BET ON HIM #116 – IL CASO COLE, IL CASO NXT

Ciao a tutti amici e soprattutto amiche di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al futuro del business. Sono settimane di grande fermento per quel che riguarda il mondo del wrestling. Le notizie extra-ring stanno creando un vero e proprio terremoto, molto più di quanto succede in-ring, soprattutto per quel che riguarda la WWE. La AEW si prepara a sganciare due bombe pesantissime sul business con l’acquisto, ormai più che probabile, di Bryan Danielson e CM Punk ad un mese circa dall’avvento del prossimo ppv, All Out. Un evento che sulla carta si prospetta clamoroso. Ma avremo modo di parlarne. Anche la WWE si avvicina ad uno degli eventi più importanti dell’anno, Summerslam. Ma lo fa con ben altro spirito…

GOODBYE THE FIEND

La federazione di Stamford continua a sorprendere con i suoi licenziamenti, lasciando a casa niente meno che Bray Wyatt. Uno dei personaggi principali negli ultimi anni, pluri-campione del mondo. Un visionario, lo hanno definito in molti, per capacità di reinventarsi e di creare personaggi e storyline di grande impatto. The Fiend era un personaggio sulla carta clamoroso e, con la giusta gestione, destinato a dominare per anni. Peccato che la giusta gestione spesso (troppo spesso) non corrisponda alla voce WWE. Il tutto mentre Raw continua ad arrancare, per usare un eufemismo, e Summerslam ha come main event match tra il campione ed un part-timer, ancora una volta.

La WWE sta certamente a meraviglia sotto il profilo economico e la AEW certamente non è un pericolo al momento. A livello di booking e qualità degli show, tuttavia, il distacco è davvero alto. Quasi imbarazzante sia a livello di wrestling lottato che sotto il profilo delle storyline. Chissà cosa succederà adesso con i due di cui sopra in arrivo più altri possibili acquisti con Adam Cole e lo stesso Wyatt che potrebbero entrare nel radar della AEW molto presto vista la scadenza del contratto del primo, ed il rilascio del secondo.

ADAM COLE: A MAN IN A TRAP

Il caso Cole è certamente interessante e ci riporta ad un vecchio, ma sempre attuale argomento per quel che riguarda NXT e la WWE. Meglio rimanere nel ad NXT oppure continuare a sperare nella chiamata nel main roster? Adam Cole, fin dal suo debutto nel roster oro-nero, è stato un protagonista indiscusso (parafrasando il nome della stabile di cui ha fatto parte per anni). Campione per oltre un anno, sempre con un ruolo da protagonista nei periodi dove non ha avuto la cintura in vita. Eppure, nell’ultimo anno soprattutto, si è avuta la sensazione che Cole non avesse più molto da fare e dimostrare nel roster NXT. Ma una chiamata nel main roster è sempre stata un miraggio.

Il feed con Pat McAfee e la versione NXT della faida “infinita” con Kyle O’Reilly, con conseguente addio a Undisputed Era, hanno ravvivato per poco le speranze dell’ex campione il quale, però, terminato questo ciclo, si ritrova nuovamente nella stessa situazione e credo che poco possa aggiungere il ritorno nel roster di uno come Samoa Joe. Che Triple H abbia cole in grande considerazione è sempre stato molto evidente, che Triple H sia consapevole del rischio che corre Adam Cole nel main roster penso sia altrettanto evidente.

PRAY NOT TO FALL

Abbiamo ancora negli occhi il trattamento incredibile/inconcepibile del main roster per quel che riguarda gente come Karrion Kross e Keith Lee. Due che, sulla carta, hanno tutte le caratteristiche per piacere a uno come Vince McMahon. Kross dopo 16 mesi di imbattibilità in quel di NXT viene sconfitto alla prima uscita nel main roster da Jeff Hardy e si ritrova nel classico 50/50 WWE contro lo stesso Lee. Quest’ultimo, due anni fa super-over in quel di NXT e non solo (ricordiamolo protagonista assoluto nella faida che coinvolgeva NXT a Survivor Series), ha debuttato battendo Randy Orton in pochi minuti. Poi è scomparso per mesi (non sappiamo ancora il perché) per tornare esattamente dove aveva lasciato, perdendo sia i match che buona parte delle caratteristiche che lo avevano reso over all’epoca.

Che il main roster rovini qualsiasi cosa tocchi che venga da NXT (almeno in tempi recenti), è palese. Il che ha, di conseguenza rovinato anche la reputazione dello show da fiore all’occhiello in grado davvero di essere considerato come terzo roster, a show senza importanza e senza gloria. Con l’unica colpa di essere stato lanciato allo sbaraglio contro la concorrenza invece di continuare a farlo vivere di vita propria. Triple H, che stupido non è, ha capito e cercato di proteggere il suo prodotto finché ha potuto. Con questo intendo anche proteggere molte delle sue top star da fine certa. Adam Cole, Johnny Gargano, Tommaso Ciampa ed Io Shirai avrebbero potuto debuttare nel main roster in questo momento, ma ve li immaginate al top in questo momento se fosse avvenuto? La risposta è no. Con buona ragione nostra, un po’ meno con ragione di chi gestisce il main roster.

IT’S ALL ABOUT QUALITY… IN THE LONG RUN

Risultato? Un fenomeno come Adam Cole, si trova ingabbiato ad NXT e, al termine del suo contratto, c’è grossa possibilità che non vada a rinnovare. Troppo in evoluzione la concorrenza, che può offrirti molti più soldi rispetto a quelli di un contratto NXT e possibilità di emergere per davvero dimostrando le sue qualità. Vince sostiene che la WWE non è solo wrestling ma intrattenimento più ad ampio raggio. Ha ragione. C’è solo un piccolo particolare: i fans, dalla WWE, chiedono un prodotto di qualità con wrestling di qualità. Se vogliono intrattenimento di altro tipo vanno su Netflix o compagnia… AEW dovrebbe essere una lezione da seguire in questo senso. Se Dynamite da “sconosciuto” riesce ad ottenere questi risultati con questa piattaforma e senza la “gloria” del nome che attrae i fan casuali, cosa potrebbe fare la WWE producendo un contenuto di qualità?

Qualità che, per inciso, la WWE ha nel suo roster. Il roster WWE nel suo complesso non ha niente da invidiare sul profilo tecnico a quello della AEW. I fenomeni ci sono da una parte e dall’altra. Solo che c’è una federazione che sa come utilizzarli ed esaltarli, un’altra no. Vero, i conti economici premiano la WWE per ora e nei prossimi 5/6 anni ma la crescita della AEW a livello di ascolti, vendite ed ora di considerazione da parte dei lottatori stessi, tanto da convincere due come Bryan Danielson e CM Punk ad unirsi a loro, deve essere un ulteriore campanello d’allarme per il futuro. Ed io, fossi una rete televisiva, inizierei a chiedere lumi sulla perdita di ascolti e sui feedback degli spettatori.

TIME WILL TELL

Il wrestling, come le serie tv, credo abbia bisogno di attualizzarsi al pubblico attuale. Ci sono serie che hanno avuto grandi risultati nel passato che oggi probabilmente non avrebbero lo stesso successo di allora. La WWE è la stessa cosa. Una serie tv che continua ad operare come ha fatto nel corso dei veni-trent’anni precedenti, senza evolversi, senza capire che nel frattempo il pubblico è cambiato, vuoi per internet vuoi per la società che è totalmente differente. A meno che, chiaramente, tutte le manovre recenti da parte della federazione, siano un segnale di una futura vendita della stessa. Solo il tempo ci dirà. Quello, per lo meno, spiegherebbe molte cose…

Il Ben On Him torna tra due settimane con i pronostici di Takeover 36, un evento sulla carta molto interessante e qualitativamente di ottimo livello. Ne parleremo nel prossimo numero. Il sottoscritto per adesso vi saluta e vi augura un buon weekend.

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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