WWE Planet #932 – Lo strano caso dei licenziamenti WWE

Questa settimana abbiamo assistito a uno dei casi più significativi della schizofrenia che è di casa in WWE. Nonché agli ascolti più bassi di sempre per quanto riguarda Raw, e non posso che pensare che le due cose siano collegate. Ma passiamo a colei che è la protagonista di questo numero: l’ondata di licenziamenti in casa WWE avvenuta martedì notte.

Licenziamenti che già a partire da come sembra siano stati comunicati fanno storcere il naso. A quanto si vocifera John Laurinaitis avrebbe inviato un messaggio di testo a tutti gli atleti del roster per comunicare il rilascio dei colleghi. Dietro questa decisione ci sarebbe la scelta di lanciare un segnale a coloro che sono rimasti. Il problema è che l’unico segnale che io percepisco è “Se non siamo in grado di gestirvi vi licenziamo”.

Ad aprire le danze abbiamo Buddy Murphy, forse il nome di punta di ciò che è stato 205 Live all’inizio. Un nome che ha riscosso tanto successo da essere chiamato nel main roster in modo fisso, tanto da venire affiancato a Seth Rollins nel ruolo di suo bodyguard. Ma non sarebbe stato forse meglio mandarlo in quel di NXT come diversi suoi colleghi invece di passare a Raw? Un wrestler che sul ring ha sempre dimostrato di saperci fare licenziato per mancanza di piani per lui mentre wrestler ben più mediocri tirano a campare tra 205 Live e job a NXT. Al contrario di quanto dice McMahon e il suo entourage sembra essere meglio fare il compitino zitti zitti invece che provare ad emergere.

Poco da dire per il licenziamento di Ruby Riott, la seconda wrestler che si è trovata a passare da un match a WrestleMania al divano di casa. Anche in questo caso, come si fa a credere che ci sia una visione a lungo termine quando, come ci insegna Billie Kay, non hanno la visione a due giorni di distanza?

Il rimanere sotto contratto pare invece più una punizione che un merito per quanto riguarda Lana. Dopo il licenziamento di suo marito si è ritrovata in una storyline che che sembrava volesse unicamente sfottere Rusev, comportamento molto maturo attuato spesso dalla WWE in caso di rilascio richiesto. Dopodiché Lana è sparita gradualmente dagli schermi fino a oggi. Abbastanza scontato vederla al fianco di Miro e, probabilmente, con un ruolo, e una coerenza, migliore di quella avuta a Stanford.

Passiamo ora alle due note dolenti, conosciute anche come “Non abbiamo la minima idea di come si gestiscono le risorse”. Sto ovviamente parlando di Aleister Black e Braun Strowman, due atleti che sembravano essere tornati in auge e invece…

Per loro vale lo stesso discorso: ripresi dal nulla, o da un buco nero per Black, sembrano pronti per un ruolo di rilievo. Black con il ritorno a SmackDown con tanto di feud già partito, Strowman con un match titolato a Backlash, e poi vengono licenziati. E qui si palesa come la dirigenza della WWE consideri i propri dipendenti: dei tappabuchi. Salvo alcuni casi specifici è sempre più evidente come la WWE non solo non abbia la minima idea di come si gestiscano dei wrestler ma che per loro uno vale l’altro. Hanno licenziato Strowman? Poco male, ora c’è Babatunde che va di moda, un paio di mesi al fianco di Crews e poi lo si manda per il titolo. Dopodiché… boh, lo si licenzia.


Abbiamo un personaggio caratterizzato un minimo che non sia un tizio in mutande nere? (Ciao Humberto). È troppo difficile da gestire, ci vuole del tempo per scrivere una storyline. Ma se non sai scrivere non uscirà MAI una storyline decente e quindi addio Black, meglio avere… non lo so, perché questo modo di considerare i wrestler gli impedisce di averne uno status e si tira avanti con Reigns, Rollins, McIntyre, l’usato sicuro Kingston e Ziggler per il midcarding si campa alla giornata.

Se sono vere le voci che vedrebbero la WWE vicina all’essere messa sul mercato i licenziamenti appena avvenuti non spingono a voler acquistare. È come vendere una fabbrica, ma dopo aver venduto i macchinari e aver manomesso l’impianto elettrico.

Davide Procopio
Fan di wrestling ma niente di serio (cit.) Laureato in sociologia dei processi culturali spera un giorno di poter scrivere della sociologia del wrestling. Nel tempo libero... non ne ha
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