Economy & Economics - Official Topic

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TSEEMOD
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1) Qua si commenteranno/spiegheranno le notizie economiche tirate fuori da chi vorrà avere un chiarimento al riguardo ad una notizia che ha trovato in rete. Non sfociando possibilmente in conversazioni off topic
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SaintJust
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da SaintJust »

Non posso dire che me ne intenda, ma sono interessato a farmi spiegare certe cose.

Io seguo.

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Nicolasblaze
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da Nicolasblaze »

Nel punto 2) direi piuttosto: citare SEMPRE le fonti e discutere in base a quelle. Un economista "ufficiale" può aver torto (ci mancherebbe!), ma il meccanismo di blind peer review delle pubblicazioni ufficiali è sicuramente una solida base di partenza per una discussione non campata per aria.

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pjorn e stambeit
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da pjorn e stambeit »

Quando possibile cercherò di dare una mano anche io.

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SaintJust
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da SaintJust »

Sulla copertina dell’Economist di questa settimana c’è una bomba fatta di baguette, uno dei simboli della Francia. La bomba fatta di baguette indica appunto quella che, secondo il settimanale britannico, rappresenta la prossima e più grave minaccia per l’economia europea, cioè l’economia francese: un problema che potrebbe essere addirittura più grande, per la zona euro, di quello rappresentato dai bilanci di Portogallo, Grecia, Spagna e Italia.
La Francia è uno dei paesi che hanno combattuto di più negli ultimi mesi perché l’euro si rafforzasse: il presidente François Hollande è stato spesso in contrasto con Angela Merkel, il cancelliere tedesco, perché venissero aiutati i paesi in difficoltà e perché fosse adottato il “fondo salva stati” permanente (che oggi c’è, più o meno, e si chiama ESM). Anche se l’andamento sul mercato dei titoli di Stato della Francia ha avuto un percorso molto più agile rispetto a Italia e Spagna, con un livello dello spread basso (il differenziale con i titoli di stato tedeschi a dieci anni) e quindi tassi d’interesse relativamente bassi da pagare, l’economia francese rimane molto vulnerabile.
Secondo l’Economist ci sono dei punti di forza su cui il paese può ancora contare, anche se negli ultimi anni la Francia ha perso sempre di più competitività rispetto alla Germania, senza fare tagli alla spesa pubblica così da poter risparmiare sui costi. Soprattutto però non ha approvato le riforme strutturali necessarie a ridare vigore all’economia.
La prima manovra finanziaria di Hollande, dopo l’elezione del maggio scorso, è stata perciò tra le più imponenti, a livello europeo: 30 miliardi di euro per due anni, di cui 20 miliardi di nuove tasse e 10 miliardi di tagli alla spesa pubblica. In base alle stime del governo, l’anno prossimo il PIL (Prodotto Interno Lordo) dovrebbe crescere dello 0,8 per cento e il rapporto tra debito e PIL sarà del 91,3 per cento. Ma non è escluso che l’ultima parte dell’anno sia in recessione.
(L’eurozona è tornata in recessione)
Come per altri paesi europei in difficoltà economica, anche la Francia non ha potuto in questi anni svalutare la propria moneta per rendersi competitiva, facendo ricorso alla spesa pubblica e aumentando il debito. In passato, questo è stato un meccanismo utilizzato molto spesso dall’Italia, che aveva una moneta quindi molto debole (la lira): ma da quando è stata adottata la moneta unica, né l’Italia né nessun altro paese dell’eurozona ha più potuto ricorrervi.
Di conseguenza in Francia la ricchezza dello Stato è diminuita e, dal 1981 a oggi, il debito pubblico è passato dal 22 per cento al 90 per cento del PIL. A livello interno le imprese francesi sono state appesantite da una crescente e rigida regolamentazione sul lavoro, con tasse molto alte e un costo del lavoro tra i più alti d’Europa. Non a caso, il numero delle nuove imprese è rimasto molto basso negli ultimi anni.
Bisogna considerare anche che il settore industriale francese è caratterizzato da poche piccole e medie imprese, che oggi rappresentano una delle soluzioni per creare dei posti di lavoro: la disoccupazione in Francia è al 10 per cento e quella giovanile al 25 per cento. Molti imprenditori hanno deciso di lasciare il paese, soprattutto per alcune delle misure economiche decise da Hollande, come l’aliquota (temporanea) del 75 per cento per chi guadagna oltre un milione di euro all’anno, un aumento delle tasse sulle imprese, sulle plusvalenze e sui dividendi, l’innalzamento dei salari minimi e una frenata sull’innalzamento dell’età pensionabile. Tutte misure che non sono piaciute agli imprenditori francesi.
Il Partito Socialista, di cui fa parte Hollande, viene visto sempre di più come un antagonista ed è considerato poco moderno e particolarmente ostile al mondo del capitalismo. In base a queste considerazioni, secondo l’Economist la Francia potrà rappresentare il maggiore pericolo per la stessa sostenibilità dell’economia europea, data la sua importanza a livello economico e politico. I due ostacoli principali che hanno frenato l’economia francese nell’ultimo decennio sono gli stessi che potrebbero creare un buco ancora più grosso in futuro: a livello interno, la mancata approvazione delle riforme strutturali sul debito, il deficit e per aumentare la produttività e la competitività, a livello europeo se continuerà a negare di voler cedere parte della propria sovranità all’Unione Europea, per le riforme necessarie soprattutto a livello bancario.
«A meno che Hollande mostri di essere seriamente impegnato a cambiare la strada che il suo paese ha intrapreso negli ultimi 30 anni, la Francia finirà per perdere la fiducia degli investitori e quella della Germania. Come molti paesi della zona euro hanno scoperto, l’atteggiamento dei mercati può cambiare velocemente [...]. La crisi potrebbe colpire già il prossimo anno.»
La stampa francese ha dato un certo spazio alla copertina e la reazione del governo francese a queste critiche non è stata buona, oscillando tra l’ira e la voglia di sminuire l’opinione del settimanale britannico. Il ministro per l’industria Arnaud Montebourg ha detto alla radio Europe 1 che «onestamente, l’Economist non si è mai distinto per il suo equilibrio. È il Charlie Hebdo della City», riferendosi a un noto periodico satirico francese. Il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault ha detto che l’Economist sta solo cercando di esagerare per vendere più copie.

Fonte: http://www.ilpost.it/2012/11/18/la-pros ... a-francia/

TSEEMOD
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da TSEEMOD »

Sostanzialmente mi trovo d'accordo col ministro francese e quindi contro il The Economist, per questioni reali, cioè stiamo parlando della Francia, 2^ economia dell'UE, tra le prime 10 nel mondo: La Francia non è un PIIG, ha un'ottima base, molto migliore del'Italia(in quanto a politiche sociali, burocrazia, competitività industriale e va beh, costì dell'energia, ecc) e le riforme di Hollande tendenzialmente paiono drastiche, ad oggi inattuate(alcune dubito saranno attuate, ma mai dire nulla in un regime di semi presidenzialismo, non sia mai che si finisca in coabitazione) per ovvi motivi(d'insediamento, è salito comunque da pochi mesi).

Il problema: perchè l'Economist se n'è uscito con questo articolo?
Semplice.

Le politiche di Hollande approvate nei primi mesi(QUI) non son piaciute alle aziende francesi ed agli investitori(ed agli speculatori). Perchè è un anti-liberista abbastanza convinto.

In realtà è andato giù pesante pur di andare contro-corrente: in un'Europa sempre più volta a distruggere il sistema del Welfare(Germania, Polonia, UK, i PIIGS e chissà chi sarà il prossimo) ed in mancanza di una regolamentazione europea dei contratti di lavoro, Hollande da social-democratico vecchio stile ha agito al contrario, bloccando l'innalzamento delle pensioni(mossa che dovrebbe esser fatta pure qua, invece, ci siam beccati la stabilità - sigh) ed ha approvato delle bozze per favorire chi di questa crisi, ha più patito, ovvero il ceto medio-basso con lo SMIC(anche qua noi, ciao).

Aggiungo inoltre che i Francesi con gli Svizzeri si son già adoperati abbastanza pesantemente in quanto al recupero dei soldi evasi(noi stiamo ancora negoziando - 1 e 2, sigh #2).

I problemi son legati alle banche: la crisi in Francia s'è sentita, le banche francesi han parecchi titoli nostri, spagnoli e greci(per non parlare di banche italiane in mano francese, vedere i gruppi Credit Agricole e Paribas) quindi la loro solidità è crollata, negli anni. Poi va beh, la BCE ha cercato di limitare i danni negli anni anche ai francesi, Trichet ha avuto le mani bloccate per parecchio tempo per colpe non sue(la Grecia si poteva salvare nel 2010 con un intervento massiccio ritardato da "Impegni elettoriali) e la situazione s'è aggravata(il 2011 è stato l'anno peggiore del CAC40, la borsa francese, che ha perso il 16,95% di capitalizzazioneVEDI rispetto al 2010: da notare il tonfo del 2008).
Ovviamente tutto questo è seguito a vari downgrade da parte delle agenzie di rating negli anni(non metto le fonti, ma se cercate il "nome della banca francese" + "credit rating downgrade" qualcosa troverete, forse in inglese, me ne scuso in caso)


Poi va beh, Hollande eredita da Sarkozy il disastro della Sociète Générale(VEDI, quella che ha causato il tonfo del 2008 di cui parlavo sopra e che è stata una delle protagoniste in negativo della crisi ed ha portato, assieme ad altri collassi, alla situazione barcollante attuale, derivata da fallite scommesse su futures e derivati, titoli spazzatura, CDS diventati carta straccia e fallimento+nazionalizzazione, in seguito, della grosse compagnie d'assicurazione americane, come AIGhttp://en.wikipedia.org/wiki/American_I ... ault_swaps.

Insomma, il caos totale della finanza.
Ma qualora serva parlare di crisi, come s'è evoluta, beh, ne parleremo un'altra volta.

Di fatto Socièté Générale ad oggi è viva grazie ai soldi di AIG ricevuti dalla FED, la banca centrale americana che ha nazionalizzato la AIG. Mettendola in termini semplici, gli USA han dato ai Francesi i soldi per i suoi CDS(Credit Default Swaps).
Situazione Socièté Générale:
Spoiler:
Non meglio stanno le altre banche da me citate:
Credit Agricole: QUI
(Se vi chiedete il perchè del crollo del 2012: http://fr.wikipedia.org/wiki/Cr%C3%A9di ... C3.A9cente )

BNP Paribas: QUI
(Se vi chiedete il perchè del crollo del 2009: QUI

(Inoltre: se qualora decidiate di andare a vivere in Francia, occhio a quale banca scegliere dove aprire un conto - http://en.wikipedia.org/wiki/French_che ... sy_of_2010 )


Beh, ovviamente le banche in quanto investitrici hanno un loro peso nell'economia nazionale ed un'infarinatura veloce ci stava.
Situazione debito pubblico: i francesi stan mesi meglio rispetto a noi(eh vabbè) ma son peggiorati, attirandosi le classiche ironie di quei gran rompicoglioni dell'Economist, che dopo anni non han ancora capito che agire sul debito pubblico è una questione programmatica di lungo termine. Cosa fare per vendere qualche copia in più ed attirare il panico per chi non capisce.

La Francia ha adottato delle riforme volte a frenare la crescità del debito pubblico( http://www.teleborsa.it/News/2012/09/28 ... t-638.html ) ma i paletti del 3% del deficit imposti a Maastricht nel 1992 son misure a mio avviso arcaiche e troppo rigide, per un'Europa attuale e per un mondo in recessione(forse andavano bene 20-25 anni fa, ora son fuori tempo) ed Hollande dovrebbe sbattersene le palle.

Di sicuro stan contenendo la spesa incentivando il welfare. Per esempio loro han già fatto una manovra intelligente per ridurre spese inutili ( QUI ed il 3 dicembre forse, anche noi italiani, potremo sperare in spese inutili risparmiate ed utilizzi socialmente utili di tali risorse. Evvai, nuovi cacciabombardieri :love: :love: :love: ) ma la cosa non è stata recepita bene dalle industrie francesi, soprattutto le grandi industrie francesi che vogliono questa QUI politica economica.

Io comunque, alla luce anche di questo QUI recente collocamento dei titoli del tesoro francese, alla luce di questa QUI apparente ininfluenza dello spread sui titoli francesi, nonostante essi non siano più AAA ma AA+/A-1+ (e quindi lo stato può auto finanziarsi a costo minore) il tutto nonostante l'apparente crisi di deficit francese che porterà la Francia ad aumentare il debito ed a raggiungere probabilmente, il fatidico livello del 90%(che come detto in precedenza, Hollande sta cercando di combattere mantenendo il deficit sul 3%, per quanto vetusto) son abbastanza tranquillo.

Se i mercati reagiranno bene a queste notizie, la Francia potrebbe giovare di un'upgrade. Ma molto dipende dalla situazione del Belgio(il Belgio quest anno arriverà al 100% nel rapporto PIL/Debito(insomma, 20% in meno di noi) che però ha un rating molto buono(AA da quanto vedo sul Sole 24 Ore) e degli altri paesi europei, tra cui noi, che difficilmente rispetteremo il patto di stabilità autoimpostoci.

Ci dovrem sentire a maggio per vedere se qualcosa a livello politico e monetario sarà cambiato. Io comunque per i francesi, salvo cose clamorose, son fiduciosissimo.

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Re: Economy & Economics - Official Topic

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Comunque su una cosa concordo con l'articolo: il 75% di imposta per chi guadagna oltre 1 milione di €, è una mazzata oscena.
Al riguardo non so mai cosa dire.
In Italia per anni abbiamo avuto i famosi scaglioni con il 43% ultimo e non m'ha mai convinto a pieno.
Un livello ottimale lo piazzerei sul 45-50%, ma evidentemente il costo della spesa francese che Hollande ha in mente prevede tale copertura.
Però la competitività andrà a donne di facili costumi e d'imprese nuove in Francia, dubito ne sorgeranno o arriveranno come negli anni scorsi.

Spero abbia l'accortezza di trovare altri fondi altrove, prima di delocalizzazioni et similia

Il motivo per cui Ibrahimovic ha chiesto uno stipendio spropositato al PSG ed il PSG dovrà pagare, tra le altre cose, questa somma solo per lui(provate a pensare per gli altri, alla faccia del Fair Play Finanziario, che se volete vi spiegherò più avanti con un modello di un mio amico)QUI

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Re: Economy & Economics - Official Topic

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Il primo intervento di stasera di Brunetta a Servizio Pubblico è stato corretto(strano ma vero).
Poi s'è inutilmente protratto a difendere la legge Biagi, che è uno schifo ed è un insulto alla dignità umana, in un certo senso.
Se non fosse morto tutto il clamore uscito stasera sarebbe stata carta straccia.



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Re: Economy & Economics - Official Topic

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Essenzialmente dei due, l'articolo riguardante Basilea III è quello più importante.
I punti essenziali son riassumibili QUI
Nel tempo però Basilea III è stata pensata(perchè di fatto è un'assemblea dove si decidono le regole della finanza, del sistema in essere) per risolvere tante questioni emerse con la crisi recessiva(come puoi vedere QUI(è in inglese)

I pro son abbastanza semplici: aumenterebbe la sicurezza delle banche in situazioni di forte stress, soprattutto di liquidità, ed aumenterebbe la trasparenza delle banche.
Il perchè del fatto che le banche vogliano rimandare a mio avviso non è legato allo spiraglio recessivo che tale intervento pare potrebbe avere(si parla in misure comunque tutto sommato "lievi"{soprattutto se in comparazione ad altre manovre monetarie molto peggiori}, dello 0,2% del PIL mondiale) ma dal fatto che lo stesso accordo prevederebbe una copertura dei derivati che oberano il bilancio ed il portafoglio di molte banche, per il quale il nuovo accordo chiederebbe copertura(che non tutte le banche avrebbero) ed una gestione molto più prudente del rischio, grazie al rafforzamento dei capitali che provvederebbero ad una copertura.

Il fatto che l'Italia segua gli USA, almeno negli intenti, non è che faccia molto ben sperare..


Il secondo articolo, riproposto oggi da molti media, riguarda la distribuzione del reddito in Italia.
La qualità della vita e la sanità delle istituzioni altoatesine fanno il vuoto, soprattutto rispetto a molte regioni del sud italia, ma anche rispetto al centro ed al nord(dove comunque il distacco è molto più contenuto)

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ettoremaiorana
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da ettoremaiorana »

A ME STO THREAD ME PIACE!

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Re: Economy & Economics - Official Topic

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http://www.trend-online.com/cfd/argenti ... ing-28112/

Dedicato a chi vorrebbe che l'Italia uscisse dall'€ zona

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Re: Economy & Economics - Official Topic

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http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/ ... ri/212488/

Fossi in voi mi vedrei questo breve video abbastanza interessante sulla situazione dell'Europa attuale.

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René Gleoci
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Re: Economy & Economics - Official Topic

Messaggio da René Gleoci »

Complimenti per il topic, lo seguo molto volentieri :yeah:

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