THE OTHER SIDE #83 – Change of Plan

CHANGE OF PLAN

Seguendo da anni diverse compagnie inizi a far caso a tutti i dettagli una volta che passa il tempo ed entri sempre di più nei meccanismi con cui vedi le storyline evolversi. Tra la WWE e la NJPW ci sono grosse differenze, facile e scontato a dirsi, ma negli ultimi anni mi è diventato sempre più lampante quanto lo stile di booking sia diverso nel suolo americano e nel suolo giapponese.

In WWE esiste un booking? Non prendetemi come hater perché non lo sono, è evidente che esiste un booking solo per pochi eletti mentre altri sono usati come filler o sono senza direzione. Rhea Ripley sta mantenendo le aspettative dopo una carriera di successo ad NXT? Ha una direzione? E’ bipolare, cambia di settimana in settimana, prima è face, poi heel aggressiva poi codarda che si fa squalificare. Ha senso? Perché si dovrebbero confondere i fan in questa maniera?

Lashley dovrebbe essere “Almighty”, almeno l’ultimo match con McIntyre poteva terminare senza un’interferenza da parte di MVP. Gli RKBro funzionano perché sono originali nella loro stranezza, Riddle potrebbe turnare, sono imprevedibili, possono vincere i titoli, insomma hanno opzioni, hanno uno sviluppo possibile. Per quanti altri personaggi possiamo dire la stessa cosa?

Rollins da quando ha la gimmick del Messiah passa da avversario ad avversario in un loop che non porta da nessuna parte. Mi ricorda tanto il vecchio Wyatt, promo deliranti, sceglie avversario dopo avversario, che vinca o perda cambia poco perché rimane sempre uguale a sé stesso senza cambiamenti o traccia che faccia capire che il personaggio stia facendo un tipo di percorso verso un obiettivo.

Il Fiend doveva essere il grande crack della WWE ed ora la sua eredità sembra essere passata alla Bliss. Perché? Perché togliere una creazione di Rotunda dal suo stesso inventore per darla a qualcun altro? Non capisco. Se parliamo di NJPW, parliamo di un altro mondo, una federazione dove praticamente non esistono gimmick marcatissime ma per lo più tratti distintivi utili a far distinguere un personaggio dall’altro.

Abbiamo Naito, lo Stardust Genius, l’Ingobernable che cammina a metà tra l’onore tipico giapponese e un’attitudine più egoista ed individualista. Evil, il King of Darkness, Jay White, furbo, astuto, odioso all’inverosimile fino ad arrivare ai top di gamma come Okada e Tanahashi. Anche le storyline: il lato entertainment lo fa il ring, il match crea la storia, la rivalità che poi viene impreziosita dalle conferenze degli atleti nel backstage.

Per anni c’è sempre stato un grande immobilismo generale nel modo di bookare di Gedo, una gerarchia piramidale che nulla poteva spostare o cambiare, sembrava quasi di essere in una bolla: Okada, Tanahashi erano i re incontrastati e gli unici che avevano più possibilità di mettere le mani sulle cinture e fare lunghi regni titolati. I famosi “tre moschettieri”: Okada, Tanahashi e Nakamura, questo era l’equilibrio, cambiavi i nomi ma il risultato non cambiava.

Un fu Prince Devitt che affrontava Okada non vinceva, o in ogni caso le vittorie di intermezzo venivano poi cancellate dalla vittoria definitiva del pupillo che faceva tornare tutto allo status quo originale. Negli ultimi anni però c’è stata un’evoluzione, sicuramente la pandemia ha dato il suo apporto ma mi piace credere che la dirigenza abbia capito che non poteva far girare il roster sempre sui soliti nomi.

Partiamo da Okada, colui che sarà sempre la stella più lucente del roster, non è campione da praticamente un anno e mezzo e per i suoi standard è un range di tempo piuttosto consistente. Tanahashi ha aiutato la tag team division e ha tenuto il titolo NEVER elevandone il prestigio prima di cederlo a Jay White. Negli ultimi anni il parco di main eventer si è rimpolpato in maniera considerevole.

SHINGO TAKAGI: Partiamo dall’attuale World Champion. Con la rottura del collo di Ospreay tutti pensavano, me compreso, che il titolo andasse al rientrante Okada e invece è successo l’impensabile in cui il dragone ha battuto il Rainmaker coronando alla perfezione mesi di prestazione sempre eccellenti. Prima di tutto ciò Shingo era un comprimario negli LIJ, ora da ultimo arrivato nella stable è l’attuale campione.

WILL OSPREAY: Un altro percorso simile a quello di Takagi. Conosciamo tutti le qualità del buon Will, la sua transizione da peso leggero a peso massimo è stata una passeggiata. Will non solo ha cambiato il minimo nel suo stile ma è diventato a sua volta campione massimo prima dello sfortunato infortunio che lo ha costretto a rendere il titolo vacante.

KOTA IBUSHI: La Golden Star dopo anni passati nella jr division, in tag con Omega e qualche sporadico match per l’IC Title si è consacrato anche lui battendo Naito, all’epoca double champion, dando poi il via all’unificazione dei due titoli più importanti della compagnia.

JAY WHITE: Anche la scalata di White è stata piuttosto importante: batte Omega e diventa US Champion e può vantare a seguire diverse vittorie prestigiose contro Okada e Tanahashi, l’ultima con l’ACE gli ha consegnato il NEVER Openweight Title, ora la seconda cintura più importante della compagnia.

EVIL: Forse il primo che ha cominciato questo upgrade prendendo le redini del BC, uscendo prima dagli LIJ e poi battendo Naito diventando campione.

Alla lista ci metto anche Naito. So che partiva da un livello superiore rispetto a tutti gli altri ma per la storia che aveva e la rivalità con Okada, la sua consacrazione contro il Rainmaker è stato un momento cruciale che ha portato lo stesso Ingobernable ad una dimensione più da main eventer piuttosto che di uppercarder relegato alla sola cintura intercontinentale.

Ora la compagnia si ritrova con un notevole parco di main eventer e di lottatori che possono competere per più cinture senza perdere di status, anzi già solo il fatto che Naito possa competere per le cinture di coppia è un grosso miglioramento ad una divisione che necessita di nomi nuovi come il pane.

In poco tempo la NJPW si ritrova con diversi atleti con uno status nettamente migliore ed una maggiore libertà creativa che gli permette di poter variare di più coi match ovviando alla vecchia critica che sempre le stesse persone combattevano per gli stessi titoli. Se questo cambio di gestione è voluto allora hanno tutta la mia approvazione.

Questo numero termina qui. Vi ringrazio per la lettura e vi do appuntamento al prossimo numero. Da Captain Phenomenal 1 è tutto Ciao!!

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