The Pedigree #345 – LIFE IS NOW

C'è, a margine, una nota piuttosto triste che circonda Cyber Sunday, ormai lontano soltanto un paio di settimane ed in piena fase costruttiva. A differenza degli altri anni, infatti, per questa edizione del pay-per-view interattivo non sarà più possibile esprimere le proprie preferenze tramite WWE.com, ma i voti andranno espressi (massimo dieci voti ad incontro) tramite messaggio SMS, al modico costo di 0.99$ a messaggio, e soltanto per i residenti negli Stati Uniti.

Ora, io sono tra quelli che ha sempre ritenuto pilotati i voti di Cyber Sunday, così come ho sempre ritenuto pilotati i sondaggi che di volta in volta la WWE ha proposto ai suoi fan. Detto questo, però, ho sempre creduto che queste occasioni (Cyber Sunday specialmente) fossero comunque degli ottimi momenti per testare in sordina i favori del pubblico, e valutare chi o meno potrebbe essere meritevole di un push interessante.
Da quest'anno, in teoria, questo non sarà più possibile.
Sia perché l'uso degli SMS taglia fuori dalla contesa tutto il mercato estero della WWE, sia perché non so onestamente in quanti si fionderanno a digitare sulla tastiera sapendo che scegliere quale stipulazione dovranno affrontare Rey e Kane costa praticamente un dollaro. Che moltiplicato per tot incontri, più il costo del pay-per-view in se, fa un sacco di soldi da regalare ad una federazione che ultimamente non si è molto sforzata per fare contento chi la segue.

Ma il motivo dietro a questa scelta, fastidiosa senza dubbio per chi non risiede negli Stati Uniti, è presto detto: così come accade per le varie votazioni che avvengono durante i pay-per-view (se non erro a No Mercy veniva chiesto chi si sarebbe tifato tra HHH e Jeff Hardy), anche con i voti di Cyber Sunday la WWE incasserà qualcosa, una minima parte di quel quasi-dollaro che, però, moltiplicata per l'alto numero di voti che la WWE si aspetta, dovrebbe permettere a quelli di Stamford di raggranellare una discreta cifra da sommarsi agli incassi dello show vero e proprio.
Dopo tutto, in un periodo di vacche magre come questo, non stupisce più di tanto che la WWE voglia cercare di fare soldi in ogni modo, e a volervi trovare un lato positivo bisogna ammettere che, almeno, la WWE di questo non fa mistero.

Sulla carta, comunque, il fatto di essere esclusi dalle votazioni dello show non dovrebbe cambiare tanto, specialmente se si crede che alla fine tutto sia già stato deciso in precedenza. Sono però curioso di vedere se questa scelta avrà ripercussioni negative sulle vendite di Cyber Sunday, specialmente da parte di chi (stanco di questa WWE fiacca e senza idee) deciderà di lasciare stare in attesa di tempi migliori piuttosto che rischiare i propri soldi per l'ennesimo show delusione.

Sotto questo aspetto, comunque, ben si colloca il main event di Raw, che vedrà opposti Jericho e Batista e che avrà come arbitro speciale uno tra Michaels, Orton ed Austin.
Orton, molto onestamente, ha già espresso il suo parere. Ovvero che, di fare l'arbitro, non gliene frega nulla. Il che ha tutto sommato senso, visto che se è vero che Jericho era tornato proprio per sfidare Orton la loro faida è stata così breve ed insignificante che si fa fatica a pensare che tra i due ci siano ancora screzi all'attivo.
Michaels, invece, apparirebbe come la scelta più naturale.
E' in piena faida con Jericho, è appena stato sconfitto in un match valevole per il titolo, e considerato quello che gli ha fatto Y2J è difficile pensare che una vittoria abbia posto fine alla sua sete di vendetta. Tanto che, molto platealmente, è stato lo stesso Michaels a rendere chiaro al pubblico che, nel caso, non gli dispiacerebbe indossare la casacca a strisce.
E poi c'è Austin, il sempre verde Austin, che non solo nulla ha a che spartire con Jericho e Batista, ma che a conti fatti non centra assolutamente nulla con l'attuale WWE, che di lui sembra ricordarsi sempre poco e sempre in determinati momenti. Ora, le motivazioni dietro all'idea di Austin possono essere tre:
– C'è in progetto un nuovo dvd su di lui e quindi serve farlo vedere per far ingolosire i fan
– Gli hanno disegnato una nuova maglietta e, per venderla, serve che Austin la indossi in televisione
– Nella paura di un possibile fallimento, la WWE è ricorsa ad Austin che, fino ad ora, non ha mai fallito.
Io, personalmente, vado per la terza.

Mettiamo infatti che Orton come Special Guest Referee non interessi, e mettiamo che la gente si sia un po' stancata della faida tra Y2J ed HBK, chi possiamo mettere come terza scelta? Beh, chi è che nonostante tutto e tutti riesce sempre a far contento il pubblico? Appunto, Austin, che alla fine è da anni che fa sempre la stesso cosa ma, evidentemente, ai fan va bene così.
Insomma, sembra quasi che la WWE voglia invitare i propri fan a seguire in qualsiasi modo Cyber Sunday perché, anche se Batista vs. Jericho non sarà un gran match ci potrebbe sempre essere la chance di rivedere Austin, che nonostante non possa più combattere (anche se si parla di un suo eventuale ultimo match) resta comunque infinitamente più popolare di metà dell'attuale roster.
E così, sempre sulla carta, oltre ai soldi dei messaggi SMS ci siamo messi in cassaforte anche un po' di soldi dei fanatici del Rattlesnake (che, si suppone, lo voteranno in massa portando altri soldi alla WWE).

E lo stesso si può dire, sempre per quel che concerne il roster di Raw, per il match valido per il titolo Intercontinentale.
In questo caso, infatti, Santino Marella sarà chiamato a difendere il suo alloro contro uno, a scelta, tra Honky Tonk Man, Roddy Piper e Goldust.
Anche qui, in apparenza, la scelta apparirebbe unica. Considerato quanto Santino ha tirato in ballo Honky Tonk Man, e messaci in mezzo pure la storia dell'Honk-A-Meter, viene difficile pensare ad un altro avversario per l'Italo-Americano. Ma, stando alle ultime voci, Honky Tonk Man aveva recentemente espresso pareri piuttosto negativi sulla sua ex-federazione, e viene difficile pensare che ora sia così pronto a salire nuovamente sul ring soltanto per il bene del futuro di Marella.
Certo, i soldi della WWE fanno sempre gola a tutti, ma non si può nemmeno dimenticare che Honky non si vede da parecchi anni, e c'è il caso che i fan più giovani della WWE non abbiano nemmeno idea di chi egli sia.
E quindi, tanto che ci siamo, rispolveriamo un classico: Piper.
Che ha già avuti screzi con Marella, che si è visto più spesso sui ring WWE, che è indubbiamente popolare e che, in un'ottica generale, potrebbe rappresentare un piccolo ulteriore motivo per spingere la gente a votare e guardare il pay-per-view. Poi c'è Goldust, ma francamente dubito sia che i suoi nostalgici siano così numerosi da poterlo portare alla vittoria, sia che lui da solo sia in grado di portare soldi alle casse di Stamford.

Insomma, anche qui si è scelto di andare sul classico, rispolverando qualche nome tanto caro ai fan di vecchia data nel tentativo, si vedrà se vano o meno, di ovattare Cyber Sunday per evitare spiacevoli rotture.
Si sarebbe potuto organizzare un bel match, magari contro un CM Punk attualmente disoccupato, e scegliere qualche stipulazione particolare che avrebbe permesso ai due wrestler di mettersi un po' in mostra, ma credo che alla fine la paura di non azzeccare questo show abbia prevalso e spinto la WWE verso un cliché ormai vecchio – quello delle Leggende – ma nel suo piccolo sempre funzionale.

Se per Smackdown, va detto, la WWE sta forse osando maggiormente (ma se ne parlerà in seguito), per Raw pare proprio che la WWE sia voluta andare sul sicuro, rinunciando forse a fare l'exploit con Cyber Sunday ma escogitando tutti quei sotterfugi che, alla fine, le dovrebbero consentire di chiudere in attivo il bilancio della serata.

Spero di sbagliarmi, ma ho una strana sensazione mentre ci avviciniamo al pay-per-view.
Mi sembra quasi che, quella che fino a poco tempo fa poteva essere definita come una crisi creativa, stia ora diventando una paura reale di stare perdendo costantemente fan e terreno (lo spostamento di Smackdown ed il calo di ascolti, così come il fallimentare tour europeo, sembrano proprio spingere verso questa direzione…), paura che però ha colto la WWE di sorpresa e che ora la sta costringendo a ricorrere a qualsiasi mezzo per, termine che ultimamente va tanto di moda, “arginare la crisi”.
Spero di sbagliarmi, come dicevo prima.
Ma se una di queste sere dovessi vedere il ritorno in televisione di Vince McMahon, non ne sarei poi così sorpreso.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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