The Pedigree #330 – I PIRATI DEI CARAIBI: AL TERMINE DEL CONTRATTO

Non era nemmeno troppo tempo fa che si parlava di come Carlito fosse scontento del suo trattamento alla WWE, e di come la WWE stessa fosse scontenta di quanto da lui mostrato settimanalmente sul ring. All'epoca, però, la WWE aveva fatto di tutto pur di trattenere il caraibico sul proprio libro paga. La concorrenza era una TNA diversa, che seppure lontano negli ascolti faceva più paura, e l'idea che Carlito (che per via della vicinanza con il suo paese d'origine sarebbe stato ben felice di trasferirsi ad Orlando) potesse passare alla federazione rivale non lasciava tranquilla la dirigenza WWE. Ma adesso?

Carlito è di nuovo scontento. Il push che gli era – si dice – stato promesso quando aveva deciso di rinnovare il contratto non è mai arrivato, e nonostante le cinture di coppia di Raw non se le fili nessuno (Hardcore Holly e Softcore Rodhes sono campioni da sei mesi e non ricordo una difesa seria sul loro palmares…), e nonostante Santino sia tutto sommato un wrestler abbastanza apprezzato dal pubblico, per i due non si è mai presa seriamente in considerazione la possibilità di un giro titolato. Carlito, di suo, non è che abbia mostrato sul ring molta più voglia di fare rispetto all'anno passato, resta però il fatto che show alla mano mai si è vista da parte della WWE l'intenzione di credere fortemente in lui (che, comunque, qualche titolo minore l'ha vinto…). Se però, ora, la WWE dovesse decidere di accontentare il caraibico rescindendo il contratto, quale futuro potrebbe attendere l'ex Carribean Cool?
La federazione del padre, questo è certo, e Carlito è sicuramente tra i wrestler più fortunati visto che avrà sempre una base solida su cui appoggiarsi, ma per il resto?
Stando alle ultime settimane i ratings complessivi di Raw e di Impact! si aggirano verso il 4.0, meno di quanto non facesse regolarmente la sola WWE poco tempo fa. Il che vuol dire che due show, per un totale di quattro ore di wrestling, attirano meno gente di quanta non ne attirasse un singolo spettacolo. E se Raw è palesemente in fase di stallo creativo, lo stesso non si può dire di Impact! che, comunque, del buon wrestling lo propone sempre. Eppure, a quanto pare, nemmeno questo basta.

Ed intendiamoci, per una rivale della WWE questo sarebbe il momento ideale per tentare il sorpasso.
Raw è di una pochezza imbarazzante, con i main event dei pay-per-view annunciati costantemente un mese prima degli spettacoli stessi e con, a seguire, puntate fotocopia dove purtroppo raramente accade qualcosa degno di nota. Smackdown, per certi versi pure migliore del diretto corrispondente, attesta i suoi ascolti su un misero due punto qualcosa e la ECW, che è quello che è, va avanti più per affetto che non per meriti reali. Eppure la TNA non ce la fa. E, mi vien da dire, non per propri demeriti.
Allora dove può mai andare un wrestler scontento del trattamento che Stamford gli sta riservando? Specialmente se di cognome non fa Colon, ed il padre non possiede una propria federazione?
Tanto per dire, pensate a Booker T. Per motivi mai del tutto chiariti (seppure tutto faccia pensare a problemi con il Wellness Program) anche l'ex King Of The Ring ha deciso di fare le valigie per passare alla concorrenza. Da qui a dire che la sua carriera ne ha giovato, però, ci passa in mezzo un oceano. E, seppur con più titoli vinti, lo stesso si potrebbe dire per Christian Cage e Kurt Angle, che si saranno sicuramente tolti delle soddisfazioni ma che di sicuro non hanno aumentato esponenzialmente la loro popolarità.

Il discorso, per quanto possa sembrare avventato, è piuttosto semplice.
Stando le cose come sono adesso, mi viene da credere che sia l'intero sistema del pro-wrestling americano ad essere in stallo. Non è solo la WWE priva di idee, e non è nemmeno la TNA che purtroppo può attingere a fonti di denaro limitate. Semplicemente il wrestling, per il tipo di spettacolo che propone (e che deve proporre, per non snaturare se stesso), attualmente non piace. Che sia l'idea della predeterminazione, che sia il fatto che la parte “divertente” del prodotto non è così divertente, che sia perché la crescita esponenziale dello shoot-fighting ha messo in luce parecchi difetti del business, resta il fatto che l'interesse generale, ultimamente, è fortemente calato. Il che non stupisce, dopo tutto accade che anche serie televisive da boom di ascolti, da una stagione all'altra, subiscano tracolli tali da portare alla cancellazione (il che, per carità, non vuol dire che il wrestling verrà cancellato, eh…).

Si dice sempre, e ne resto convinto, che storyline interessanti alzerebbero gli ascolti. Mi viene però il dubbio che, in realtà, quello che serva sul serio sia un cambio radicale del prodotto. Come avvenuto passando dalle gimmick all'Attitude, qualcosa che costi quel che costi faccia apparire il wrestling come nuovo, come qualcosa che devi vedere perché tutto quello che credevi di sapere fa ormai parte del passato. Qualcosa, insomma, che la fantomatica Ruthless Aggression (iniziata quando? Già finita? Prove tecniche di trasmissione? Mah…) non è assolutamente stata.
Io, detto molto modestamente, non saprei cosa fare per stravolgere il prodotto. Non possiedo una federazione né, probabilmente, mai ne avrò una. Mi limito ad analizzare i dati, e per quanto spesso mi si tacci di criticare a priori mi vien difficile difendere una federazione che, sommati i suo tre show, fa ascolti per circa 6/7 punti percentuali quando un tempo arrivava a 8 soltanto con Raw Is War.

Di sicuro, lo hanno detto gli ascolti, la Million Dollar Mania non ha aiutato.
3.0, risultato misero misero che deve aver parecchio rattristato Vince McMahon. Il quale, infatti, ha già messo le mani avanti lasciando intuire che, da un giorno all'altro, la Million Dollar Mania potrebbe finire perché, visto che i soldi sono suoi, decide lui se e quando darli. Ovvio come, dietro alle sue parole, si celasse un notevole malcontento per un risultato scarsissimo a fronte di soldoni spesi. Malcontento che, probabilmente, avrà preso alla sprovvista anche chi credeva (o forse sperava) che in realtà dietro a questa buffonata si celasse una storyline ad ampio raggio, di quelle destinate a lasciare il segno. Se c'è è davvero ad ampio raggio, ma così ampio che probabilmente terminerà la prossima Wrestlemania, ma visto che da una settimana all'altra non è cambiato nulla (secondo voi, a fronte degli ascolti, a qualcuno sarà venuto il dubbio di quello che stavano facendo o avranno sostenuto tutti che si trattava di un risultato vittima di inattese concatenazioni come finali NBA, campionato MLB, World Series NCAA più l'uscita al cinema di Hulk e Kung Fu Panda?) mi sento di sostenere che no, niente storyline. E' un gioco a premi, tra l'altro piuttosto brutto, e basta. Se poi vinci soltanto 16 dollari beh, tanto che sei in diretta al vecchio Vince potresti pure dirgli qualcosina…

Ma, a fronte di un Jeff Hardy che passa dal possibile match a tre alla Night Of Champions a sconfiggere Carlito (che così potrà lamentarsi ancora, dopo aver tirato fuori anche lui dal cilindro le solite critiche contro HHH e consorte…) allontanandosi così dai sogni titolati, una cosa buona arriva da Raw (anzi, stando alle ultime settimane probabilmente l'unica cosa buona): Chris Jericho.
Scheggia impazzita, che prima arriva sullo stage di One Night Stand per dare coraggio a HBK e poi gli rifila un calcio nelle palle. Scheggia impazzita che sostiene che i fan gli abbiano voltato le spalle, che vuole lottare contro Flair in un parcheggio, che nella stessa puntata si fa nemico HHH ed amico Lance Cade (che poi, Lance Cade…), scheggia impazzita che dopo l'ultimo Raw si candida seriamente a prossimo contendente al titolo in mano ad Hunter, scheggia impazzita che, non ho problemi ad ammetterlo, per il sottoscritto è attualmente l'unica valida ragione per guardare Raw. Perché in uno show che potresti scrivere mentalmente mentre va avanti Y2J rappresenta l'unica novità, l'unica cosa fuori dagli schemi, l'unico appiglio per non cadere addormentati davanti al solito incontro con rissa finale che tanto prima dei pay-per-view non succede mai nulla. E che Jericho fosse bravo non lo si scopre certo ora, eh. Però c'è un sottile e cattivo piacere nel vederlo emergere dalla massa lunedì dopo lunedì, proprio in quella federazione che prima lo aveva lasciato andare, poi lo aveva richiamato in tutta fretta e che un mese dopo già di lui non sapeva più cosa fare.
Poi non si stupiscano dei bassi ascolti, però.
Se il tuo booking team ha per le mani Chris Jericho e non sa come usarlo, non faccio fatica a credere che per loro la Million Dollar Mania possa rappresentare un'ancora di salvezza…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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