Stamford Report N. 30 – WWE SUMMERSLAM 2002

Ancora una volta benvenuti a questa nuova edizione di Stamford Report, questa volta dedicata a Summerslam 2002. Passiamo subito ad analizzare gli incontri di questo PPV già entusiasmante sulla carta…

Kurt Angle VS Rey Misterio: 8-
In barba a chi temeva che le differenze fisiche tra questi due wrestler potessero produrre un match deludente, l’incontro d’apertura di Summerslam è stato bellissimo, a tratti esaltante. Kurt Angle è un miracolo vivente sul ring, ed è riuscito ad adattarsi al suo avversario riuscendo a metter su una contesa assolutamente credibile ed illuminata dalle prodezze aeree di Rey Misterio, esaltante in più di un’occasione. La velocità del match si è mantenuta sempre su buoni livelli, e l’incontro è risultato sempre coinvolgente, anche nelle fasi meno spettacolari. Giusta anche la vittoria di Angle, mentre Rey Misterio nonostante la sconfitta ha dimostrato ancora una volta di essere quanto di più spettacolare la WWE possa attualmente offrire.

Chris Jericho VS Ric Flair: 7
Pur senza strafare, e con uno stile datato, Ric Flair e Chris Jericho sono riusciti a metter su un incontro piacevole, molto solido dall’inizio alla fine. Dal punto di vista tecnico non si è visto molto: i due wrestlers si sono scambiati quasi esclusivamente pugni e chop, ma questi scambi sono stati abbastanza intensi così da risultare sempre abbastanza coinvolgenti. Era lecito aspettarsi un po’ di più da questi due wrestler per quel che riguarda la ricchezza dell’azione (a tratti un po’ monotona seppur mai eccessivamente noiosa), ma di fronte all’eventualità che il match potesse deludere come Flair VS Guerrero di KOTR direi che possiamo ritenerci pienamente soddisfatti.

Edge VS Eddie Guerrero: 7.5
Stilisticamente non il match che era lecito aspettarsi, ma comunque un grande incontro che nell’economia dell’intero PPV è servito a dare una certa eterogeneità all’evento. L’incontro in questione si è basato infatti sull’infortunio di Edge alla spalla, con Guerrero impegnato a colpire l’avversario alla parte infortunata, con una grande cura per la psicologia ed un’azione molto credibile. La parte centrale del match è calata leggermente di tono, ma poi il finale ha mostrato ottime cose grazie ad un’azione molto intesa e coinvolgente, nonostante Edge fosse limitato a combattere con un solo braccio. Questo è uno degli incontri che meglio rappresentano il nuovo corso dellaWWE.

Lance Storm & Christian VS Goldust & Booker T: 7+
Altro bellissimo incontro, e questa volta grazie ad un match di coppia che ridà vita ad una categoria che finalmente si sta riprendendo dopo il letargo degli ultimi mesi. I due team in questione sono riusciti a metter su un incontro stilisticamente molto classico per questa categoria ma che ha coinvolto moltissimo, grazie anche ad un finale assolutamente perfetto (seppur prevedibile). L’azione è sempre stata intensa (anche se priva di spunti particolarmente spettacolari), ed in questa contesa si è messo in luce anche Goldust, autore di una prestazione veramente ottima considerando i suoi standard. Non sarà stato un nuovo TLC, ma come incontro di coppia puro è stato quanto di meglio si sia visto in un PPV della WWE negli ultimi tempi.

Rob Van Dam VS Chris Benoit: 7/8
Non il grande classico alla “Steamboat-Savage” che qualcuno poteva aspettarsi, ma comunque un grande incontro che ha sorpreso notevolmente per quel che riguarda lo stile della contesa. Chi si aspettava uno spot fest in stile RVD infatti rimarrà a bocca asciutta, essendo stato questo un incontro stilisticamente molto tecnico che ha mostrato proprio come RVD non sia solo un wrestler da “Circo Togni”. E’ stato un match molto intenso (seppur non molto veloce in alcuni frangenti), molto curato per quel che riguarda la psicologia della sfida e assolutamente credibile (sembra un po’ il nuovo corso della WWE) per lo stile adottato. Poco coinvolgente invece il finale in cui RVD e Benoit avrebbero potuto forse puntare di più sulle near-falls, piuttosto che chiudere rapidamente il match con la 5-Star Frog Splash di Rob Van Dam senza un’adeguata costruzione.

Undertaker VS Test: 6
Match dignitoso tra questi due big men, sicuramente soddisfacente considerando il rischio di trovarsi di fronte ad un incontro mediocre come in molti alla vigilia pronosticavano. Il match è risultato infatti abbastanza solido e sufficientemente ben combattuto (per quanto alla fine sia stato il classico match tra big men, i due non si sono limitati ai soli pugni), non ai livelli del bel match che Test e Kane disputarono a No Mercy 2001 ma comunque un incontro a tratti coinvolgente e soprattutto mai noioso (ed in questo il fatto di essere durato poco più di 8 minuti ha sicuramente aiutato). Se si esclude l’Undertaker che ha venduto molti colpi dell’avversario, l’andamento del match è stato abbastanza prevedibile, interferenze comprese. Delusione invece per il mancato rientro di Kane, relegato ad un anonima rentrèe a Raw, ed anche per la vittoria di Undertaker (inutile per lui, mentre sarebbe stata importantissima per Test).

Triple H VS Shawn Michaels: 8/9
Considerando il significato di questo incontro, è stato un match da brividi. Anche a voler essere ottimisti non credo si potesse sperare in un match migliore di questo, e Shawn Michaels è stato abilissimo a non creare grandi attese intorno a questo incontro. Il match è stato un classico Street Fight Match, a tratti stilisticamente brawl, con diversi high spot da parte di Shawn Michaels che non ha mancato nemmeno di mostrare alcuni dei pezzi più tecnici del suo repertorio. La prestazione di Shawn è stata eccellente, addirittura commovente in alcuni frangenti, ed anche se il vero Shawn era un’altra cosa possiamo dire che quello visto a Summerslam non intacca minimante l’aurea di fenomeno che HBK aveva, anzi, ne aumenta ancor di più la grandezza per come in quest’occasione abbia dato indiscutibilmente tutto ciò che poteva dare sul ring, e forse anche di più. Tornando al match, dobbiamo dire che la sfida ha anche avuto dei momenti meno coinvolgenti (soprattutto dopo i primi minuti), ma nel complesso tutto quanto è servito a raccontare questa grande “storia” che ci ha regalato uno degli incontri più emozionanti nella storia della WWE

The Rock VS Brock Lesnar: 7+
La WWE non è riuscita a ripetersi con uno splendido main event ai livelli di Vengeance, ma ha saputo comunque metter su un match più che discreto che ha vissuto molto sull’ottima costruzione che la sfida ha avuto nelle scorse settimane. E’ stata una contesa poco appariscente ma nel complesso emozionante, sia per via di un pubblico caldissimo sia per il comportamento che lo stesso ha avuto nei confronti di The Rock (in un qualcosa di simile a quanto visto durante WM X-8). Il match ha ricordato un po’ una sfida d’altri tempi, ed anche senza mostrare grandi cose da un punto di vista tecnico è stato un match intenso e piacevole da vedere, anche se forse prevedibile nell’andamento. Per Brock Lesnar questa è stata a mio avviso la migliore prestazione da quando milita alla WWE.

PPV: 8,5
Non solo il miglior PPV dell’anno, ma anche uno dei migliori PPV nella storia della WWE. Raramente infatti la WWE è riuscita a proporre una card così ricca di buoni incontri, riuscendo soprattutto ad evitare incontri mediocri o addirittura insufficienti. Se pensiamo che il peggior match della card è stato un incontro comunque sufficiente possiamo capire come questo Summerslam 2002 sia stato uno splendido PPV, sicuramente all’altezza delle enormi aspettative che il pubblico nutriva alla vigilia. Questo evento a mio avviso mostra in maniera evidente quale sia il nuovo corso intrapreso dalla WWE, che sembra aver deciso di proporre uno stile di lotta differente per i propri incontri, molto più realistici, tecnici e curati sul piano della psicologia. Edge VS Guerrero è un chiaro esempio di come la WWE voglia rinnovarsi, ed anche Benoit VS RVD è servito a confermare questa scelta, con un RVD costretto a modificare in parte il proprio stile (proponendo un combattimento più realistico) ed a ridurre sensibilmente l’uso delle sue acrobazie sul ring. Tutta questa impostazione ha reso Summerslam un PPV vario, con una serie di incontri che hanno avuto ognuno la propria identità raccontando ogni volta una “storia” diversa.
HHH VS HBK è stato forse un caso a parte, ma il ritorno di Michaels richiedeva certamente questo tipo di incontro, fatto di high spot per stupire chi credeva in un HBK a pezzi (e Michaels senza dubbio ha esagerato in questo senso, giocando molto sul creare scarse attese). Tralasciando per una volta tutte quelle congetture “smart” che si possono fare sulla prestazione di Shawn e sul suo ritorno, non si può che applaudire l’incontro di un wrestler che comunque ha messo a repentaglio la sua salute (anche se bisogna vedere fino a che punto le condizioni di Michaels fossero realmente critiche), rendendosi protagonista di alcuni high spot spettacolari con cui un tempo era solito stupire il proprio pubblico. Buona anche la prestazione di Triple H (forse è vera allora la teoria secondo cui è meglio il HHH heel perché riesce a vedere meglio i colpi), finalmente tornato al suo ruolo più congeniale.
Prima di chiudere bisognerebbe spendere anche qualche parola su quanto avvenuto durante il match tra The Rock e Brock Lesnar. Per la seconda volta il pubblico ha voltato le spalle a The Rock fischiandolo ed insultandolo pesantemente, e questo a mio avviso va ricondotto ad una sola cosa: i tifosi cominciano a vedere in The Rock non più un “campione della gente”, ma uno che sta per intraprendere altre fortunate strade oltre a quella di wrestler. The Rock non è più un’esclusiva della WWE, è ormai un personaggio che ha messo in secondo piano la carriera di wrestler, e questo agli occhi dei tifosi può apparire quasi come un tradimento. Meglio allora tifare per un campione a tempo pieno come Brock Lesnar, seppure per una sola sera. Forse avranno pensato così i tifosi accorsi ad assistere a questa splendida edizione di Summerslam…

Siamo giunti al termine di questa nuova edizione di Stamford Report. Un caloroso saluto a tutti quanti ed un arrivederci alla prossima edizione.

David Grauli


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