Bimbo di un anno morto per mosse in stile wrestling del babysitter

Una notizia decisamente tragica è arrivata dal Texas. Un bambino di appena un anno sarebbe morto per le conseguenze di una mossa in stile wrestling provata su di lui dal babysitter.

Un uomo texano di 24 anni è stato accusato di omicidio questa settimana, dopo aver usato quelle che sono state definite “mosse stile wrestling” su un bambino di 1 anno lasciato alle sue cure. Il ragazzo in seguito è morto in ospedale.

La prima versione che avrebbe fornito sarebbe stata quella dell’incidente, ovvero che il ragazzo gli sarebbe semplicemente scivolato dalle mani, cadendo e battendo la testa. Successivamente ha ammesso di essersi arrabbiato con il bambino, poichè stava strappando un cuscino. Proprio per questo lo avrebbe stretto, senza rendersi conto della sua forza.

Le ferite del ragazzo erano numerose e includevano una frattura del cranio. La rete KFOX 14 di El Paso ha riferito che il nome del sospetto è Marvin Rex Lake, che come detto era il babysitter del bambino. Il sospettato avrebbe insistito nel proclamare alle autorità la sua parziale innocenza, riconoscendo di aver causato le lesioni interne, ma non quelle alla testa.

Dopo che i genitori del bambino sono tornati a casa intorno a mezzanotte, hanno chiamato i paramedici e il loro figlio è stato ricoverato in ospedale dove in seguito è deceduto. Il ragazzo ha sofferto di danni cerebrali, frattura del cranio, emorragia polmonare, lesioni addominali e contusioni. Alla fine è stato deciso di togliergli il supporto vitale.

L’attenzione della WWE verso l’imitare i lottatori a casa

Come sappiamo, per ovvi motivi mediatici la WWE ha una fortissima attenzione nel contrastare i fenomeni di imitazione dei lottatori. In tutti gli show, vengono infatti mandati in onda gli spot che esortano a non imitare a casa, a scuola e o in qualsiasi altro posto le mosse messe a segno dagli atleti professionisti. In passato, infatti, sono purtroppo stati raccontati dalla cronaca diversi episodi dove questo comportamento ha causato danni gravissimi o addirittura dei decessi.

In questo caso non è stato perfettamente chiarito il concetto di “wrestling like”, nè ovviamente, come in tutti i casi del genere, si può accusare di qualsiasi cosa una compagnia di wrestling. Tuttavia è chiaro che già l’emergere della parola ed associarla ad una tragedia del genere costituisce una pubblicità tutt’altro che positiva per l’intera disciplina.

Redazione Tuttowrestling
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