Suplex City #23

Wrestlemania 32 non è stata certamente una delle edizioni più belle ed esaltanti della storia ma sicuramente ha dato spunti di discussione, momenti da ricordare (pochi) e da dimenticare (alcuni…).

Della serata di Dallas ci ricorderemo sicuramente la durata, sette lunghe ore comprendendo il kickoff. Onestamente l'ho trovato abbastanza eccessivo, visto e considerando che i match del preshow , a parte la difesa titolata di Kalisto, erano del tutto evitabili, e allungare di un ora il ppv per dare spazio al segmento di The Rock, penso non abbia aggiunto nulla di positivo nel giudizio finale dello show.

Partendo quindi dai momenti da dimenticare, non posso che iniziare con il vincitore del Ladder Match per il titolo Intercontinentale, Zach Ryder. Il problema non è tanto nel consegnare il titolo a Ryder, ma quello che è successo nei giorni successivi, ovvero la vittoria di The Miz grazie all'aiuto di Maryse (!) e la rincorsa di Ryder al titolo che si conclude frettolosamente dopo la puntata di Smackdown, uscendo sconfitto dal rematch.
A cosa è servito quindi privare altri lottatori del titolo per poi maltrattarlo in questo modo, affidandolo a The Miz che a quanto pare è destinato a tenerlo in caldo per Cesaro? Si poteva creare un Wrestlemania moment inserendo Cesaro a sorpresa nel match, consegnandoli il titolo di fronte a 94 mila persone festanti.

Altra anomalia è stata la vittoria di Chris Jericho contro AJ Styles, chiudendo a quanto pare la faida sul 2 a 2 e togliendo a Styles, oltre che alla vittoria al suo debutto a Wrestlemania, anche l'efficacia della Styles Clash, dalla quale Jericho è uscito indenne. Il tutto poi è stato capovolto la sera successiva a Raw quanto proprio Styles schienando Jericho è diventato number one contender al titolo WWE.
Altra delusione è stata la contesa tra Dean Ambrose e Brock Lesnar e i miei dubbi sulla stipulazione del match, purtroppo sono stati confermati.
Lesnar è stato bookato nello stesso identico modo in cui è bookato nei normali match singoli, ovvero Suplex come se non ci fosse un domani, mazzate e un paio di F5. Il problema di questo match è che Ambrose non ha avuto minimamente un vantaggio nel combattere nel suo ambiente naturale e questa sconfitta significa un netto ridimensionamento del suo personaggio, tesi avvalorata dal fatto che ora è invischiato in un feud con Jericho, contornato da un comedy di bassa lega e noioso.

Come detto in precedenza, il segmento di The Rock non mi ha entusiasmato. Innanzi tutto, da parecchi anni a questa parte a Wrestlemania la sua comparsata si esaurisce nelle solite catch phrase e del lecchinaggio del pubblico pagante. Sicuramente dal vivo anch'io avrei esultato al suo ingresso, ma di fronte alla tv la mia reazione, è stata molto tiepida. Quest'anno però il caro e vecchio Rocky non si è limitato solo a questo, ma ha anche aggiunto un seppellimento di gruppo, protagonista la malcapitata Wyatt Family e nella fattispecie la carriera già traballante del buon Erick Rowan.
A condire il tutto è arrivato anche John Cena, lottatore teoricamente alle prese con un infortunio e ad oggi ancora assente dai programmi principali della federazione. Nell'assurdità del segmento, dopo un paio di settimane la WWE ha pensato bene di tentare un turn face di Bray Wyatt, affiancandolo a Reigns nel main event della scorsa puntata di Raw. L'idea di Wyatt face mi stuzzica così come quella di Reigns heel, ma realisticamente quello che ci aspetterà sarà un feud tra un face fischiato (Reigns )e un monster heel non più monster (Wyatt) verosimilmente in quel di Extreme Rules (infortunio milanese permettendo).
Finendo con le delusioni, che dire del main event? Scegliere di chiudere lo show con Triple H vs. Reigns e non con l'Hell in a Cell credo sia stato un gravissimo errore di valutazione. Terminare lo show con l'Hell in a Cell avrebbe contribuito maggiormente a rendere l'intero show più positivo.

Il match per il WWE World Heavyweight Title è stato molto noioso, lungo e una volta concluso mi ha ricordato quello fra Triple H e Randy Orton a Wrestlemania 25.
L'andamento del match è stato sconvolgentemente prevedibile, con Reigns che a tratti è riuscito a ricordare le tanto vituperate “5 moves of doom”. Triple H ha disputato il suo match cercando di rendere over Reigns in tutti i modi ma la visibile sconnessione tra il samoano e il pubblico hanno reso lo svolgimento del match un incubo.
Passando invece a quello che ci ricorderemo di questo evento, come non parlare dello spot di Shane, destinato a diventare un instant classic. Il rischio preso, l'aver lottato un Hell in a Cell contro una leggenda come Undertaker come se fosse un lottatore di “professione”, denota ancora una volta il suo grande amore per questa disciplina, per ciò che la sua famiglia ha costruito e per il pubblico. La vittoria di Undertaker, considerando anche quanto successo il giorno dopo a Raw, non ha minimamente senso, sennonché per un altro anno avremo il dubbio se questa sia stata o meno la sua l'ultima Wrestlemania. Desta molto curiosità sapere come si comporterà Shane da GM di Raw “ad interim”, e cosa succederà quando Stephanie e Triple H torneranno per reclamare quanto, secondo loro, gli spetta. Non escluderei un match tra Shane e Triple H a Summerslam per il controllo della compagnia o di Raw.

Oltre all'Hell in a Cell, lo showstealer della serata è stato il triple threat match con in palio, finalmente, non più il Divas Title ma il neonato WWE Women's Championship. Già delle entrate si era capito che si poteva assistere a qualcosa di unico e forse mai visto prima a livello qualitativo in un match femminile, almeno negli ultimi 10-12 anni in casa WWE. La contesa è stata veloce, mai noiosa, incerta fino all'ultimo. Purtroppo come quasi tutti i match di questa edizione del Grandaddy of Them All, il risultato finale ha lasciato l'amaro in bocca, anche perché a tutti era parso chiaro che poteva essere la grande serata di Sasha Banks.
Ed è stata la sua serata e ciò ha contribuito ad ampliare questa sensazione, assistendo nuovamente ad un Ric Flair decisivo per la vittoria di Charlotte, protagonista comunque di una prova di spessore, così come Becky Lynch, che purtroppo è considerata un gradino sotto le altre due, secondo me a torto. Starà alla ragazza di Dublino smentire chi non la ritiene all'altezza di gestire un regno titolato.

Altri aspetti positivi dello show sono stati l'entrata del New Day, qualcosa di mai visto e di molto coinvolgente e il run in di HBK, Foley e Stone Cold proprio alla fine del match del New Day contro la LON. A differenza della comparsata di The Rock, l'intervento di queste tre leggende è stato più impattante in quanto inatteso.
Mi ha trovato d'accordo invece la scelta di Baron Corbin come vincitore dell'Andrè the Giant Memorial Battle Royal; se dobbiamo trovare un significato a questo tipo di match, credo che lanciare nuove leve sia la scelta più corretta, un po' com'è successo con Cesaro nella prima edizione. Scopriremo però solo nelle prossime settimane se tutto ciò ha avuto un senso o meno, sperando di non doverci ricredere come nella gestione di quel Cesaro, semplicemente fallimentare.

Purtroppo quello che lascia veramente l'amaro di bocca di questa Wrestlemania è che difficilmente in futuro avremo la voglia di rivedere un match in particolare, eccezion fatta per lo spot di Shane e il match per il titolo femminile.
Uno show che invece non ha avuto di questi problemi è stato NXT TakeOver Dallas, uno spettacolo bellissimo, due ore (non sette…) intensissime, bookato alla grande e con gli esiti dei match che collimano perfettamente con le storyline narrate nei mesi precedenti.
Che eravamo di fronte a qualcosa di unico ce ne siamo accorti fin da subito, con un tag team match semplicemente perfetto tra gli American Alpha, neo campioni di coppia a discapito dei Revival. La prestazione Chad Gable ha infiammato il pubblico trasmettendo un'energia e un'intensità unica, qualità sempre più difficili da trovare nei WRESTLER attuali.
In crescendo ho trovato ottimo anche il match tra Asuka e Bayley con la nipponica che dovrà dimostrare di avere le carte in regola per meritarsi quella cintura e con Bayley che nei prossimi mesi ritornerà a inseguire il titolo, compito che ha eseguito alla perfezione nelle rivalità passate con Charlotte e Sasha.

Indescrivibile il match tra Sami Zayn e Nakamura. Chi non ha mai visto un match di Wrestling dovrebbe vedere questo autentico spettacolo e sono sicuro che s'innamorerebbe all'instante di questa disciplina. L'impatto con il prodotto WWE del lottatore giapponese è stato immediato e diretto come un rovescio sulla mandibola, e sapete il motivo? Perché il personaggio di Nakamura è rimasto uguale e identico a quello che era in New Japan. Se a questo aggiungiamo un theme song migliore rispetto a quella che usava in Giappone, allora il gioco è fatto.
Zayn e Nakamura non si sono risparmiati, hanno lasciato tutto quello che avevano nel ring, trasmettendo perfettamente l'idea di un match sfiancante e autentico, un pregio che veramente possiedono in pochi. Zayn ancora una volta è uscito sconfitto, ma questo tipo di sconfitte siano quelle più indolori e non poteva esserci un addio migliore da NXT.
Ho avuto la medesima sensazione nell'assistere a Finn Bàlor contro Samoa Joe , match molto fisico, in parte penalizzato dall'incidente occorso a Joe, ovvero quel sanguinamento non previsto che ha fatto interrompere il match qualche volta di troppo, togliendo intensità alla contesa. Nonostante questo i due hanno continuato a non risparmiarsi, offrendo un match godibile. La vittoria di Bàlor onestamente mi ha lasciato perplesso, sensazione amplificata visto che il suo passaggio nel main roster è stato per il momento accantonato.
L'unica delusione di TakeOver è stato il match tra Baron Corbin e Austin Aries che purtroppo non ha presentato a dovere al pubblico WWE il talento di Aries. A mio avviso l'errore è stato proprio nella scelta di Corbin come avversario, fisicamente non compatibile con le skills di Aries.

Ritornando al main roster, la sensazione da queste due settimane post Wrestlemania è quella che sia stata messa troppa carne al fuoco; il fatto che tantissimi talenti da NXT siano stati catapultati nel main roster è abbastanza strano. Non che non vada bene, anzi, ma vedere AJ Styles n°1 contender, Sami Zayn, Kevin Owens, Cesaro nei match principali, così come i debutti di Baron Corbin, Enzo Amore e Big Cass e dei Vaudevillans mi ha dato la sensazione che gli officials WWE abbiano voluto conceder al pubblico quello che gli è stato negato per molto tempo. Altra stranezza, è stata la totale assenza di presentazione dei nuovi arrivati; può passare per i wrestler senza gimmick come Zayn, va già meno bene per personaggi già più caratterizzato come Baron Corbin e Enzo & Big Cass, ma per i Vaudevillans un'appropriata introduzione è d'obbligo, se non si vuole che facciano la fine degli Ascension tanto per non fare nomi. Rivogliamo i cari e vecchi video package di presentazione! Chiedere a Lucha Underground informazioni.
Poco accurato è stato il debutto di Karl Anderson e Luke Gallows, avvenuto attaccando due mid carder davanti ad un pubblico che evidentemente li conosceva poco e nulla. Perché non farli debuttare nel Raw post Wrestlemania? Perché la reazione del pubblico sarebbe stata troppo positiva nei loro confronti? In ogni caso spero che i due ex New Japan s'inseriscano in qualche modo nel torneo per sancire gli sfidanti del New Day ai titoli di coppia, e possibilmente riuscire a sfidare gli attuali Tag Team Champions a Payback.

Suplex City Vi ridà appuntamento tra due settimane per analizzare proprio il prossimo special event, Payback!

14,982FansLike
2,617FollowersFollow

Ultime Notizie

Articoli Correlati