show, specialmente nel periodo di WrestleMania: “Ci si sedeva ed ognuno aveva il diritto di proporre qualcosa. Se veniva ritenuto ridicolo, questo veniva zittito molto duramente. A quel punto impari a iniziare dalle piccole cose e costruire la tua strada verso l'alto. O smetti di proporre cose ed esci dalla compagnia nel giro di tre o quattro mesi. Ma mettiamo caso che decidiamo di dare a Kevin Owens un giro titolato e di farlo andare over a Mania; si pianifica quel momento e poi si lavora all'indietro su come arrivarci. Come si comporterà col suo avversario, come farà ad ottenere una title shot, come saranno i match fino a quel momento, che tipo di interazioni ci saranno. Gli agent scriveranno cosa accadrà nei match, i writers non hanno nulla a che fare con i match. Quindi, mentre costruiamo questa storia, io scrivo i segmenti in anticipo. Tipo, interi dialoghi. Non tutti lo farebbero, ma io tentavo di specificare tutto, perchè quello che proponevo io era strano, anche per il wrestling.

Quindi pianificavamo tutto e poi lo portavamo all'attenzione del boss. Non ci sono molte compagnie in cui puoi parlare con il boss giornalmente. E non parlo del tuocapo, ma del capo di tutto. Gli portiamo le nostre idee e lui ci dice subito se tornare a scrivere o se approva.”

Se Vince è d'accordo, come si passa da un'idea a ciò che vediamo in TV?“Ora che andrà in TV, il processo è diverso, il copione è più complesso. Ci viene detto quanto tempo abbiamo per ogni match e ogni segmento. Ora tutti dicono qualcosa, i writer, gli agent, anche i cameramen. Tutti dicono qualcosa, e Vince ascolta e dà l'assenso o il diniego finale. Una volta che lui dice di sì, sta ai writers sbrigarsi per contattare i wrestler. Io, personalmente, mandavo delle email con delle bozze ai wrestler, già molto prima, e dicevo “Molte di queste cose potrebbero cambiare, ma è live TV.” Se è un segmento backstage, io lo dirigo e lo produco. Se è sul ring, mi trovo nella Gorilla Position dove c'è anche Vince che guarda tutti i monitor come un falco. Mi siedo accanto a lui e dico al camion della regia tutto ciò che succede. Se sei abbastanza fortunato, avrai avuto del tempo per provarlo, ma se non hai avuto tempo, accadrà che io dirò 'Okay, ora Kevin Owens lo interromperà e dirà la sua'. In pratica, tu fai in modo che tutto accada senza intoppi e per i wrestler è 'o la va, o la spacca'. A quel punto ha ben poco a che fare con me, sta a loro andare over. Dopodichè il tuo wrestler arriva e ti guarda come un cagnolino, anche se è un bestione grande e grosso e ti chiede 'Ho fatto un buon lavoro?', e ti fa sentire molto strano. Ecco come funziona.”

Perchè è andato via?“C'era questo show, Tough Enough, su USA Network che conduceva Stone Cold. C'era una ragazza nello show che disse che avrebbe fatto tutto quel che c'era da fare per i suoi figli. Steve le rise in faccia e le disse 'Lascia che ti dica una cosa. Sai quante volte ho vinto il premio di Padre dell'anno facendo il wrestler?' E prese un respiro shakespeariano e fece il numero zero con le mani 'Zer-o'. Quelle parole mi hanno sconvolto. Io volevo essere il Padre dell'anno, lo voglio davvero. Quindi me ne sono andato. Gli ho dato il mio preavviso proprio il giorno dopo. E' stata dura, ma volevo essere un padre prima di tutto.”

Dario Rondanini
Grandissimo appassionato di wrestling che segue dal 2003, grazie a Tuttowrestling ha avuto la possibilità di vedere dal vivo diversi show WWE e non. Si occupa dei report di Impact Wrestling, ma dà una mano un po' ovunque, anche con editoriali, podcast e news.
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