WWE Planet #916 – Non siamo mai contenti

È la verità: noi fan del wrestling, e della WWE in particolare, non siamo mai contenti. Abbiamo sempre un’altra idea, un altro modo, un’altra storyline, ci aspettiamo sempre un finale diverso da quello che ci propongono, un PPV più bello, un senso più logico. Ma forse siamo noi che non siamo mai contenti.

Basti pensare alla Royal Rumble. La vittoria di Edge a molti non piaciuta. Edge ha vinto e allora è un altro part-timer che vince e probabilmente sarà Campione. Non è Goldberg, perché sa lottare, sa fare dei promo della madonna e poi non è esattamente un part-timer. Sì vabbè è andato ad NXT ma a perdere tempo. Però è un vecchio e basta i vecchi. Sarebbe tempo di pushare i giovani. Anche perché la Royal Rumble serve a quello, a pushare i giovani, anche se non lo ha mai detto nessuno quando vinceva Steve Austin. E poi che senso ha togliere il Titolo a McIntyre – perché andrà contro McIntyre visto che a NXT ha cazzeggiato e a SD manco ha calcolato Reigns. McIntyre è il miglior Campione. Ergo deve restarlo a vita. O comunque deve toglierglielo qualcuno in rampa di lancio. Eh, già, però se non li costruisci, come fai? Sempre la solita storia. Che poi ha vinto la Rumble ma è stato a terra tutto il tempo. Gli altri che hanno vinto con i numeri bassi, invece, hanno fatto delle maratone, eliminando 28 avversari su 29. Invece lui è sparito subito. E poi in finale con Randy Orton. Che non è un part-timer ma è un altro vecchio. Che poi al Titolo poteva arrivarci senza vincerla. Bravo! Come tutti gli altri part-timer; come un Goldberg qualsiasi. Ecco… ci mancava vincesse Goldberg così facevano Spear vs Spear. Insomma, le solite lamentele da social per una cosa che alla fine così scandalosa non è. Ci contraddiciamo e non siamo mai contenti.

O forse siamo solo troppo fantasiosi. Forse guardiamo il wrestling da così tanto tempo che ormai ci immaginiamo cose assurde solo perché abbiamo bisogno di idee fresche, senza renderci conto di quanto siano impossibili da realizzare. E stiamo lì a lamentarci senza provare a capire il perché. E anche quando “ci stiamo”, ci arrovelliamo con idee completamente assurde. Partiamo da concetti completamente assurdi tipo che Edge (o il vecchio di turno per lui) potrebbe regalarci dei dream match senza mettere di mezzo il Titolo, fino a idee balzane che parlano di main event di WM tra lottatori che hai costruito con pazienza fin da NXT, passando per complete assurdità come il bisogno di dare una logica a quello che succede di settimana in settimana. Anche basta con ‘sta storia della logica, eh. Nessuno si ricorda cos’è successo 4 settimane fa, figuriamoci se si accorgono che riproponiamo la stessa “storia da Rumble” di qualche anno fa (o di un’ora fa). O se ricicliamo un finale.  Ma poi cos’è questa storia che il vincitore della Rumble dev’essere per forza un vincitore che abbia senso, magari con una storia che si intreccia con altre storie proprio su quel ring? Magari che vinca ma che non sia per forza l’unico che ne risulti rafforzato, no? E poi? Cosa volete? Che ci si sforzi di scrivere qualcosa per tutti? Che non ci si dimentichi delle due Superstar con l’act più interessante degli ultimi mesi quando soprattutto LUI sarebbe stato calzante per il finale? O magari – che ne so – che venga persino in mente qualcosa di innovativo. Che grasse risate! Senza pubblico poi. Senza pubblico non vale niente. Tanto domani torna, chi se ne importa se non c’è il pubblico a fare il mega-pop. Però i cori registrati ce li mettiamo eccome. Ne abusiamo. Quante alternative folli racchiuse in così poche righe. Già, quante…

Vabbè, la verità è che non siamo mai contenti. Anche al femminile, se vince quella giusta, non va bene come ha vinto perché due vincitori che fanno la stessa Rumble nella stessa sera non vanno bene. Chiediamo di pushare i giovani e se pushano Edge, che ha 7 anni meno di Goldberg, ancora non siamo contenti. Se pushano Nakamura ma poi fa 0 eliminazioni sparendo nell’anonimato e ci dicono che non sanno cosa fargli fare, non siamo soddisfatti. Se Cesaro batte Bryan pulito a SmackDown ma entra col 28 solo per farsi eliminare in 4’, non è abbastanza. È evidente che il problema siamo noi. Non ci sono alternativa a quello che è stato fatto e a come è stato fatto. E basta.

E poi di giovani pronti a fare i main eventer non ce n’è, meglio Randy Orton quando Goldberg è occupato.

Keith chi?

Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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