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Ci risiamo. Dopo qualche mese di tranquillità, ecco che torna qualcuno ad attaccare il nostro wrestling, con le solite motivazioni: violento, becero, diseducativo, e chi più ne ha più ne metta. Non è la prima volta, lo sappiamo bene, e con noi lo sa bene il Codacons, artefice di strenue battaglie portate avanti a spezzoni (come se a un certo si svegliassero e dicessero: “oh, sono mesi che non andiamo contro al wrestling, riprendiamo a rompergli le scatole!”), e chi, non voglio accusare nessuno, ha fatto sparire Smackdown dalle reti in chiaro dopo la tragedia che ha coinvolto Chris Benoit e la sua famiglia.

Che è come se le radio non passassero più “Le vent nous porter”, splendida canzone targata Noir Désir, perché il cantante del gruppo Bertrand Cantat ha picchiato a morte la compagna, Marie Trintignant, nel 2003, tanto per intendersi… Questa però è una storia passata, della quale abbiamo già parlato in abbondanza.

La realtà attuale è che, con tutti i dannati problemi che vessano la nostra penisola, trentotto politici pensano bene di fare una legge contro il wrestling. Non c'è un modo migliore per passare il tempo? Milioni di ragazzi e professori si sono riversati nelle strade contro la riforma Gelmini, e qualcuno pensa al wrestling? I problemi dell'Alitalia sono irrisolvibili e causano disagi interminabili, e qualcuno pensa al wrestling? E si potrebbe andare avanti per pagine e pagine. Sicurezza, economia, istruzione… Inutile dilungarsi, ci ha pensato Saracca a leggere alla grande il quadro della situazione. Io mi limito a sottoscrivere le sue parole, e ad allargare le braccia da quanto ridicola è la proposta di questa gente che guida il Bel Paese.

La realtà del business invece è che cinque nuovi elementi sono stati silurati dalla WWE, che ovviamente non ha mancato di augurare loro tutto il bene possibile per i loro impegni futuri. Chuck Palumbo, Paul London, Kenny Dykstra, Elijah Burke e Lena Yada da qualche giorno sono liberi di cercarsi una nuova federazione nella quale esprimere le loro qualità che, per qualche motivo, non sono state apprezzate abbastanza a Stamford.

I licenziamenti che non stupiscono affatto sono quelli dell'ex leader della Spirit Squad, dell'ex campione di coppia mondiale e WWE e della Diva di origine orientale. Ma andiamo con ordine.

Sotto contratto di sviluppo con la compagnia dei McMahon da quando aveva appena 19 anni, Doane, vero nome di Dykstra, era considerato una promessa a livello mondiale. Non per niente quando la Spirit Squad fece il suo esordio a Raw, a capo di essa c'era proprio lui. Carismatico, acrobatico e con una faccia da schiaffi come pochi, Kenny da heel prometteva bene, ma quando la stable è stata sciolta e lui è passato a combattere in singolo (l'unico peraltro a restare nel roster della WWE), qualcosa si è inceppato, nonostante una vittoria di tutto prestigio a New Year's Revolution '07 contro Ric Flair.

Fisso nelle card di Heat e fallita poi una partnership con Johnny Nitro, che fortunatamente per lui farà tutt'altra strada, a metà giugno '07 Dykstra viene draftato a Smackdown, ma non funziona neppure lì. I numeri parlano chiaro: in sedici mesi di SD combatte diciannove incontri, vincendone appena due… Fosse il male delle sconfitte, il problema è contro chi arrivano. Chuck Palumbo, Jimmy Wang Yang, Balls Mahoney: questi sono alcuni dei temibili avversari da lui affrontati nel suo stint nel brand blu della WWE. C'è da chiedersi come abbia fatto a resistere fino ad ora piuttosto che stupirsi del licenziamento. Comunque Kenny ha 22 anni appena, e tutta la vita davanti per poter cercare di rientrare nel giro dei grandi. A patto anche che metta da parte quel suo caratterino, che pare gli abbia creato non pochi problemi nel backstage.

Come già detto, non stupiscono neppure i licenziamenti di Paul London e Lena Yada. L'ex campione cruiser era nel limbo da mesi, reo di essere stato inquadrato sorridente durante l'angle della morte di Vince McMahon, datato ormai giugno dell'anno scorso. Per un po' è riuscito a vivacchiare ugualmente, ma quando il suo compagno Brian Kendrick è stato draftato a SD quest'anno per spiccare il volo, di lui si sono perse le tracce. Appena due incontri, con due sconfitte ovviamente, da allora, e poi nel buio fino al licenziamento. Peccato perché è un grande performer, ma nell'ambiente circola anche la voce che avesse poca voglia di allenarsi e di ben figurare, al punto che è stato lo stesso Kendrick a chiedere ai vertici di provare a combattere in singolo perché si sentiva ingabbiato nel tag team con Paul. Non è detto che sia un addio quello tra la WWE e Paul London, anch'egli giovanissimo (28 anni), ma di certo attualmente a Stamford il ragazzo non ha molti estimatori.

La Diva invece è stata silurata perché, a detta di Vince e Stephanie in persona, non aveva l'attitudine giusta per far parte del mondo del wrestling. Non si può dar loro torto: non è una lottatrice da buttare sul ring né tanto meno è bella da mozzare il fiato per starsene nel backstage a fare interviste e siparietti. Non se ne rammarichi, non è la prima né l'ultima Diva della WWE a fare questa fine.

Passando oltre, stupiscono i licenziamenti di Elijah Burke e Chuck Palumbo, per motivi diversi ovviamente. Il primo aveva impressionato per carisma, tecnica, mic skill, insomma per classe in generale, da capo del New Breed, la stable nella quale capitanava Kevin Thorn, Matt Striker e Marcus Cor Von. Vittorie di prestigio, un bel feud con gli ECW Original ed un pronosticato futuro da stella di prima grandezza. Allo scioglimento della stable Burke ha continuato a camminare da solo, ma dopo un feud con CM Punk per il titolo ECW nel quale non sfigurò, inspiegabilmente è stato messo da parte. Il suo ultimo match on screen era datato 30 maggio (sconfitto da Shelton Benjamin a SD), la sua ultima vittoria addirittura risaliva all'8 aprile (su Nunzio nella ECW). Lo avevano rimpacchettato con una gimmick da santone d'origine africana, ma dopo due dark match di un suo ritorno non si è più sentito parlare fino all'annuncio del benservito. Dispiace tantissimo, perché un talento del genere andava fatto crescere e tutelato: la WWE ha buttato al vento un potenziale campione.

Chiudiamo con Chuck Palumbo, il cui licenziamento stupisce. Temo però di essermi fin qui espresso male: non stupisce il suo licenziamento, quanto il motivo per cui la WWE lo aveva rimesso sotto contratto. Palumbo era già stato licenziato una volta nel novembre 2004 (il mese non deve portargli bene…), dopo aver vinto due titoli di coppia con Billy Gunn, con il quale ha ottenuto il periodo di massimo successo in carriera, e dopo aver fatto parte in tutte le salse degli FBI (con Nunzio, con Johnny Stamboli e tutti e tre assieme). Il suo ultimo anno e mezzo a Stamford era stato inutile, era stato draftato a Raw a marzo e non debuttò mai (altra cosa che non gli ha portato bene neppure stavolta…), salvo perdere a Heat da Val Venis, Tapiri, Maven… Ora, se uno così lo scarichi, a che ti serve rimetterlo sotto contratto, se non si chiama Dustin Runnels e suo padre non è uno degli uomini più potenti della WWE (leggete tra le righe)?

Misteri della WWE. Che almeno Dykstra e Burke possano avere una seconda chance.

Booya!

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