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42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 28/05/2013, 20:17
da SJGould
14799 giorni.
Sono questi che, con il consumo attuale, ci separano dalla fine delle riserve petrolifere mondiali. C'è da avere paura?
Pensate che il mondo sia pronto ad entrare in una nuova era lontana dal petrolio o avete dei dubbi in merito? Quali sono le fonti energetiche che più vi ispirano fiducia per il futuro? Quali pensate che riusciranno a dare una certa stabilità alla popolazione mondiale?
Pensate che si debba fare come nella dieta, ovvero variare tra nucleare, eolico, solare, geotermico, idroelettrico e quant'altro o le lobby di una annienteranno il 'rivale' a livello politico?
Io un po' di paura ce l'ho, soprattutto perché non sembra che a nessuno interessi la questione energetica. Tutti pensano di aver risolto il problema avendo abolito il nucleare, ma siamo così sicuri che sia stata una scelta ottima? Che le centrali a carbone, la costruzione degli impianti eolici, il rendimento e l'impatto ambientale degli impianti solari siano così funzionali e salutari per il pianeta?
A voi!

Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 28/05/2013, 20:32
da Gsquared
La verità è che l'unica possibilità per la politica energetica è la diversificazione.
Comunque ho dei dubbi sul fatto che questa "data" sia esatta, anche perchè buona parte dei pozzi ritenuti esausti oggi contiene ancora buona parte del petrolio all'interno, solo che oggi è troppo costoso estrarlo. In futuro potrebbe valerne la spesa.
Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 28/05/2013, 20:55
da MassiveMolecule
Sono abbastanza preoccupato. Non tanto per il petrolio che finisce in se', ma perché quello su cui ci si sposta, prima di passare in un futuro di tecnorinnovabili, sono i biocarburanti che, socialmente, son pure peggio del petrolio, e ambientalmente solo di poco meglio.
Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 28/05/2013, 21:12
da SJGould
MassiveMolecule ha scritto:Sono abbastanza preoccupato. Non tanto per il petrolio che finisce in se', ma perché quello su cui ci si sposta, prima di passare in un futuro di tecnorinnovabili, sono i biocarburanti che, socialmente, son pure peggio del petrolio, e ambientalmente solo di poco meglio.
Dici che penseranno prima a coltivare campi per il carburante e solo poi per il cibo? Tu su quale fonte d'energia punteresti per il futuro? Sia per quanto riguarda i veicoli, sia per i grandi impianti.
Gsquared ha scritto:La verità è che l'unica possibilità per la politica energetica è la diversificazione.
Comunque ho dei dubbi sul fatto che questa "data" sia esatta, anche perchè buona parte dei pozzi ritenuti esausti oggi contiene ancora buona parte del petrolio all'interno, solo che oggi è troppo costoso estrarlo. In futuro potrebbe valerne la spesa.
Ammetto che la mia fonte è il sito
http://www.worldometers.info/ , ma hanno basato i loro calcoli su
http://www.eia.gov/ che non penso spari a caso. Come può avvenire secondo te la diversificazione? Quale modello proporresti? E soprattutto, metteresti al primo posto il fattore economico o il fattore ecologico?
Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 28/05/2013, 21:39
da MassiveMolecule
SJGould ha scritto:
Dici che penseranno prima a coltivare campi per il carburante e solo poi per il cibo? Tu su quale fonte d'energia punteresti per il futuro? Sia per quanto riguarda i veicoli, sia per i grandi impianti.
Lo stanno già facendo, abbinandolo ad una politica di sussidi completamente scellerati che finisce per impoverire gli agricoltori, il suolo, le nazioni in via di sviluppo, la biodiversità, etc.
C'ha ragione Gsquared, l'unico sistema per i grandi impianti è l'integrazione (sui veicoli non ne so abbastanza per avere un opinione valida). E ci sono sì limiti tecnici ad un futuro tecnorinnovabile, ma sono praticamente irrilevanti rispetto a quelli socio-economici.
In un vecchio topic risalente ai tempi di Fukushima (
http://www.tuttowrestling.com/phpbb/vie ... =55&t=5160 )pieno di interventi intelligenti da ambo le parti (e non lo dico solo perché ci ho scritto fiumi di parole) avevo, tra le altre cose, scritto questo:
Bisogna andare per le soluzioni integrate. Un reattore nucleare non può essere praticamente mai spento, una turbina eolica va solo quando c'è vento, un pannello fotovoltaico ha una potenza in uscita ridicola; nessuna di loro è in grado da sola di risolvere la dipendenza che abbiamo dal carbone, ma possiamo rendere il tutto sinergico. Ad esempio:
La centrale nucleare genera il grosso dell'energia, come fondo fisso, in ogni momento della giornata. I picchi di potenza e di consumo di una rete, sono quelli delle ore diurne: le ore in cui tra l'altro, il fotovoltaico ha i picchi di potenza. L'eolico non produce in maniera regolare: lo usiamo per accumulare corrente con le pompe idrauliche che dicevo poco più su, insieme alla potenza in eccesso del nucleare durante la notte, per stipare energia e potenza per quei giorni in cui c'è un tempo di merda e il fotovoltaico rende allo 0.2; il consumo di energia elettrica sarà molto più basso, grazie a politiche di efficienza energetica, una diffusione più capillare del solare termico e del geotermico puramente termico, che ridurrà di 3/4 la necessità di energia elettrica per il riscaldamento di acqua e di ambienti. Generatori a gas naturale e biocarburanti, due tipi di energia che si possono accendere e spendere a piacimento con molto poca perdita energetica si tengono pronti per i momenti di picco energetico insostenibili altrimenti o per back-up in caso di problemi alla rete.
Questa è più o meno la mia idea di soluzione integrata, che io credo sia fattibile nei prossimi 50 anni pur non essendo l'economia all'idrogeno che tanto desideriamo.
Ci sarebbe innanzitutto una riduzione estrema delle emissioni, che è il motivo principe per cui bisogna fare presto a far qualcosa; il costo dell'energia aumenterebbe senza dubbio, ma come ho già detto molte volte io sono per le carbon tax, che compenserebbero; inoltre pur aumentando il costo dell'energia se ne consumerebbe di meno a lungo termine; è relativamente scalabile, anche se non esattamente facile da gestire, forse non alle dimensioni mondiali dell'economia all'idrogeno di Rifkin ma quasi certamente a dimensioni nazionali e non richiede che dall'oggi al domani il fotovoltaico o l'eolico diventino manna dal cielo.
Niente di questo però è possibile se ci si preclude la possibilità di spaziare in tutte le direzioni, o ancor peggio se decidiamo di puntare da subito esclusivamente su tecnologie che non saranno in grado di sostenerci ancora per mezzo secolo.
Con cui fondamentalmente sono ancora d'accordo, anche se sono più pessimista su una sua possibile realizzazione.
Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 29/05/2013, 0:26
da Rated Tiger S.star
è quello che ci meritiamo....
Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 29/05/2013, 16:48
da SJGould
Ragazzi nemmeno a farlo apposta ma oggi sono passato a prendere la copia mensile di 'Le Scienze' e c'è un libro che parla proprio di questo argomento. Ho letto la prefazione e l'introduzione nel viaggio verso casa e mi sembra leggermente pretenzioso. Si tratta di ''Energia per i presidenti del futuro'' di Richard Muller.
@MassiveMolecule, ma dov'è che sfruttano già i campi rovinando la vita di milioni di persone? Maghreb? Non sono ferrato sull'argomento

Re: 42 Years, 6 Months, 11 Days, 7 Hours, 37 Minutes
Inviato: 29/05/2013, 18:35
da MassiveMolecule
SJGould ha scritto:@MassiveMolecule, ma dov'è che sfruttano già i campi rovinando la vita di milioni di persone? Maghreb? Non sono ferrato sull'argomento

Per lo più in sud america, sud est asiatico e con il caso particolare del Kenya in africa. Sono da cell e mi è scomodo metterti i link, ma trovi facilmente su google