Bryan Danielson: “Ecco perchè ho firmato con la AEW”

La star della AEW Bryan Danielson è apparsa nello show Gresh e Keefe, condotto da Andy Gresh e Rich Keefe, su WEEI. Danielson ha fatto il suo debutto con la AEW ad All Out a settembre, ed ha dichiarato i motivi per i quali ha compiuto la clamorosa scelta di lasciare la WWE ed approdare alla AEW.

“Beh, uno dei motivi è semplicemente l’eccitazione di fare qualcosa di nuovo”, ha affermato Danielson. “Penso che arriviamo tutti a quei momenti in cui dici, ‘Ok, ho fatto questo lavoro per un po’, e mi piace davvero, ma voglio solo provare qualcos’altro e fare qualcosa di un po’ diverso.’ Questo era una parte del motivo. Un altro motivo è che AEW si concentra davvero sul wrestling.”

“Crei più wrestling in due ore di AEW che in cinque ore di show televisivi della WWE; e io sono una persona a cui è sempre piaciuto il wrestling più di quanto mi piacciano le interviste sul ring e tutto quel genere di cose. Ci sono anche altre motivazioni. Ci sono una serie di ragioni, così come non nego che ci fossero anche ragioni per restare dov’ero. Penso che sia una delle cose davvero positive quando parlo di questo mio passaggio è che mi è piaciuto lavorare in WWE, ma ho comunque deciso di andarmene e penso che sia perché quello che sta succedendo in AEW è davvero eccitante.”

Meno incontri, ma dando il massimo

Bryan Danielson è stato costretto al ritiro a metà degli anni 2010 a causa di molteplici lesioni alla testa. Un ritiro che ha potuto interrompere solo diversi anni dopo. Tra le varie domande, Danielson ha anche risposto su dove sarebbe potuto essere se non fosse mai tornato, e com’era la vita quando era “in pensione”.

“È stato davvero difficile perché penso che sarei ancora in pensione se la WWE non mi avesse fatto tornare, così come mi ha fatto diventare il general manager quando non volevo proprio ritirarmi” , ha ammesso Danielson. “Sono stato praticamente costretto al ritiro, e così mi hanno assunto come general manager. Qualora non fosse stato possibile rientrare penso che sarei semplicemente andato via, avrei iniziato la mia piccola fattoria biologica o qualcosa del genere.”

“Sarei stato tipo, ‘Ok, mi sono divertito molto a lottare, ma ora sono passato a quest’altra parte della mia vita.’. Era davvero difficile, e poi ho iniziato a fare tutti questi diversi trattamenti medici disponibili, senza troppa razionalità. Un paio di anni dopo, ho finito per essere autorizzato a lottare. La mia passione per il wrestling è così profonda che nulla ha potuto fermare la mia voglia di tornare”.

Bryan Danielson ha anche parlato dello stile degli incontri in AEW, e di come questo possa favorire la sua voglia di esprimersi al massimo.

“Sono un po’ più giudizioso di prima, ma realisticamente, la grande novità della mia carriera è che posso lottare meno incontri. E’ stata una scelta quando ho firmato l’ultimo rinnovo con la WWE, ed è stata una scelta ora che ho firmato per la AEW. Uno dei vantaggi dell’essere in AEW è il poter lottare di meno, perchè mi piace andarci giù pesante quando lo faccio. Se mi dicessero ‘Ehi, vai più cauto quando salirai ora sul ring’ potrei dirvi che è facile da dire, ma nella pratica non funziona proprio così”

“Non mi interessa se ci sono 20.000 persone là fuori, come c’erano all’Arthur Ashe Stadium, e non mi interessa se ci sono 85 persone là fuori; ho combattuto di fronte a molte folle sotto le 100 persone. Anche quando sono poche, quelle persone hanno pagato i loro soldi per venire a vedere lo spettacolo, e tu vuoi dare loro un grande spettacolo. È difficile per uno come me tirarsi indietro, quindi davvero, si tratta di fare meno incontri all’anno e concentrarsi sulla qualità di ciascuno di questi; assicurarmi di dare qualcosa al pubblico dal vivo ogni volta che vado là fuori, qualcosa che li renda felici di aver pagato il biglietto”

Andrea De Angelis
Appassionato di Wrestling da diversi anni, tra i suoi preferiti Undertaker, The Rock e Kurt Angle. Cura la sezione notizie del sito
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