WWE Planet #919 – Camera d’eliminazione (per il senso)

Bentornati a un nuovo appuntamento del WWE Planet. Ci siamo lasciati alle spalle Elimination Chamber e abbiamo visto annunciati i primi due match per WrestlaMania. Cosa ci aspetterà dunque da qui fino a inizio aprile nella federazione di Stanford?

Partendo dall’opener dello scorso PPV abbiamo avuto un buon match anche se niente di eccezionale. Come sempre i problemi sono però dietro l’angolo e facilmente evitabili ma il reparto creativo della federazione non sembra interessarsene (ne riparleremo dopo). Il primo è la gestione di Jey Uso, gestione in pieno stile WWE. Gli Usos sono in WWE da anni, sempre in tag, quest’ultimo periodo a parte. Categoria tag team che non è mai stata considerata da qualcosa come vent’anni e che solitamente vede tra i suoi protagonisti non team con una storia e alchimia dietro ma midcarder, nelle migliori delle ipotesi, che dopo essersi scontrati in una serie di match dal nulla diventano una squadra, giusto per dargli qualcosa da fare e giustificarne il contratto. E in questo modo ci siamo ritrovati un midcarder, perché se lotti con i midcarder sei uno di loro, eseguire due eliminazioni abbastanza di peso all’interno del match, in particolar modo quella di Cesaro che da settimane sembrava avere qualche attenzione nonché passati con Daniel Brayn, per poi arrivare a un passo dal vincere il match per affrontare suo cugino. Praticamente Elimination Chamber è diventato il PPV dei midcarder. E sì Kingston, ce l’ho con te.

L’altro problema dell’incontro è invece l’incontro stesso. Vero, è stato un buon match con diversi spot interessanti come ci si aspettava. L’Elimination Chamber è infatti da sempre sinonimo di spettacolo e violenza, una tipologia di incontro che mette alla prova gli atleti coinvolti e li porta allo stremo. Da qui la mancanza di senso, soprattutto con un GM face e che è stato in faida con il campione fino al mese scorso, di decretare il vincitore della Chamber come contendente per il titolo SUBITO DOPO IL TERMINE DEL MATCH. Esito ovviamente scontato con Reigns che annichilisce Bryan e che di fatto rende totalmente inutile la prima mezz’ora dello show.

Rende invece inutile l’intero mese passato l’intervento di Edge che colpisce con una Spear colui che ha scelto come bersaglio per quel di WrestleMania. Fin dalla vittoria della rissa reale Edge è andato dicendo che poiché McIntyre avrebbe dovuto difendere il titolo nel PPV appena trascorso avrebbe aspettato di conoscere l’esito della sua difesa titolata prima di prendere la sua scelt… Edge attacca Reigns prima che McIntyre possa prendere parte al suo match smentendo quanto detto per l’intero mese passato.

E di nuovo, Morrison vince un match per decretare lo sfidante? Indovinate un po’, Morrison perde il match sancito per la sera stessa. No, questo tipo di match funziona solo se chi ha vinto il primo match della serata vince anche il secondo e se hai letteralmente tutto lo stadio dalla tua dopo tre mesi di costruzione. Sì Daniel Bryan, ce l’ho con te.

Ora prendiamo il discorso fatto per Edge ma ci mettiamo le donne. Bianca Belair ha un match in PPV in coppia con Sasha Banks? Chissà chi deciderà di sfidare per WrestleMania.

Concludiamo con l’ottima Elimination Chamber di Raw e la difesa titolata di McIntyre che, come Bryan, esce stremato dall’incontro e viene attaccato da Lashley con successivo incasso di The Miz. Due considerazioni: Edge sei un idiota e Lashley sei un idiota.

Edge è un idiota perché, ops, McIntyre ha perso il titolo, ora avrebbe avuto un match titolato contro The Miz, di tutt’altra difficoltà rispetto a Roman Reigns. Lashley è un idiota perché avrebbe potuto avere un non-match contro McIntyre sfilando la valigetta a The Miz all’interno di un match. Ovviamente il tutto è stato fatto per togliere la valigetta all’ex WWE Champion, valigetta che era priva di senso sin dalla sua vittoria da parte di Otis, vittima della solita mania della WWE di cavalcare l’onda oltre le possibilità dei wrestler coinvolti.

E chiudiamo con la notizia di poche ore fa: il team creativo non si confronterà più con i wrestler in merito alle loro storyline e personaggi. Questo cozza pesantemente contro quello che i veterani, Stone Cold a parte, tendono a dire delle nuove generazioni di wrestler in WWE, vale a dire che non riescono a risaltare. Steve Austin ha sempre invece detto che senza la libertà a lui concessagli non sarebbe mai riuscito a spiccare e a diventare ciò che è diventato, uno dei volti più importanti di sempre del wrestling mondiale. Con le nuove direttive della WWE invece non solo non ci sarà alcuna libertà di improvvisazione, continuando ad andare avanti con dialoghi che nessun essere umano userebbe nella vita reale, ma si perderà anche il feedback da parte di coloro che i personaggi li interpretano e li conoscono meglio di chiunque altro: i wrestler stessi.

Non pare affatto un periodo florido per la WWE dal punto di vista creativo e le cose si complicano ricordando che manca oltre un mese allo show più importante dell’anno, mese che molto probabilmente passerà tra match riempitivi e costruzioni raffazzonate. Per questa settimana è tutto, appuntamento a un nuovo numero del WWE Planet su Tuttowrestling.com.

Davide Procopio
Fan di wrestling ma niente di serio (cit.) Laureato in sociologia dei processi culturali spera un giorno di poter scrivere della sociologia del wrestling. Nel tempo libero... non ne ha
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