Stamford Report N. 37 – WRESTLEMANIA XIX

Un saluto e benvenuti a questa nuova edizione di Stamford Report dedicata a Wrestlemania XIX.
Si sta avvicinando la data del 4 giugno al FilaForum e con questa i preparativi per questo importante (almeno per noi in Italia) evento si fanno sempre più frenetici. Mi ha fatto una strana impressione sentir parlare Stacy e Test a Radio DeeJay, due “stelle” del mondo del wrestling che intervengono in uno show radiofonico in Italia… fino a 2-3 anni fa chi avrebbe mai potuto immaginare una cosa del genere? Chi magari si è avvicinato al mondo del wrestling da pochi mesi non si rende neppure conto di quanti piccoli passi siano stati compiuti da questa “comunità di appassionati” che si è fatta sempre più grande col passare del tempo. La data del 4 giugno per la WWE sarà probabilmente uno dei tanti house show disputati nel mondo, ma per noi italiani sarà più importante di quella Wrestlemania di cui mi sto apprestando a parlare…

Rey Mysterio vs Matt Hardy: 6+
Deludente in considerazione delle attese ma comunque un incontro piacevole da vedere. Il difetto principale del match è da ricercare senza dubbio nell’assoluta brevità della contesa, ed è un vero peccato perché in quei 5 minuti si sono viste alcune ottime cose soprattutto per ciò che riguarda la velocità e la spettacolarità del match, a differenza degli ultimi incontri di questa categoria visti nei PPV della WWE. Ottima prova per Rey Mysterio (è stato lui ad aver eseguito tutte le manovre più spettacolari) così come per Matt Hardy che è riuscito ad adattarsi perfettamente allo stile del suo piccolo e scattante avversario.

Undertaker vs A-Train & Big Show: 6-
Per la serie “la fiera dell’inutile” ecco un match di cui avremo potuto fare tranquillamente a meno, non tanto per l’incontro in se per se (sicuramente al di sopra delle aspettative, grazie anche ad un Undertaker che si è fatto in 4 per tirar fuori il meglio dai suoi avversari) quanto per la totale mancanza di spunti d’interesse e di motivazioni della sfida. E’ stato un classico match tra big men, a tratti lento (soprattutto nella parte centrale) ma comunque mai troppo noioso anche in considerazione della durata non eccessiva dell’incontro. L’esclusione di Nathan Jones (a dimostrazione di quanto sia mediocre sul ring) ha probabilmente migliorato il match sotto questo punto di vista, ma ha probabilmente privato la contesa dell’unico motivo di interesse che aveva (l’esordio di Jones era molto atteso soprattutto da noi di Kliq Here…). Con questa vittoria Undertaker raggiunge l’11 a 0 a Wrestlemania, ma tra tutte le sue vittorie questa è sicuramente la meno prestigiosa insieme a quella di WM 11.

Jazz vs Victoria vs Trish Stratus: 7-
Finalmente la categoria femminile ritorna a buoni livelli con questo Triple Threat Match, e forse non è un caso che il tutto sia coinciso col ritorno sul ring di Jazz. Buona l’intensità del match per tutto l’arco dell’incontro così come molto convincente è stata l’organizzazione della contesa, ottima nei tempi e nella struttura. Molto emozionanti e divertenti le fasi finali dell’incontro dove anche il pubblico si è fatto sentire maggiormente, e questo grazie ad un sostanziale equilibrio che ha reso molto incerto il match. Ottima la prova di tutte e tre le ragazze coinvolte che si sono impegnate veramente al massimo per offrire un match femminile come da mesi non vedevamo nella WWE.

Team Angle vs Benoit & Rhyno vs Los Guerreros: 6/7
Delusione per quello che poteva essere tranquillamente uno “show-stealer” ed invece si è rivelato un match piacevole ma assolutamente nella norma, sicuramente molti distante da quello che la categoria tag team di Smackdown ha mostrato negli scorsi mesi. Il match, seppure buono da un punto di vista tecnico, è mancato totalmente sotto l’aspetto del coinvolgimento anche per la breve durata che non ha permesso alla contesa di prender corpo, ed infatti l’incontro è terminato proprio mentre sembrava stesse per decollare (ottime infatti le ultime fasi del match, molto più intense rispetto a quanto visto nelle prime battute). Nel complesso il match è mancato delle varianti al classico copione dei triple threat match di coppia, ed ha proposto una struttura troppo lineare per riuscire a lasciare il segno. Come team heel comunque il Team Angle è assolutamente perfetto, mentre i Guerrero non convincono moltissimo da face.

Chris Jericho vs Shawn Michaels: 8.5
Come da copione, uno dei migliori incontri di Wrestlemania XIX, se non il migliore in assoluto. Dopo un inizio un po’ lento (ma comunque ben combattuto e curato dal punto di vista della psicologia della sfida) il match ha preso vita, ed i due wrestler sono riusciti a proporre un’eccellente scontro sotto tutti i punti di vista. Intenso e spettacolare, il match è risultato veramente molto coinvolgente ed emozionante nelle fasi finali, con continui conti di due e con un grandissimo equilibrio che ha reso la sfida molto incerta. Nell’ultima parte il match ha acquisito persino i toni classici della sfida “epica”, con un’atmosfera che solo in un evento come Wrestlemania possiamo ritrovare. Grande prova di Chris Jericho e grandissima prova di Shawn Michaels, questa volta protagonista di uno splendido match senza l’aiuto di qualche stipulazione particolare in grado di nascondere i suoi attuali limiti.

Triple H vs Booker T: 6-
Se 3 persone su 3 (vale a dire il sottoscritto, CDB e Kiniluca) hanno fatto fatica a restare svegli assistendo a questo incontro (ed ogniuno ha visto il PPV per conto suo) potete ben immaginare quanto il match sia risultato a tratti estremamente noioso. Sono rimasto sinceramente sconcertato nel leggere certe critiche positive nei confronti di questa sfida, in quanto posso assicurarvi che il match è stato veramente molto monotono e privo di spunti interessanti (e questo per circa 20 minuti…). Se si eccettuano alcune manovre di sottomissione inedite di HHH (che però hanno rallentato paurosamente l’incontro), il match s’è svolto lentamente senza lasciar traccia e soprattutto risultando coinvolgente solo saltuariamente (molto saltuariamente). Certo, in confronto ai vari HHH vs Steiner questo è stato “Savage vs Steamboat”, ma da questo incontro mi aspettavo sicuramente di più (soprattutto sul piano dell’intensità).

Vince McMahon vs Hulk Hogan: 8
Ancora uno schiaffo in faccia a chi crede che non si possa coinvolgere e divertire il pubblico se il proprio repertorio non comprende decine e decine di mosse, ed ancora uno schiaffo in faccia a chi vorrebbe vedere Hogan in pensione. Sarà anche a fine carriera, fisicamente sarà pure in condizioni precarie, ma quando sale sul ring il biondo vestito di giallo e rosso riesce a creare un’atmosfera che in pochi sono in grado di regalare. Il match tra Hogan e Vince è stato esattamente quello che ci si poteva aspettare alla vigilia, un sanguinoso (e lento…) match brawl con continui colpi di scena (clamoroso ed inatteso il ritorno di Roddy Piper) ed un finale emozionante come pochi. Nel complesso ha ricordato molto il match tra Shane e Vince a Wrestlemania X-7 (senza i voli di Shane ma con un legdrop di Vince dalla cima della scala), e come in quell’occasione è riuscito a coinvolgere completamente il pubblico e gli spettatori da casa. Merita una menzione particolare Vince McMahon, veramente da applausi per come ha interpretato il ruolo dell’heel (da applausi anche certe inquadrature della regia).

The Rock vs Austin: 7.5
Non ai livelli dello splendido incontro di Wrestlemania X-Seven (anche se simile come struttura) ma comunque un ottimo incontro per The Rock ed Austin. Nonostante siano da poco tornati all’opera, Austin e The Rock hanno combattuto un match molto intenso e divertente nel loro stile. Molto emozionante la parte finale del match con i continui schienamenti dopo le rispettive manovre conclusive, anche se forse proprio quest’ultima parte non è stata molto varia ed a tratti è sembrata eccessivamente insitita. Grande comunque il coinvolgimento per buona parte del match, e non era facile considerando che l’incontro seguiva un match come Hogan vs Vince, soprattutto in considerazione dell’hype non eccezionale che la sfida ha avuto nel corso delle settimane (anche per la mancanza di novità in un match già visto decine di volte).

Brock Lesnar vs Kurt Angle: 8+
Uno splendido incontro che se non si fosse concluso con l’errore di Lesnar sarebbe risultato il più bel match del PPV ed uno dei main event più belli di Wrestlemania. La Shooting Star Press sbagliata da Lesnar è stato come un macigno scagliato sul ring che a caldo cancellato l’entusiasmo per la splendida prova di Lesnar ed Angle, ma stemperata la delusione per il grave errore di Lesnar non si può non applaudire la grandissima prestazione di entrambi. Grande tecnica, grande intensità e buona spettacolarità nell’esecuzione di diverse varianti del suplex che alla vigilia pensavamo di non vedere proprio per le condizioni precarie di Angle. Parlando di Angle, la sua prestazione è stata incredibile considerando come è salito sul ring, ed a confortare l’eroe olimpico c’è anche la notizia secondo cui la sua assenza dal ring potrebbe anche non essere tanto lunga quanto si pensava inizialmente.

PPV: 8.5
Grandissima edizione di Wrestlemania, non ci sono dubbi. Finalmente la WWE riesce a tirar fuori il suo miglior PPV da Summerslam a questa parte e lo fa nell’appuntamento più importante dell’anno. Wrestlemania XIX non avrà avuto forse il match “classico” come Hogan vs The Rock, ma nel complesso ha sorpassato di molto la passata edizione di Wrestlemania risultando senza dubbio una delle edizioni più riuscite di sempre. Privo di incontri eccessivamente mediocri o di momenti da cancellare, l’evento ha alternato fasi dignitose a momenti assolutamente esaltanti: Shawn Michaels vs Chris Jericho, Vince McMahon vs Hulk Hogan, The Rock vs Steve Austin e Brock Lesnar vs Kurt Angle sono 4 incontri bellissimi (anche se su piani differenti) che hanno nobilitato un’edizione di WM che alla vigilia non aveva convinto tutti, anche per la mancanza dell’hype classica di questo evento. Quante altre edizioni di Wrestlemania possono contare su un numero di grandi incontri così elevato (WM X-7 a parte)? Se avessimo avuto all’interno della card un incontro in stile TLC Match, tanto per variare lo stile delle varie sfide, ci ritroveremmo sicuramente con quanto di più simile a Wrestlemania X-Seven si sia mai disputato, ma forse tutti i recenti infortuni delle stelle WWE hanno spinto la federazione di Stamford a non rischiare nuovi infortuni in un match di questo tipo. I meriti di questa WM XIX riguardano anche la mancanza di incontro completamente “da dimenticare”: anche nei match meno riusciti, come Undertaker vs Big Show & A-Train, il livello della contesa è stato comunque più che accettabile, e se si eccettua alcune fasi del match tra HHH e Booker T non si ha mai avuto l’impressione di assistere ad un qualcosa di noioso. A differenza poi dello scorso anno quest’anno non ci sono stati troppi segmenti musicali inutili, ed anzi i momenti musicali ad opera dei Limp Bizkit sono risultati senza dubbio interessanti, soprattutto quando hanno intonato “Rollin” per l’entrata dell’Undertaker. Nel complesso l’unico segmento fuori dal coro poteva essere rappresentato dal fuoriprogramma con le Miller Light Catfight Girls ed il duo formato da Stacy e Torrie, ma è stato un siparietto godibile e non eccessivamente lungo (anche se si poteva evitare il coinvolgimento di Coachman…). Parlando invece dei difetti di questo PPV non possiamo non citare la mancanza di equilibrio nel concedere spazio ai vari incontri: con 4 ore di PPV è assurdo concedere solo 5 minuti al match dei cruiserweight e 10 minuti al match per i tag team titles di Smackdown, e questo considerando anche che l’evento prevedeva solo 9 incontri (che generalmente riescono a rientrare anche in un PPV da 3 ore). Va bene che gli ultimi 5 incontri hanno avuto una durata media di oltre 20 minuti, ma un lavoro migliore da questo punto di vista poteva essere tranquillamente fatto.
Per quanto riguarda invece l’atmosfera dell’evento (componente importantissima in ogni Wrestlemania che si rispetti) possiamo parlare di una grandissima edizione del più importante PPV di casa Stamford, sia per la splendida struttura che ha ospitato lo show (fantastico il colpo d’occhio del Safeco Field, soprattutto quando dalle aperture laterali si vedeva ancora il cielo illuminato a giorno) sia per un pubblico che si è sempre fatto sentire nei momenti più caldi ed importanti. Secondo me ricorderemo ancora a lungo quest’edizione di Wrestlemania XIX, e se anche non ha settato nessun nuovo standard sarà sicuramente ricordata come una delle migliori edizioni nella storia di questo grandissimo evento a cui probabilmente è mancato solo un esordio a sorpresa di Goldberg.

Anche per questa volta abbiato finito, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima edizione di Stamford Report dedicata a Backlash.

David Grauli

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