Eric Bischoff: “L’NWO in WWE ha fatto acqua da tutte le parti”

Nell’ultimo episodio del suo podcast 83 Weeks, titolato per l’occasione ‘WCW Sin’, Eric Bischoff si è soffermato sull’angle noto come “Invasion” del 2001, considerato quasi all’unisono come un enorme spreco vista la portata della storyline. Solamente al termine dell’invasione l’allora WWF ha portato on screen l’NWO, con Vince McMahon che dichiarò di voler iniettare un veleno all’interno della sua stessa creazione, ma anche quel tentativo non andò a buon fine. Bischoff sembra avere le idee chiare a riguardo.

“Non doveva essere Vince che si rivelava subito come il genio malefico che riportava in vita l’NWO. Per me era talmente blando come inizio dal punto di vista creativo, non mi interessa quanto puoi essere un fan della WWE, non potevi berti quella storia, era completamente priva di senso logico. Se inizi con un piede su una buccia di banana e l’altro in un blocco di cemento, dove pensi di andare? Quella storia era iniziata così male che nulla avrebbe potuto salvarla.”

L’NWO durò ben poco a causa del turn face di Hogan durante WrestleMania X-8, e quella vista dopo fu una versione annacquata del gruppo, che si sciolse dopo qualche mese. Parlando invece della stable originale, Bischoff ha ricordato che “Sting era d’accordo nel fare il terzo uomo, ma solo dopo Hogan diede finalmente il suo OK a diventare un cattivo. Sperando in Hogan, non avevo parlato molto con Sting sul suo eventuale personaggio da heel, ma l’idea dell’NWO era di creare una cosa più realistica. In poche parole, Steve avrebbe dovuto liberarsi del facepaint.”

Easy E ha poi mostrato confidenza sul fatto che lo stint di Sting in AEW sarà di alto livello: “Sono molto eccitato per lui. La vedo come un’opportunità d’oro per chiudere la carriera alle sue condizioni, un po’ come volevo fare io andando in WWE per la prima volta. Sono contento per la chance che ha ricevuto, uno Sting motivato è un’arma fortissima nell’arsenale della AEW, e lui sembra fisicamente e mentalmente pronto. Steve conosce bene il suo corpo e i suoi limiti, e sono sicuro che saprà lavorare al meglio con quello che ha a disposizione. Il segreto sarà trovare la giusta stipulazione e situazione per un ritiro che possa rendergli onore.”

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