THE OTHER SIDE #76 – Open for Business

OPEN FOR BUSINESS

Spero che mi perdonerete se per una volta prendo una deviazione dal solito editoriale sulla NJPW ma la voglia di parlare sull’evento cardine di questo 2020 ,sfortunato per tantissimi versi, è tanta. La AEW e Impact hanno ufficialmente iniziato a collaborare tra loro.

Certo siamo solo alle fasi embrionali e nessuno di noi può intuire per quali versi si snoderà questa collaborazione ma è innegabile che un certo buzz mediatico questa alleanza l’abbia generata insieme ad un notevole entusiasmo da parte dei fan.

E finalmente oserei dire, in un 2020 che passerà agli annali come l’anno della pandemia il coraggio di Impact e della AEW nel voler proporre qualcosa che vada oltre il classico schema dello show di wrestling è da ammirare ma porta anche certi rischi, quindi spero di parlare a nome di molti di voi che stanno leggendo nell’elencare le mie speranze per il miglior scenario ideale di entrambe le compagnie.

“L’unione degli sforzi delle due parti del rapporto di lavoro per il raggiungimento di un fine produttivo comune” La Treccani mi viene in aiuto con una definizione che specifica chiaramente uno dei miei dubbi. Fine produttivo comune, quindi per entrambe le compagnie. E’ mai esistito un fine produttivo comune nel binomio ROH-NJPW? Forse all’inizio ma non nell’ultimo periodo dove si vedeva che il roster ROH era usato in funzione di quello giapponese.

Ora so che la compagnia con i mezzi più importanti avrà sempre l’ultima parola e ci sono logiche di percezione che devono essere rispettate, ma proprio perché la collaborazione volge ad un fine comune la AEW e Impact hanno da guadagnarci senza che una sovrasti l’altra. Vi faccio un esempio, in base a questa nuova gimmick di “Belt Collector” è lecito aspettarsi che Omega sfidi Swann per l’Impact World Title.

Fin qui tutto bene, ma se l’obiettivo di Omega è quello di “collezionare cinture come se fossero giornali di fumetti” non sminuirebbe l’importanza di questo crossover se Omega vincesse il titolo al primo tentativo?

In fondo Swann ha fatto una cavalcata veramente sentita verso il titolo e perderlo contro Omega, signor atleta non fraintendiamoci, senza una lotta prolungata sarebbe uno spreco. Dopotutto il titolo dovrebbe essere un vanto per la compagnia e per il roster, che dovrebbe difenderlo a tutti i costi piuttosto che vederlo passare ad un wrestler “invasore” neanche sotto stesso contratto.

Con questo non voglio dire che sono contro al passaggio di titoli da una compagnia all’altra, tutt’altro … in AEW Hikaru Shida difetta palesemente di sfidanti credibili mentre in Impact abbondano: Taya, Rosemary, Tenille, Deonna, Su Yung per citarne alcune E lo stesso discorso sull’appartenenza al titolo va visto in entrambe le direzioni. Kip Sabian nella X Division potrebbe dire tranquillamente la sua.

Moxley ha Callihan che lo aspetta a braccia aperte, i MCMG e i Good Brothers darebbero vita ad incroci decisamente interessanti con tutta la tag team division della AEW. In attesa del fantomatico secondo show della AEW, molti atleti che trovano poco spazio nella federazione di Jacksonville rinforzerebbero il roster di Impact offrendo più spunti creativi in ambito storyline.

Come ho detto, a livello di roster, entrambe ci guadagnano su diversi livelli. Impact ha un bel roster, si tiene a galla ma la sua più grande condanna è la dimensione stessa della compagnia. Non è una federazione dove la gente mette radici ma spesso la si usa per farsi un nome. Oppure funziona da ancora di salvataggio per atleti lasciati per strada da altre compagnie.

In più ogni anno il roster perde pezzi più o meno importanti. Se persino Eric Young o EC3, bandiere di Impact hanno tentato l’avventura altrove ciò dimostra come Impact non sia un punto d’arrivo ma di passaggio. Non mi sorprenderebbe se in futuro Chris Bey, giusto per citare forse il nome più in rampa di lancio, lasciasse la compagnia per altri lidi più fruttuosi. Purtroppo i giochi di potere contano.

Così come contano le dinamiche di marketing. Mi ha sempre fatto sorridere una delle critiche che veniva mossa alla AEW: “Ma non stanno cambiando il mondo come dicevano alla loro nascita”. E ora? Nessuno è un benefattore, men che meno la WWE con le dichiarazioni di HHH di facciata in cui sostiene che la WWE è aperta anche lei a collaborazioni. Persino un muro sa che collaborare con la WWE vorrebbe dire far unicamente gli interessi di quest’ultima.

E ciò non deve succedere in questo caso tra IMPACT e AEW, gli effetti benefici di una singola apparizione di Omega si sono già visti portando a notevoli aumenti di ascolto per la compagnia canadese. La AEW sicuramente in ritorno ci guadagna d’immagine passando come una compagnia sicuramente meno orientata al capitalismo pure come la WWE e più aperta mentalmente verso un prodotto diverso a cui i fan si possono orientare senza vedere le federazioni esterne solo come concorrenti.

Personalmente vorrei vedere un crossover più profondo tra le compagnie e non solo Omega come unico protagonista, ma mi rendo conto che siamo ancora agli inizi quindi è certamente presto per sparare sentenze. Le premesse sono comunque buone e molto interessanti quindi non resta che mettersi comodi e vedere dove tutto questo porterà.

Magari Tony Khan e soci non cambieranno il mondo con questa collaborazione ma sembra almeno che tra i loro interessi non risieda solo quello economico ma anche quello di portare a noi fan un prodotto più fresco ed originale. Può piacere come non piacere ma cavolo, almeno è un’alternativa cha ha un suo valore e ha scosso i fan di wrestling dai loro soliti canoni.

E’ un bel momento per essere fan di Wrestling.

Grazie a tutti voi per la lettura da Captain Phenomenal 1. Tanto per restare in tema …. GOODBYE … AND GOOD NIGHT …. BEEEEM!!

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