Malfoy ha scritto:Non solo è applicabile, è applicato in tantissime nazioni in diverse parti del mondo, che hanno un popolo omogeneo e una cultura omogenea. Ciò che manca alla realizzazione è la volontà di farlo.
La Corea del Nord? L'Arabia Saudita? La Turchia?
Malfoy ha scritto:Anche l'idea di società multiculturale è fallace e si basa su finte basi propagandistiche ("la diversità è bella perché sì!!1", "ci pagano le penzioni" => buona questa manodopera a basso costo da sfruttare) e ha avuto/ha come risultato tensioni in diverse parti del mondo - innumerevoli guerre praticamente ovunque - e come succede ora in USA, Francia, Svezia, Inghilterra forti tensioni che di tanto in tanto si verificano in quartieri-ghetto. Il voler convivere con i propri affini in termini di cultura non è razzismo, è un comportamento naturale. Ripeto, l'esempio del Giappone, paese fortemente industrializzato ma omogeneo, non ha bisogno di stranieri perché fa figo, new age, cosmopolitan e americano.
Non è "la diversità è bella perché sì!!11" ma perché il dialogo, il confronto, lo scambio è sempre stato il motore del mondo, del progresso, del miglioramento, e la chiusura in sé è l'esatto opposto. Noi Europei che temiamo tanto la "islamizzazione" abbiamo ereditato tantissimo dal mondo arabo e orientale. Basterebbe aprire un libro di storia per capire che i periodi storici di maggiore progresso, sviluppo scientifico, culturale ed artistico hanno coinciso con fasi di apertura, scambi e contatti fra culture e mondi diversi, e nei momenti di maggiore clausura invece c'è stato poco progresso.
Le tensioni sono al contrario dovute alla discriminazione e la ghettizzazione di ciò che si ritiene diverso. Il fatto che i terroristi siano immigrati di seconda/terza generazione residenti in ghetti abbandonati a sé stessi (un po' come succede in Italia con i bambini camorristi) è una coincidenza?
Il Giappone NON è uno Stato-Nazione. Mi sa che non hai ben chiaro cosa sia uno "Stato-Nazione".
Malfoy ha scritto:Ma io non intendo chiudere tutti i confini di tutte le nazioni e chi si è visto si è visto, impedire i viaggi, gli scambi culturali, la possibilità di studiare fuori. Figuriamoci.
Oh li hai citati tu gli Stati-Nazione.
Malfoy ha scritto:Intendo ben altro, cioè l'ostacolare lo stravolgimento etnico e culturale italiano. Perché non dovrei? È una mia preferenza, mi piace il nostro stile di vita, la nostra lingua, la nostra cultura e non vorrei vederla mischiata o trasformata né con quella tunisina, né con quella norvegese, né con quella brasiliana. Non vedo perché dovrei accettare per forza la società multiculturale/multirazziale, dove sta scritto? Anzi più passano gli anni, più guardo la situazione americana e più sono fermo nelle mie convinzioni. Vade retro proprio.
Così come non vorrei che, per dire, le usanze e le tradizioni siciliane, romane, venete venissero cancellate o ridimensionate. Preservare la propria identità locale e nazionale, le proprie tradizioni, la propria lingua, la propria cultura piuttosto di trasformare il tutto in un miscuglio di babilonese memoria. Cosa c'è di così orribile? Io non ci vedo nulla di sbagliato, anzi.
E in che modo la nostra "cultura" (che poi, vorrei ben capire cosa sia esattamente la "cultura italiana", o la "nazionalità italiana") sarebbe minacciata dal multiculturalismo e dal pluralismo? Guarda che "pluralismo" mica significa "mix di culture", significa (banalizzando proprio allo stremo) "convivenza di culture". Poi, ti svelerò un segreto, ma la cultura è per sua definizione in perenne mutamento. La tua cultura stessa è frutto di scambi, miscugli, incontri, incroci, fusioni, sincretismi. E questo non vale solo per la situazione italiana (anche se direi che soprattutto l'Italia si sia formata dal pluralismo, basti vedere quanti popoli siano transitati sulla nostra penisola: Greci, Etruschi, Romani, Celti, i vari cittadini dell'Impero Romano che sono stati "romanizzati", Goti, Bizantini, Longobardi, Arabi, Normanni, Spagnoli, Francesi, Austriaci, Saraceni...), ma per qualsiasi situazione. Anche geneticamente siamo frutto di chissà quante migrazioni (l'Italia è in Europa il Paese con più differenziazione genetica, mentre l'Africa ["sono tutti uguali"] il continente con più differenziazione genetica).
A me sembra che confondiate un po' le idee... il "miscuglio" di nazioni (fonderle per eliminarle tutte) che tanto temete non è quello che supportano antropologi, storici, o in generale i movimenti "no borders". ANZI, semmai è il capitalismo che mira all'annullamento delle differenze in nome di un'omogeneità globale.
Comunque tu citi gli Stati-Nazione ma non stai veramente intendendo gli Stati-Nazione.