Stamford ReportN. 50- WRESTLEMANIA XX

Numero 50, quarto anno, ventesima edizione di Wrestlemania (giocatevi 4 – 20 -50 sulla ruota di Roma): Stamford Report compie 4 anni di vita sul web e lo fa con il più importante evento della WWE. Era il lontano marzo 2000 quando il sottoscritto chiese a Kiniluca la possibilità di scrivere una rubrica che giudicasse i match dei PPV, come da tempo veniva già fatto negli USA (anche se sino ad allora credevo di aver ideato una rubrica originale non avendo mai letto rubriche di questo tipo…). All’inizio qualcuno scrisse che una rubrica del genere non poteva funzionare, eppure dopo 4 anni eccomi ancora qui al timone di quella che a conti fatti è la rubrica più longeva del wrestling web italiano. E scusate se è poco…
Passiamo ora a Wrestlemania 20…

Big Show vs John Cena: 5.5
Probabilmente non il modo migliore per dare al PPV una partenza esplosiva. Big Show e John Cena hanno dato vita ad un match poco dinamico ed a tratti lento (ma fortunatamente non eccessivamente lungo), con una prima parte interamente in mano a Big Show che ha rallentato notevolmente l’azione con le sue manovre caratteristiche. Una seconda parte decisamente migliore in cui John Cena ha riscattato un inizio match passato interamente a subire, ed un pubblico notevolmente coinvolto per tutta la durata del match, hanno complessivamente reso più accettabile un match che con una stipulazione speciale (Street Fight Match) avrebbe potuto dare molto di più.

RVD & Booker T vs Dudley Boyz vs La Resistance vs Jindrak & Cade: 6.5
Più che positivo il match per il titolo di coppia, sufficientemente inteso e solido grazie a dei discreti scambi tra i 4 tag team coinvolti. Se si esclude un’eccessiva mathold di Conway a pochi minuti dall’inizio dell’incontro (eccessiva e poco credibile in un match di coppia in cui una presa a terra potrebbe essere interrotta in qualsiasi istante da uno dei 3 restanti team), il match è scivolato via rapidamente, con alcuni frangenti piacevoli e, una volta spezzati gli equilibri e gli schemi iniziali, con un finale discreto che ha visto il coinvolgimento di tutti e 4 i tag team.

Christian vs Chris Jericho: 7/8
Veramente un bel match quello tra Jericho e Christian, sicuramente al di sopra delle aspettative tanto da risultare probabilmente il secondo miglior incontro del PPV, sia per la qualità del match sia per l’esito finale. Jericho e Christian hanno dato vita ad una sfida molto intensa e ben combattuta, priva di pause e di prese a terra, con continui cambi di fronte grazie ad un equilibrio pressoché totale, offrendo a tratti anche quel pizzico di spettacolarità che ultimamente i match dell’undercard propongono raramente. Numerosissimi gli schienamenti nel finale, ed assolutamente inattesa la vittoria di Christian con tanto di heel turn di Trish Status.

Randy Orton & Ric Flair & Batista vs Mick Foley & The Rock: 7,5
Altro bel match questo atteso handicap match tra l’Evolution e la Rock’n’Sock Connection. Anche in questo caso si è trattato di un match solidissimo e privo di pause, grazie ad una buona prova ad opera di Flair, Foley (che ha eseguito un elbow drop dall’apron ring su di un Flair a bordo ring) e The Rock. E’ stato un match abbastanza classico nello schema che, pur senza proporre nulla di innovativo, ha saputo coinvolgere notevolmente anche grazie alla forte tensione presente tra i due team. Giustissima la conclusione del match che ha visto la vittoria dell’Evolution e giustissimo che la conclusione abbia avuto Orton e Foley come protagonisti, considerando che i due quasi sicuramente porteranno avanti il proprio feud.

Sable & Torrie vs Stacy & Miss Jackie: 7

Considerando che come al solito il voto è assegnato in riferimento al tipo d’incontro, possiamo senza dubbio definire questo segmento dell’evento decisamente riuscito (e soprattutto breve). La stipulazione annunciata alla resa dei conti non è stata rispettata (alla fine si è trattato di un Lingerie Match), ma nonostante questo le 4 divas hanno comunque esibito le proprie bellezze senza mai scadere di tono, regalando addirittura alcuni momenti sorprendenti per ciò che concerne il wrestling (considerando che nessuna di queste 4 è una wrestler): la cross body di Torrie dalla terza corda e la serie di pin a catena tra Torrie e Stacy hanno fatto ironicamente gridare a me ed alle persone con cui ho assistito al PPV “Ma cos’è, Savage contro Steamboat?!?!”. Promosso a pieni voti.

Cruiserweight Open Battle Royal: 6
Dovessimo giudicare il match in riferimento alle aspettative ed alla stipulazione (ed a tutto quello che ha comportato) il match meriterebbe un 4: buttare nella mischia 9 wrestlers di qualità concedendo ciascuno appena una manciata di secondi, sottoponendoli a degli umilianti schienamenti (senza contare che c’è anche chi si umilia da solo come Ultimo Dragon…) è una scelta che definire poco condivisibile sarebbe un eufemismo. Fortunatamente però nei 10 minuti che il match è durato si sono viste cose discrete, alcune anche buone, e non c’è mai stata una sola fase di stanca all’interno dell’incontro. Il problema però è che tutto quanto è sembrato una serie di spot più o meno spettacolari scollegati tra loro, che hanno lasciato intendere solo quello che “sarebbe potuto essere” se la WWE avesse fatto delle scelte migliori per questo incontro. Deludente.

Brock Lesnar vs Goldberg: 4 al match / 7 all’atmosfera
Parleremo per molto tempo di questo incontro, per quello che è avvenuto sul ring, per quello che è avvenuto nel backstage e per i risvolti che questo match potrebbe avere sul futuro della WWE. Parleremo ancora di questo incontro perché è difficile riuscire ad inquadrare il match: dobbiamo giudicarlo per ciò che si è visto sul ring o per il coinvolgimento, per la reazione di un pubblico caldissimo (anche se non a favore dei wrestlers) e per l’interesse che la sfida ed i retroscena hanno creato? Se dovessimo giudicare il match per ciò che si è visto sul ring non potremmo che sparare a zero. Per farvi capire come sia stato il tipo di match provate a pensare ad un Warrior vs Hogan di WM6, ma immaginatelo riuscito malissimo, con due wrestlers per nulla coinvolti dal match ma assolutamente influenzati dal pubblico (TOTALMENTE contro Lesnar ed all’inizio leggermente pro Goldberg, per poi fischiare entrambi). All’inizio del match non succede nulla (nel vero senso della parola) per diversi minuti, poi il match prosegue senza sussulti e lentamente per una decina di minuti sino al pin in favore di Goldberg, assolutamente inatteso e costruito senza il benché minimo pathos. Il volto di Lesnar a fine incontro, assolutamente spaesato, ed il suo dito medio esibito impietosamente al pubblico (che ha avuto tanto la parvenza di uno shoot), senza contare la stunner eseguita da Austin (l’unico vero eroe del match) su Lesnar e su Goldberg ed i cori del pubblico contro Lesnar e contro Goldberg, rappresentano però un “must” assolutamente da vedere.
Da un punto di vista storico, anche se per ragioni diverse rispetto ad altri match del passato, questo è uno dei match dal significato più importante per la WWE.

Rikisy & Scotty 2 Hotty vs The Bashams vs TWGTT vs APA: 5/6
Incontro assolutamente anonimo. Inferiore rispetto al match per il titolo di coppia di Raw, l’incontro ha avuto dalla sua una durata ridotta che l’ha reso più accettabile: dopo 3 ore di ppv, e con un pubblico che non vedeva l’ora di assistere agli ultimi 3 incontri, una durata contenuta è stata la scelta migliore. E’ stato un classico match da show televisivo in cui i 4 team hanno avuto modo di mostrare ben poco del loro repertorio e dove le emozioni hanno latitato per quasi tutto il match, anche per la mancanza di interesse da parte del pubblico nei confronti della sfida. Una vittoria dei TWGTT (il migliore dei 4 team) poteva dare un senso al match, mentre la vittoria di Rikishy e Scotty non aggiunge nulla ad una categoria che a Smackdown ha raggiunto livelli bassissimi da diverso tempo.

Victoria vs Molly Holly: 6
Ci si aspettava un grande incontro tra Victoria e Molly, ed invece dobbiamo accontentarci di un match sufficiente che però non segna assolutamente nuovi standard all’interno della categoria. La particolare stipulazione poteva lasciare intendere un match molto intenso e “sentito” da parte delle due wrestlers (qualcosa di simile a ciò che si è visto nel feud tra Trish Stratus e Victoria), ma in realtà si è trattato del classico match femminile che la WWE propone da qualche tempo a questa parte, reso ancor meno coinvolgente da un pubblico scarsamente interessato. Victoria da face non sembra riscuotere il successo di gente come Lita o come Trish “vecchia maniera”, e Molly da heel non sempre può fare miracoli. Da apprezzare almeno il fatto che la stipulazione sia stata pienamente rispettata (altro che Nash…), meno apprezzabile invece Molly senza capelli…

Kurt Angle vs Eddie Guerrero: 7-
Mi riservo la possibilità di cambiare in futuro il giudizio nei confronti di questo match, perché di fronte a tutta una serie di giudizi entusiastici da parte del web americano la mia è solo una “moderata” soddisfazione per quello che poteva essere lo show stealer dell’evento e che invece si è rivelato un match più che discreto, ma ben lungi dallo splendido incontro che qualcuno va dipingendo. E’ stato un match molto tecnico, curatissimo dal punto di vista della psicologia e strapieno di prese a terra (più dinamiche all’inizio rispetto al proseguo del match), ma per questo quasi eccessivo nell’insistenza di alcune fasi statiche nella parte centrale. Meglio il proseguo dell’incontro grazie a diversi schienamenti che hanno coinvolto maggiormente il pubblico, e finale originale anche se a mio avviso non adattissimo ad una sfida di questo tipo (Angle con lo stivale in mano non dico che fa ridere ma quasi…). Nel complesso non è un match per tutti i palati, ed anche se tecnicamente è combattuto molto bene potrebbe far storcere il naso di qualcuno (soprattutto se visto in diretta alle 5 del mattino…).

Undertaker vs Kane: 5.5
Diciamocelo chiaramente, di questo match non importava nulla a nessuno in quanto l’unico interesse (e probabilmente il maggior motivo d’interesse dell’intero PPV) era il ritorno dell’Undertaker con il suo vecchio personaggio. Com’è stato questo ritorno? Allora, visto in diretta il ritorno di Taker mi ha lasciato letteralmente sotto shock, ma nel senso più negativo del termine. Mi aspettavo un ritorno totale al vecchio personaggio, ma alla fine se escludiamo la sua bellissima entrata (identica però a quella di WM14) e la mimica facciale del “deadman” (occhi bianchi, lingua di fuori ecc…) questo personaggio è identico all’American Badass, sia per il costume (mediocre, ma trovo molto bello il cappotto di pelle ed il cappello in particolare) sia per lo stile di lotta. Alla lunga potrebbe rivelarsi una scelta convincente (un personaggio totalmente vecchio stampo avrebbe rischiato di essere difficilmente collocabile dopo l’entusiasmo iniziale del suo ritorno) ma certo è che almeno per il costume la WWE avrebbe potuto ideare qualcosa di maggiormente caratterizzante. Parlando invece del match c’è poco da dire: ennesimo Undertaker vs Kane, breve (appena 7 minuti) ed anonimo. Non si è visto nulla che questi due wrestlers non abbiamo già mostrato in passato nelle loro precedenti sfide, ed anche se alla fine non è stato un match brutto o noioso (anche per la brevità e per la mancanza di fasi statiche) la totale mancanza di novità e di coinvolgimento (troppo scontato l’esito e l’andamento da squash in favore di Taker) hanno fatto scivolare il match nell’anonimato.

HHH vs Benoit vs HBK: 8/9
Splendido incontro, splendido main event di Wrestlemania: uno dei migliori (se non il migliore)
3-Way Match nella storia della WWE regala un’eccellente conclusione all’intero evento, giustificando quel “Where it all begins… again” che capeggiava nel poster del PPV. E’ stato un match intensissimo, combattuto molto bene e con alcuni ottimi spot (uno su tutti il doppio suplex ai danni di Benoit sul tavolo dei commentatori) che hanno letteralmente elettrizzato il pubblico del MSG. Tutti hanno offerto una prova splendida, a partire da HBK (come al solito eccellente in ogni azione) fino ad arrivare ad un HHH che pur lontano dai fasti di un tempo è tornato ad ottimi livelli (non è un caso che fisicamente sia meno gonfio rispetto a qualche mese fa), dimostrando di saper combattere ancora dei match da “5 stelle” contro i wrestler giusti. Benoit è stato come al solito grandissimo, e la sua presenza (grazie anche al suo ruolo da “sfavorito”) ha regalato quel qualcosa in più all’incontro. Le fasi finali sono da antologia: mentre tutto sembra volgere alla solita conclusione (pedigree e vittoria di HHH), Benoit applica per due volte la crippler crossface su HHH regalando una delle più grandi sorprese degli ultimi anni (personalmente la più grossa sorpresa per ciò che riguarda l’esito di un match WWE degli ultimi anni). L’esplosione del pubblico è stata incredibile, e le lacrime di Benoit (e quelle successive di Guerrero) come in un’istantanea hanno fissato la più bella immagine di WM20: visto in diretta (così come per chi lo vedrà nella diretta di SKY) è stato da brividi.

PPV: Da vedere assolutamente
Wrestlemania 20 non è la più bella Wrestlemania di tutti i tempi, ma è di certo un evento che segnerà il corso della WWE nei mesi a venire. Nel bene e nel male WM20 ha lasciato un segno sicuramente più di un evento come WM17, superiore a livello di incontri e di godibilità in generale ma senza dubbio meno incisivo rispetto a quest’ultima edizione. Il sottotitolo del PPV è stato rispettato in pieno: dove tutto comincia… ancora.
E’ un nuovo inizio per la WWE che si appresta ad imboccare una strada diversa rispetto al passato: il wrestling vero e proprio torna a rivestire la sua importanza all’interno della federazione, e se due giganti come Lesnar e Goldberg escono entrambi umiliati dall’evento (sia ad opera della federazione sia dal pubblico del MSG) due “nani di m…a” come Guerrero e Benoit trionfano e si abbracciano in lacrime al centro del ring. E’ un messaggio forte e chiaro quello della WWE, ed è un messaggio importante quello che Vince McMahon ha voluto dare ai propri tifosi nel suo breve discorso. Non era il personaggio a parlare, ma l’uomo che ha voluto ringraziare di cuore tutti i fans della federazione per l’attaccamento dimostrato in questi anni, e per la prima volta anche il pubblico è uscito dal gioco delle parti per applaudire il sentito discorso dell’owner della WWE.
E’ stato un pubblico molto partecipe nei confronti dell’evento, e questo nonostante le 5 ore del PPV, probabilmente troppe per quello che si è visto. Si poteva eliminare qualcosa o comunque utilizzare meglio il tempo a disposizione, limando dove necessario e concedendo qualcosa in più a match che avrebbero meritato maggiormente. La WWE poteva giocarsi meglio alcune carte per un evento così importante, e soprattutto doveva rendere il PPV più vario con qualche gimmick match in più. La chiave di forza di WM17 fu proprio la grandissima varietà degli incontri (ora tecnici, ora brawl, ora spot-fest), mentre in WM20 lo stile è stato più omogeneo ma meno incisivo per alcune sfide.
Punto a favore di WM20 è però l’assoluta imprevedibilità degli incontri: se si eccettua Undertaker vs Kane e Big Show vs John Cena, l’esito (quasi sempre condivisibile in chiave futura) degli altri incontri è stato senza dubbio sorprendente o perlomeno non prevedibile alla vigilia, e credo che i pronostici arrivati al Fantawrestling lo testimonino ampiamente.
Dovendo riassumere quanto detto su WM20, non posso che consigliarvi caldamente questo evento. Certo, non è la WM20 più bella né un evento perfetto, ma è quanto di meglio la WWE abbia mostrato da qualche tempo a questa parte. Non so se abbia onorato quel numero “20”, ma di certo ha onorato il nome di Wrestlemania…

Alla prossima

David Grauli
 

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