WWE Planet #991 – La SuperGM Mode con Triple H

L’uomo che ci ha insegnato che c’è sempre un piano b e la comando da qualche settimana ormai e l’impronta sugli show, sul prodotto, sull’andamento e sulla WWE a 360° è piuttosto evidente. Era facile prevedere che il mutamento sarebbe stato graduale seppur evidente: un modo per dare una testimonianza a tutti del cambio della guardia ma che non fosse eccessivamente traumatico per i fan al di fuori e per gli equilibri all’interno. Cos’altro ci aspetta?

O meglio: di sicuro è presto per fare bilanci. Senza se e senza ma. Diffidate da chi ve li propone come i vostri genitori vi hanno insegnato a diffidare degli sconosciuti che vi offrono caramelle: dietro ci sono solo cattive intenzioni. Ma se il personaggio Triple H ci ha insegnato almeno qualcosa di come ragiona l’uomo Paul Levesque, allora possiamo star certi che i prossimi passi sono pianificati almeno quanto i primi mossi finora. Per ora sono stati tirati solo alcuni fili: la qualità generale degli incontri, i ritorni di alcuni pupilli, un lavoro di cosmesi a livello televisivo, aumento dell’attenzione sulle altre storyline che non fossero le due o tre principali e maggiore libertà ai commentatori. Non è poco ma non è d’impatto elevato, il compromesso perfetto. Un restyling, insomma, per cominciare e dare una direzione. Finestre aperte a cambiare l’aria e poi ci si metterà sotto con i lavori veri e propri. Le grosse cose ancora non sono state toccate, però: a cominciare da Roman Reigns e la mancata fine del suo regno a Clash at the Castle che è il primo, vero e probabilmente a lungo anche più grosso passo falso di Hunter. Ma anche nel resto, le storyline sono più o meno proseguite, gli act che sono cambiati poco, semmai se ne sono aggiunti o si sono aggiunti interazioni. Le filosofie sono cambiate nelle piccole cose ma non in quelle grosse (figuriamoci in quelle macro, vedi Arabia Saudita, ma lì il discorso è più ampio e probabilmente più in alto). Insomma HHH si è mosso con la cautela di chi sa di maneggiare qualcosa di comunque (o per il momento) non suo, ma con un progetto in testa che probabilmente smania dal mettere in atto. Con un imperativo – questo sì evidentissimo e quasi gridato al vento – da perseguire: non per forza accontentare i fan, ma dare loro un prodotto che racconta storie sensate.

Anche per questo e non solo per comodità e opportunità gli interventi sono stati nel piccolo. Perché era anche e soprattutto nel piccolo che la follia regnava negli ultimi anni. Lavorare con attenzione alle storyline del sottobosco e sullo sfondo – tanto per fare un esempio – permette di dare una dimensione ai lottatori anche quando non sono impiegati nei match di punta e consente molteplici interazioni. Senza salti mortali, senza match creati a caso e senza dover provare a giustificare cose insensate. Aumentare la qualità degli incontri, dove possibile, è la chiave per creare credibilità anche per chi perde. Molto più efficace di interferenze insensate e mezze vittorie continue, che alla lunga non aiutano. Forse questo evidenzia gli errori molto più che in passato: se tutto gira storto, nessuno si accorge dell’ennesima cosa che non funziona. Invece ora è una chiara nota stonata, ad esempio, che Saxton e Smith non condannino un comportamento che nella logica di tutti giorni è criminale, come quello di Dexter Lumis nei confronti di The Miz. Si è provato a correggere il tiro, ma importa di più che ce ne siamo accorti tutti, dato che per il resto delle puntate davvero si prova a dare un contesto alla portata della logica di tutti.

In questo quadro, il prossimo passo potrebbe essere intermedio. Qualcuno potrebbe dire infatti che quanto fatto fin qui è buono ma ci si aspettava di più. Ed è lecito immaginare che si stia solo attendendo un po’ di tempo (e magari le season premiere e il Draft) per completare davvero il ribaltone on screen. Nel frattempo, una delle transizioni dolci che potrebbe essere operata potrebbe essere quella legata ai PLE. Nel wrestling di Vince McMahon è perfettamente illogico, quindi incentivato, che un wrestler viva la sua vita sapendo che a maggio si lancerà da una scala, a settembre si creperà di mazzate e a dicembre farà un po’ una e un po’ l’altra; tutto questo, indipendentemente dal fatto che sia inserito in una storyline importante o no e che sia essa partita da 2 giorni o 10 mesi. In un mondo dove Kevin Owens può citare il proprio passato, il Judgement Day avere più di un nemico alla volta e il Tribal Chief addirittura una storyline secondaria che gli gravita attorno senza riguardarlo da vicino ogni settimana; gli appuntamenti come Extreme Rules, Hell In A Cell o TLC sono quantomeno anacronistici. Il tempo dei gimmick PPV è finito, ammesso che ce ne sia mai stato uno adatto, cosa di cui dubito. Far tornare i wrestler ad affrontarsi in match spietati solo se serve e, soprattutto, quando serve, potrebbe essere un ulteriore step in avanti, per quanto si tratti di fare un passo indietro. Vero, l’aggiunta dei War Games alle Series potrebbe non essere di buon auspicio. Ma non serve un genio per sottolineare l’evidenza. Perché se è sempre stato chiaro come mai la Rumble o il MITB abbiano una cadenza annuale, non è mai stato chiaro, invece, come mai due dovessero distruggersi a vicenda dentro una gabbia enorme solo per capitava loro di litigare in ottobre.

È vero, forse in una condizione come quella ereditata da Triple H, un cambiamento vale un po’ l’altro in questa fase. C’è talmente tanto a cui mettere mano, tanto da riparare, che questa potrebbe non essere la preoccupazione principale del nuovo deus ex-machina di Stamford. Possiamo anche dirci di raccogliere qua tutte le idee buone che ci vengono in mente, come giocassimo ad una SuperGM Mode con lui come personaggio. Ma in fondo sarebbe un cambiamento di toni non da poco a costo zero: senza stravolgere le cose, sarebbe un modo ulteriore per indicare chiaramente che la direzione è una e una sola, quella del futuro. E non si torna indietro.

Daniele La Spina
Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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