C’è un possibile legame tra Linda McMahon e l’assalto a Washington

La rete televisiva americana CNBC, del noto gruppo NBC Universal, ha pubblicato un articolo in merito alle organizzazioni Pro-Trump che avrebbero organizzato o quantomeno sostenuto economicamente i movimenti di protesta di alcuni giorni fa a Washington.

Secondo il suddetto articolo, una rete di gruppi di “dark money” (quindi finanziamenti oscuri, ovvero enti che non sono tenuti a dichiarare la provenienza dei fondi che ricevono) pro-Trump ha aiutato a organizzare la manifestazione sfociata nell’ingresso all’interno di Capitol Hill. Durante la manifestazione di mercoledì, il presidente Donald Trump ha incoraggiato i suoi sostenitori a marciare sui gradini del Congresso per protestare contro i risultati del voto del Collegio elettorale, che ha certificato Joe Biden come vincitore delle elezioni del 2020. “Andremo in Campidoglio e faremo il tifo per i nostri coraggiosi senatori e membri del Congresso e le donne e probabilmente non faremo il tifo così tanto per alcuni di loro”, ha detto Trump alla manifestazione solo di fronte alla Casa Bianca prima che iniziasse la rivolta. Dopo la manifestazione, i sostenitori di Trump hanno marciato sui gradini del Congresso e hanno fatto irruzione nell’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti. Almeno cinque persone sono state dichiarate morte, compreso un agente di polizia. Anche se il Dipartimento di Giustizia ha detto che Trump stesso non dovrebbe essere accusato, il procuratore Michael Sherwin aveva precedentemente ammesso di “guardare tutti gli attori” che hanno avuto un ruolo nell’attacco di mercoledì. Trump è attualmente coinvolto in un’altra potenziale inchiesta di impeachment dopo la rivolta. Il presidente della Camera Nancy Pelosi ha affermato che, a meno che il presidente non si dimetta, la Camera andrà avanti con una mozione di impeachment.

La manifestazione, ufficialmente conosciuta come la “Marcia per salvare l’America”, è stata in gran parte organizzata da un gruppo noto come Women for America First. L’organizzazione è stata certificata dall’Internal Revenue Service (il fisco statunitense) come organizzazione non profit che può impegnarsi in attività politiche limitate. Questi gruppi sono conosciuti come “dark money” in quanto come detto non rivelano pubblicamente i loro donatori. Tuttavia l’associazione America First Policies, che a sua volta è una organizzazione dello stesso tipo, ha rivelato nel 2019 di aver finanziato Women for America First. Solo nei pochi giorni di quest’anno il contributo di America First Policies verso Women for America First sarebbe stato di 25 mila dollari. In sintesi, l’organizzazione America First Policies è tra quelle che ha finanziato un’altra organizzazione che era tra gli organizzatori della protesta.

Il legame con Linda McMahon

L’associazione America First Policies è presieduta da Linda McMahon, che come sappiamo è stata alleata di Trump per diverso tempo; fu anche nominata dallo stesso Trump responsabile della Small Business Administration. L’Associazione presieduta da Linda avrebbe raccolto, solo nel 2019, oltre 30 milioni di dollari di finanziamenti.

E’ comunque da notare che l’Associazione non ha organizzato direttamente le proteste, o quantomeno non c’è prova di questo; ciò che invece è noto è che ‘semplicemente’ ha finanziato una delle associazioni che invece ha avuto un ruolo attivo nelle suddette manifestazioni di rivolta.

Women for America First è presieduta da Amy Kremer, un’agente politica di lunga data che un tempo era a capo del Tea Party Express, un’organizzazione creata per sostenere il movimento conservatore del Tea Party. Kylie Jane Kremer, direttrice esecutiva di Women for Trump, è indicata sui permessi richiesti per la manifestazione come responsabile. Il permesso per l’evento prevedeva un numero previsto di partecipanti di 5.000 persone. Eppure, nella denuncia proprio di Women for Trump delle violenze avvenute a Capitol Hill, si dice che “centinaia di migliaia di americani” sono venuti a Washington per assistere alla loro manifestazione.

Nessun legame con la WWE

Come del resto buona parte della carriera politica di Linda McMahon, la WWE è stata mantenuta completamente slegata ad ogni sostegno a Trump, include ovviamente le manifestazioni già menzionate. La Federazione del resto non avrebbe alcun interesse a sostenere un personaggio controverso al punto da poter generare polemiche tutt’altro che gradite.

Al tempo stesso è ben nota sia la collaborazione politica tra Linda McMahon e Donald Trump, così come l’amicizia che lega il Presidente degli Stati Uniti a Vince McMahon. Non a caso lo stesso Trump ha partecipato più volte in un modo o nell’altro a show della WWE sia da Wrestlemania IV, ed è presente nella “celebrity wing” della hall of fame della WWE.

Redazione Tuttowrestling
La redazione di Tuttowrestling ha ospitato in oltre venti anni di storia tutte le principali firme italiane del settore, inclusi i commentatori televisivi prima su Sky e poi su Discovery.
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