Dean Ambrose parla di entertainment e di stile

Nella sua ultima intervista, l'Intercontinental Champion Dean Ambrose descrive la sensazione di trovarsi nell'era sbagliata ma di essere nell'era giusta per la WWE.

Ambrose ha una mentalità “old school” per cui vorrebbe lottare – come da lui menzionato – in un “combattimento da fine del mondo” vendendo al pubblico il fatto che ciò che lui stia facendo sul ring conti e abbia uno scopo. Tuttavia, è arrivato in un momento in cui la WWE è più incentrata sull'entertainment, rendendo sempre più difficile poter vendere al pubblico questo tipo di combattimento.

Nonostante questo, Ambrose è arrivato al momento giusto per la WWE che ha bisogno di un personaggio come Ambrose che possa fornire senso di realismo per emergere e per generare una reazione nel pubblico dell'era attuale. Il problema, riconosciuto da Ambrose, è che lui stesso è un fuoriclasse e non una semplice pedina da intrattenimento.

“Io penso che io sia uno dei pochi qui… voglio dire, abbiamo dei grandissimi talenti, ma io so fare tutto. Io posso letteralmente fare tutto. Questo non vuole essere una cosa tipo 'Oh, come sono bravo'. È solo che io so cosa sto facendo”, ha detto Ambrose a Chad Dukes del radio show della CBS Radio “The Fan”, a Washington.

“Mi piace pensare di essere un buon meccanico per la compagnia. 'Beh, abbiamo un buco? Chiamate Ambrose, mettetelo lì'. Mi piace questa cosa perché credo che abbia davvero innalzato il mio valore con la compagnia e credo che loro capiscano che al giorno d'oggi non capiterà molto presto che un altro Dean Ambrose entri dalla porta. Per cui… Io esisto nel mio piccolo spazio, ho un mio piccolo angolo della stanza costruito a mia immagine e somiglianza e la cosa mi piace”, ha detto Ambrose.

Ambrose desidera ancora quel combattimento da “fine del mondo”, cosa ispiratagli dal guardare Roddy Piper addentrarsi nella tana del leone affrontando l'NWO durante la Monday Night War. Ambrose dice di vedere qualcosa di Piper nel suo personaggio, cosa che spera di continuare a mostrare dopo la morte di Hot Rod.

“Dico sempre che uno dei miei momenti preferiti riguardanti Roddy Piper è stata una di quelle notte in cui stava lottando contro Hulk Hogan in WCW. Lui lottava contro Hogan ed era il grande eroe che finalmente affrontava l'NWO e già dall'entrata tu pensavi 'Questo è wrestling, questo è il modo in cui attiri l'attenzione delle persone'. Perché loro andarono là fuori e si massacrarono per 15 minuti, avevano più o meno 55 anni a quel punto, ma all'entrata lui entra, risuona la musica di Roddy Piper e lui si incammina verso il ring, percorre la rampa con questo sguardo assassino verso il ring come se si trovasse in una sua dimensione mentale diversa. Non sta facendo nulla ma sta facendo tutto. Il modo in cui si dirige sul ring ti dice che Roddy Piper è pronto a morire sul ring lottando contro l'NWO quella notte, non gli importa, lui lotterà fino alla morte. Questo è il combattimento da fine del mondo”, ha detto Ambrose.

“È così difficile immaginarsi una cosa del genere perché al giorno d'oggi c'è un clima leggero, legato all'entertainment. Abbiamo tantissimi show e tantissimi contenuti. Quando potrà più esserci un combattimento da fine del mondo che porterà alla morte?”

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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