Piper’s Pit#52 –Summer of Punk, 10 anni dopo

Bentornati al Piper’s Pit! Sono passati più di dieci anni dalla celebre Piper Bomb di CM Punk di quel 27 giugno 2011 e oggi quindi ne approfitto per parlare della carriera dello straight edge di Chicago, di quello che è stato e di quello che invece poteva essere.

Philip Jack Brooks nasce a Chicago il 26 ottobre 1978. Il padre era un alcolista, il che lo fece diventare uno straight edge sin dall’adolescenza, avendo visto cosa l’alcool aveva fatto alla sua famiglia, mentre la madre soffriva di disturbo bipolare ed i due di fatto non ebbero alcun rapporto. Già a partire dalla seconda metà degli anni ’90 iniziò a lottare nella Lunatic Wrestling Federation (federazione composta da lottatori assolutamente non professionisti) con il nome di CM Punk, dove la sigla stava per Chick Magnet (e non per Chicago Made come per tanti anni si è pensato), abbinata alla sua passione per il punk rock. Insieme a lui lottava anche il fratello Mike, ma quando Philip scoprì che si era rubato i soldi della federazione ruppe per sempre i rapporti con lui. Passò allora alla Steel Domain Wrestling, dove conobbe Colt Cabana, che sarebbe stato il suo miglior amico per lungo tempo, prima di chiudere burrascosamente ancora per ragioni di soldi. Nel 2000 avvenne il primo salto in una compagnia più importante, vale a dire la Indipendent Wrestling Association Mid-South, dove vinse per cinque volte il titolo massimo e per due quello dei pesi leggeri, avendo a a che fare con personaggi del calibro di AJ Styles, Eddie Guerrero e Chris Hero, oltre allo stesso Colt Cabana. Le sue abilità sul ring, unite ad un’innata abilità al microfono, fecero sì che la Ring of Honor si interessasse a lui, prima per qualche incontro estemporaneo e poi dal 2003 sotto contratto. La sua prima importante faida fu da heel contro Raven, faida che durò per molti mesi e che alla fine lo vide vincitore, esibendosi nel frattempo anche in TNA. Il suo primo allora in ROH furono i titoli di coppia insieme al solito Cabana, prima di sfidare Samoa Joe per il titolo massimo in una serie di tre match che sono ancora considerati leggendari. I primi due match sui 60 minuti si conclusero in pareggio, mentre il terzo vide la definitiva vittoria di Joe; da segnalare che il secondo incontro ricevette 5 stelle da Dave Meltzer, primo match sul suolo nord americano a ricevere la massima valutazione dopo ben sette anni. Nel 2005 firmò un contratto con la WWE, vincendo però la cintura ai danni di Austin Aries; in storyline allora tenne un promo da heel affermando che si sarebbe portato la cintura a Stamford. Ebbe così inizio la Summer of Punk, durante la quale si fece beffe a più riprese della ROH, fino a perdere il titolo contro James Gibson, prima di disputare un ultimo incontro di addio contro Colt Cabana.

Dopo un anno nella Ohio Valley Wrestling, all’epoca territorio di sviluppo della WWE, approdò nella rinata ECW, dove, dopo diversi tentativi andati a vuoto, divenne campione il 4 settembre 2007 sconfiggendo John Morrison, titolo che perse dopo 143 giorni a vantaggio di Chavo Guerrero a causa di un’interferenza di Edge. Il primo punto di svolta della sua carriera in WWE avvenne a WrestleMania XXIV, quando vinse il Money in the Bank Ladder match, che incassò dopo pochi mesi per il World Heavyweight Championship schienando Edge una volta draftato a Raw. Dovette però rendere vacante il titolo dopo 69 giorni a causa di un attacco da parte della Legacy, della quale si vendicò strappando loro i titoli di coppia affiancato da Kofi Kingston. Nel 2009 sconfisse William Regal per diventare campione intercontinentale, diventando così il più veloce di sempre in WWE a vincere i tre titoli principali. A WrestleMania XXV vinse per il secondo anno consecutivo il Money in the Bank, che incassò da Jeff Hardy, diventando così campione assoluto per la seconda volta, titolo che però Hardy si riprese solo 49 giorni dopo, titolo che però poco dopo tornò nuovamente in suo possesso, questa volta da heel. Iniziò allora un feud contro The Undertaker, al quale dovette cedere la cintura ad Hell in a Cell. A novembre del 2009 diede vita alla Straight Edge Society, arruolando come suoi discepoli Luke Gallows e Serena. Ovviamente veniva sfruttata in chiave storyline la sua appartenenza al movimento Straight Edge, visto in chiave suprematista nei confronti di chi faceva uso di alcolici e droghe. Fu particolarmente rilevante la faida contro Rey Mysterio, che lo vide costretto per stipulazione a tagliarsi la sua folta chioma, dando vita alla versione di Punk rasata che ha caratterizzato da allora il suo personaggio.

Archiviata la Straight Edge Society Punk, tornato a Raw dopo il periodo a SmackDown, si rivelò essere il leader nel New Nexus al posto di Wade Barrett. Nella Royal Rumble del 2011 entrò con il numero 1, venendo estromesso da John Cena dopo ben sette eliminazioni. Dopo qualche mese in faide minori si arriva a giugno e Punk annuncia che il suo contratto in WWE sarebbe scaduto il 17 luglio, ma che se ne sarebbe andato con la cintura alla vita: inizia così la seconda Summer of Punk. Ed il 27 giugno eccoci alla famosa Pipe Bomb, che vi riporto integralmente.

“John Cena mentre te ne stai lì, spero il più scomodo possibile, voglio che tu mi ascolti. Voglio che tu digerisca tutto questo perché prima di andarmene tra tre settimane con il tuo WWE Championship ci sono diversi pesi che voglio togliermi dallo stomaco. Io non ti odio John. Non mi dispiaci nemmeno. Anzi, mi piaci. Mi piaci molto di più di quanto mi piacciano gran parte delle persone nel backstage. Io odio quest’idea che tu sia il migliore. Perché non lo sei. Io sono il migliore. Sono il migliore del mondo. C’è una cosa in cui tu sei meglio di me ed è baciare il culo di Vince McMahon. Sei bravo a baciare il culo di Vince McMahon così come lo era Hulk Hogan. Non so se sei bravo come Dwayne però. È piuttosto bravo a baciare culi. Lo è sempre stato e lo è ancora. Ops, sto rompendo la quarta parete!

Io sono il miglior wrestler del mondo. Sono stato il migliore fin dal primo giorno in cui ho messo piede in questa compagnia. Sono stato denigrato e odiato fin da quel giorno perché Paul Heyman aveva visto qualcosa in me che nessun altro voleva ammettere di aver visto. Esatto, sono un Paul Heyman guy. Sapete chi altro era un Paul Heyman guy? Brock Lesnar. E lui se n’è andato così come io me ne sto andando, ma la più grande differenza tra me e Brock è che io me ne andrò con il WWE Championship.

Ho afferrato talmente tanti dei ‘brass ring’ di Vincent K. McMahon che alla fine ho realizzato che sono esattamente quello, sono completamente immaginari. L’unica cosa che è reale sono io e il fatto che ogni santo giorno per circa sei anni ho dimostrato a chiunque nel mondo che io sono il migliore con questo microfono, su quel ring, anche al tavolo di commento! Nessuno è al mio livello! Eppure non importa quante volte io ci provi, non sono sulle vostre adorabili piccole tazze da collezione. Non sono nella sigla del programma. Vengo pubblicizzato a stento. Non vengo scritturato per dei film. Non partecipo di certo a qualche schifoso show su USA Network. Non sono sul poster di WrestleMania. Non sono nel segmento di presentazione che viene trasmesso all’inizio degli show. Non sono da Conan O’Brian, non sono da Jimmy Fallon. Ma il problema è che dovrei esserlo.

Questa non è la favola della volpe e l’uva. Ma il fatto che Dwayne sia nel main event di WrestleMania l’anno prossimo e io no mi dà il voltastomaco!

Oh ehi, fatemi chiarire una cosa. Quelli di voi che mi stanno incitando al momento sono uno dei motivi del mio addio, esattamente come tutto il resto. Perché siete voi che bevete in quelle tazze da collezione in questo momento. Siete voi che comprate quei programmi nella cui sigla non c’è la mia faccia. E poi alle cinque del mattino all’aeroporto provate a rinfacciarmelo chiedendomi un autografo per poi provare a rivenderlo su eBay perché siete troppo pigri per trovarvi un vero lavoro.

Me ne andrò con il WWE Championship il 17 luglio. E diavolo, chi lo sa, forse andrò a difenderlo in New Japan Pro Wrestling. Forse me ne tornerò in Ring of Honor. Ehi Colt Cabana, come va?

Il motivo per cui me ne vado siete voi, è la gente. Perché dopo che me ne sarò andato voi continuerete a spendere denaro per questa compagnia. Io sono solo un ingranaggio del meccanismo, il meccanismo continuerà a funzionare e io lo capisco. Vince McMahon continuerà a guadagnare denaro nonostante se stesso. È un milionario che dovrebbe essere un miliardario. Sapete perché non è un miliardario? Perché si circonda di sciocchi ‘yes man’ stronzi e leccaculo, come John Laurinaitis che gli dirà sempre ciò che lui vuole sentire, e mi piacerebbe pensare che forse questa compagnia sarà migliore dopo la morte di Vince McMahon. Ma il fatto è che sarà presa in mano dalla sua figlia idiota e dal suo genero imbranato e dal resto della sua stupida famiglia. Lasciate che vi racconti una storia personale su Vince McMahon ok? Noi facciamo questa campagna contro i bulli…”.

E Punk puntualmente vinse il titolo da John Cena, perdendolo ad agosto e poi riconquistandolo a novembre sempre contro Alberto Del Rio. E, come puntualmente aveva previsto, a WrestleMania non fu nel main event, benché avesse il titolo alla vita, titolo che perse dopo ben 434 giorni alla Royal Rumble 2013, sconfitto da The Rock, fatto che gli precluse nuovamente il main event di WrestleMania. A WrestleMania ebbe comunque una faida importante contro The Undertaker, ma non riuscì a porre fine ella streak del Phenom. Successivamente turnato face venne coinvolto in faide minori per il resto dell’anno, arrivando così mentalmente demotivato alla Royal Rumble, oltre che provato nel fisico: entrato nuovamente con il numero 1 venne eliminato da Kane. Nessuno lo poteva sapere ma quello fu l’ultimo match lottato da Punk, che il giorno dopo nel backstage di Raw disse che non si sarebbe più presentato. La WWE inoltre lo licenziò proprio il giorno del suo matrimonio con AJ Lee, il che lo portò a raccontare la sua verità nel podcast di Colt Cabana. Nel 2014 firma un contratto con la UFC, ma la sua avventura nelle arti marziali miste si conclude dopo soli due fallimentari incontri, uno nel 2016 e uno nel 2018, tanto attesi quanto deludenti.

Per molti anni i fans di wrestling hanno atteso un nuovo ritorno di Punk, come una seconda venuta del Messia, ma è ormai chiaro che i due mondi sono ben lontani, se non per qualche sporadico talk show e, se pure a fronte di una enorme offerta, Punk dovesse tornare a combattere non sarebbe certo più la stessa cosa. Quindi godiamoci ciò che è stato, perchè cosa sarebbe potuto essere non lo sapremo mai. E molto probabilmente le colpe non stanno da una parte sola.

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

Johnny Bresso
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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