Piper’s Pit#39 – 2020, ANNUS HORRIBILIS

Bentornati all’appuntamento con il Piper’s Pit! Il 2020 ha superato da poco la sua prima metà e sicuramente non verrà ricordato come uno degli anni più gloriosi della storia dell’umanità. E certo nemmeno di quella del wrestling!

Pensavate che gli show a porte chiuse a tempo indeterminato fossero sufficienti? Ecco, oltre al Coronavirus, a dare una spallata al nostro amato mondo ci ha pensato lo scandalo sorto in seguito al movimento Speaking Out. I fatti sono più o meno noti a tutti: viene lanciato un hashtag su Twitter grazie al quale si invitano a segnalare i protagonisti di abusi o molestie sessuali nel mondo del wrestling. Apriti cielo! In pochissimi giorni sono numerosi gli appartenenti al mondo del ring tirati in ballo da numerose donne, per casi molto spesso risalenti a parecchio tempo prima. WWE, AEW, Impact Wrestling, ROH, PROGRESS ed NWA sono state tutte coinvolte in questo scandalo, avendo alle proprie dipendenze atleti accusati, anche se magari non erano ancora impiegati nelle rispettive compagnie. Sta di fatto che uno tsunami si è abbattuto su di un mondo che stava con difficoltà cercando di sopravvivere agli effetti della pandemia. Nomi pesantissimi alcuni, altri in via di lancio ed altri meno conosciuti, ma tutti accomunati dalla Spada di Damocle di un’infamante accusa.

Ammetto che è molto difficile scrivere questo editoriale. Lo è perchè, ancora una volta, il nostro mondo, finisce sulle pagine dei giornali non per gli aspetti che amiamo, ma per quelli che lo fanno denigrare dalla pubblica opinione. Ma lo è anche perchè, da assoluto garantista quale sono, non mi piace mai quando si sbatte il mostro in prima pagina, magari senza nemmeno aver ascoltato la parola del “mostro”. E sappiamo bene come poi certe etichette, una volta apposte, sono molto difficili da estirpare. Intendiamoci: non sto in maniera assoluta sminuendo la gravità delle accuse. Anzi, alcuni dei nomi coinvolti hanno ammesso in parte o in toto le loro colpe, ed è anche un bene che alcuni deleteri aspetti possano emergere, per far sì che non si debbano ripetere. È anche vero però che alcuni degli accusati hanno fermamente respinto le accuse e quindi meritano il beneficio del dubbio in attesa di un processo, se poi mai ne sarà necessario uno, visto che sappiamo come anche nel mondo del cinema, a fianco di veri e propri reati punibili penalmente, si sono anche aggiunte accuse che si sono sgonfiate nel giro di poco tempo, in quanto del tutto infondate. Ragion per cui è doveroso attendere per dare un giudizio caso per caso.

Chi invece era costretto a prendere posizione immediatamente erano le promotion, per una ovvia questione di immagine. La WWE, nel corso dei decenni, ha subito scandali di ogni sorta, riuscendo però sempre ad uscirne in qualche modo, grazie alle indubbie doti manageriali e relazionali di Vince McMahon. Come da sua consuetudine il buon Vince ha agito dando un colpo al cerchio ed uno alla botte: ha licenziato quelli di cui poter fare tranquillamente a meno, ha lasciato in stand by quelli con uno status discreto e se ne è fregato delle accuse contro coloro che sono indispensabili. Quindi vanno a casa Jack Gallagher, El Ligero e Travis Banks, restano in attesa, tra gli altri, Trent Seven, Joe Coffey (benchè sospeso) e Velveteen Dream (che nel frattempo ha pure pensato bene di procurare un incidente automobilistico), mentre Matt Riddle ha debuttato in pompa magna a SmackDown e, sono certo, che se in futuro ci sarà ancora bisogno di Brock Lesnar le accuse mosse contro di lui non saranno certo un problema.

La AEW invece si è trovata ad avere a che fare con i problemi di Jimmy Havoc e Sammy Guevara. Havoc, lo sappiamo tutti, è un pazzo totale: il metterlo sotto contratto si sapeva che sarebbe stato un grosso rischio e così è stato. Per ora è in riabilitazione, poi si vedrà. Guevara invece, in lampa di lancio a Dynamite, paga le idiote dichiarazioni rilasciate in un podcast di cinque anni fa, durante il quale ha detto che gli sarebbe piaciuto violentare Sasha Banks. Ovviamente non aveva alcuna intenzione di farlo, ma certe dichiarazioni, anche se dette per scherzo, sono ovviamente inaccettabili e quindi sospensione anche per lui, anche se Cody Rhodes ha già detto che tornerà.

Enorme gatta da pelare anche per la ROH, in seguito alle accuse al suo uomo di punta, nonché head booker, Marty Scurll. Per ora la Ring of Honor non si è ancora espressa sullo status del Villain, anche approfittando della sorta forzata causa Coronavirus, però è indubbio che la situazione prima o poi vada affrontata.

In conclusione, una brutta storia della quale avremmo fatto volentieri a meno, speriamo il prossimo mese di poter affrontare un argomento più piacevole. 

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

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