SJGould ha scritto:
Dici che penseranno prima a coltivare campi per il carburante e solo poi per il cibo? Tu su quale fonte d'energia punteresti per il futuro? Sia per quanto riguarda i veicoli, sia per i grandi impianti.
Lo stanno già facendo, abbinandolo ad una politica di sussidi completamente scellerati che finisce per impoverire gli agricoltori, il suolo, le nazioni in via di sviluppo, la biodiversità, etc.
C'ha ragione Gsquared, l'unico sistema per i grandi impianti è l'integrazione (sui veicoli non ne so abbastanza per avere un opinione valida). E ci sono sì limiti tecnici ad un futuro tecnorinnovabile, ma sono praticamente irrilevanti rispetto a quelli socio-economici.
In un vecchio topic risalente ai tempi di Fukushima (
http://www.tuttowrestling.com/phpbb/vie ... =55&t=5160 )pieno di interventi intelligenti da ambo le parti (e non lo dico solo perché ci ho scritto fiumi di parole) avevo, tra le altre cose, scritto questo:
Bisogna andare per le soluzioni integrate. Un reattore nucleare non può essere praticamente mai spento, una turbina eolica va solo quando c'è vento, un pannello fotovoltaico ha una potenza in uscita ridicola; nessuna di loro è in grado da sola di risolvere la dipendenza che abbiamo dal carbone, ma possiamo rendere il tutto sinergico. Ad esempio:
La centrale nucleare genera il grosso dell'energia, come fondo fisso, in ogni momento della giornata. I picchi di potenza e di consumo di una rete, sono quelli delle ore diurne: le ore in cui tra l'altro, il fotovoltaico ha i picchi di potenza. L'eolico non produce in maniera regolare: lo usiamo per accumulare corrente con le pompe idrauliche che dicevo poco più su, insieme alla potenza in eccesso del nucleare durante la notte, per stipare energia e potenza per quei giorni in cui c'è un tempo di merda e il fotovoltaico rende allo 0.2; il consumo di energia elettrica sarà molto più basso, grazie a politiche di efficienza energetica, una diffusione più capillare del solare termico e del geotermico puramente termico, che ridurrà di 3/4 la necessità di energia elettrica per il riscaldamento di acqua e di ambienti. Generatori a gas naturale e biocarburanti, due tipi di energia che si possono accendere e spendere a piacimento con molto poca perdita energetica si tengono pronti per i momenti di picco energetico insostenibili altrimenti o per back-up in caso di problemi alla rete.
Questa è più o meno la mia idea di soluzione integrata, che io credo sia fattibile nei prossimi 50 anni pur non essendo l'economia all'idrogeno che tanto desideriamo.
Ci sarebbe innanzitutto una riduzione estrema delle emissioni, che è il motivo principe per cui bisogna fare presto a far qualcosa; il costo dell'energia aumenterebbe senza dubbio, ma come ho già detto molte volte io sono per le carbon tax, che compenserebbero; inoltre pur aumentando il costo dell'energia se ne consumerebbe di meno a lungo termine; è relativamente scalabile, anche se non esattamente facile da gestire, forse non alle dimensioni mondiali dell'economia all'idrogeno di Rifkin ma quasi certamente a dimensioni nazionali e non richiede che dall'oggi al domani il fotovoltaico o l'eolico diventino manna dal cielo.
Niente di questo però è possibile se ci si preclude la possibilità di spaziare in tutte le direzioni, o ancor peggio se decidiamo di puntare da subito esclusivamente su tecnologie che non saranno in grado di sostenerci ancora per mezzo secolo.
Con cui fondamentalmente sono ancora d'accordo, anche se sono più pessimista su una sua possibile realizzazione.