Menomale che ci era arrivato lui a dare per finti governi, giornalisti indipendenti, satelliti , droni e analisti, ci sono pure i nomi dei morti, non sono esistiti?


Ma ancora ti stupisci? Finchè non si inchioda Putin davanti ad un tribunale internazionale e verrà consegnato alla storia come il dittatore quale è, da qui non ne usciamo.Depeche boy ha scritto: ↑22/05/2022, 4:14 Marò l'ignoranza, pure davanti le prove negano... su FB un sedicente fact checker di cui non si trova nulla online ha detto che le prove del NYT sono false perché nelle foto vedrebbe differenze, i cadaveri non sono pieni di sangue e carri armati che sono abram quindi ammerigani. Negano pure davanti l'evidenza. L'ho sbugiardato e da bravo democratico russofilo mi ha bloccato![]()
Menomale che ci era arrivato lui a dare per finti governi, giornalisti indipendenti, satelliti , droni e analisti, ci sono pure i nomi dei morti, non sono esistiti?![]()
Sbugiardiamo sta cosa però, che Orsini sta comodamente seduto alla sua cattedra dopo essere stato scoperto truffare o la LUISS o lo Stato direttamente gestendo un istituto di cui non vi è alcuna ricerca nè pubblicazione.DF PUNK ha scritto: ↑22/05/2022, 0:45 Ma chi può accettare le condizioni dei talk show dove viene permesso di portare false equivalenze e benaltrismo a grappoli senza battere ciglio? Che so dibattiti quelli dove presenzia Dibba, dove lui introduce sempre 10 argomenti diversi senza mai arrivare al punto della questione?
Ovvio che una Marta Ottaviani non si piega a ste stronzate. Chiediamoci perchè quelli dell'ISPI e istituti specializzati non presenziano più a questi show. L'unico cretino rimasto è Orsini con la LUISS che l'ha praticamente scaricato.
Sìsì beninteso, il problema è che quelli rimasti sono ancora meno qualificati di lui e quelli che lo sarebbero giustamente non si prestano a questo circo
Cosa aspettano gli americani a rinchiudere Biden in un ospizio? questo e' completamente fuori di testa. E vuole palesemente lo scontro frontale.Sull'ingresso della Finlandia nella Nato, Helsinki assicura che i problemi con la Turchia saranno risolti. Intanto il Pentagono valuta l'invio di truppe in Ucraina per proteggere l'ambasciata Usa.
La Francia gela Kiev: "L'Ucraina entrerà nell’Unione Europea tra 15-20 anni"
Bisogna essere onesti. Se si dice che l'Ucraina entrerà nell’Unione Europea in 6 mesi, 1 anno o 2 anni, si mente. Non è vero, Probabilmente tra 15 o 20 anni... ci vuole tanto tempo" .
A gelare le speranze del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky su un rapido ingresso nell'Ue è il nuovo ministro francese per gli Affari Europei, Clement Beaune, in un’intervista radiofonica. Beaune ha inoltre affermato che nel frattempo l'Ucraina potrebbe entrare a far parte della comunità politica europea proposta dal presidente Emmanuel Macron, “un progetto politico nel quale possano entrare”.
Lo stop a eventuali accelerazioni a un ingresso di Kiev in Europa arriva dopo il “no alle scorciatoie” pronunciato alcuni giorni fa dal cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che aveva dichiarato di "non essere favorevole" alla rapida adesione del Paese al Blocco europeo.
"Il fatto che non ci sia una scorciatoia sulla strada per l'adesione all'Ue dell'Ucraina è per dovere di equità nei confronti dei sei Paesi dei Balcani occidentali" che da tempo chiedono di entrare nel blocco europeo, aveva affermato il cancelliere tedesco. Secondo Scholz, il presidente francese "Emmanuel Macron ha ragione nel sottolineare che il processo di adesione non è questione di pochi mesi o pochi anni", aveva aggiunto.
Un'azione di forza sull'isola, ha avvertito, sarebbe "inappropriata" e porterebbe l’intera regione "in uno scenario simile" a quello ucraino. Parole a cui Pechino replica affermando di essere pronta a difendere i propri interessi nazionali: "Fare attenzione con parole e azioni, non inviare segnali sbagliati". La Cnn: "Anche i suoi consiglieri colti di sorpresa"
23 MAGGIO 2022
Parole dure sulla Cina e su Taiwan, il terreno più delicato tra le due superpotenze. Dichiarazioni senza mezzi termini, citando esplicitamente un “intervento militare” come risposta in caso di invasione. Dichiarazioni di fuoco, che hanno “sorpreso” perfino il suo entourage e costretto il Pentagono a precisare che la politica Usa sull’unica Cina “non è cambiata”. Joe Biden vola in Giappone e rischia l’incidente diplomatico in un momento già teso con le sue dichiarazioni sullo Stato insulare nel mar Cinese che Pechino reclama come parte del proprio territorio. In visita a Tokyo il presidente degli Stati Uniti ha detto di essere pronto a un intervento militare in sostegno dell’isola nel caso di un’invasione cinese, da alcuni giudicata più probabile dopo la campagna russa in Ucraina.
“Sì. Questo è un impegno che abbiamo preso”, ha detto il capo della Casa Bianca in risposta a precisa domanda. Aggiungendo che nonostante gli Usa abbiano sottoscritto la politica dell'”unica Cina” promossa da Pechino contro l’indipendentismo dell’isola, “questo non vuol dire che la Cina può prendere Taiwan con la forza”, e che il governo di Xi Jinping “sta giocando col fuoco“. Il riferimento è alle esercitazioni, alle manovre aeree e ai pattugliamenti della Marina e dell’Aviazione cinese attorno allo stretto di Taiwan, poco più di 2.000 chilometri a sud del Giappone. Un’azione di forza, ha avvertito, sarebbe “inappropriata” e porterebbe l’intera regione “in uno scenario simile” a “quanto sta accadendo in Ucraina”. A questo proposito Biden e Kishida hanno annunciato un maggiore monitoraggio delle attività navali di Pechino e delle esercitazioni russo-cinesi nella regione Asia-Pacifico per contenere la possibilità di azioni militari unilaterali.
Nelle ore successive è intervenuto anche il capo del Pentagono Lloyd Austin: “La politica americana sull’unica Cina non è cambiata”, ha detto precisando che il presidente “ha sottolineato il nostro impegno a fornire a Taiwan i mezzi per difendersi”. Le affermazioni di Biden, racconta la Cnn, hanno “colto di sorpresa” gli stessi consiglieri più vicini al presidente, riferiscono fonti della Casa Bianca alla tv statunitense precisando che lo staff del presidente è già al lavoro per far uscire un comunicato che chiarisca la posizione degli Usa. Ma le parole di Biden hanno già provocato la reazione di Pechino, che ha espresso “forte insoddisfazione e risoluta opposizione” e chiarito di essere pronta a difendere i propri interessi nazionali su Taiwan: “Sulle questioni relative alla sovranità e all’integrità territoriale, la Cina non ha spazio per compromessi o concessioni. Nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione del popolo cinese”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri. La Cina, specifica, “intraprenderà un’azione decisa per salvaguardare la propria sovranità e gli interessi di sicurezza” e chiede a Washington di “rispettare il principio di una sola Cina e i tre comunicati congiunti Cina-Usa, di onorare il proprio impegno a non sostenere l’indipendenza di Taiwan, a fare attenzione con parole e azioni sulla questione di Taiwan e a non inviare segnali sbagliati alle forze separatiste che cercano l’indipendenza di Taiwan”.
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L'Ue tenta un compromesso sulle sanzioni, fuori oleodotto di Orban
Fuori dall'embargo al petrolio russo l'oleodotto dell'Amicizia (Druzhba), quello che porta greggio ai Paesi dell'Ue orientale e, soprattutto, all'Ungheria. E' su questa proposta che alcuni Paesi membri si riuniscono questo pomeriggio per trovare un compromesso sul sesto pacchetto di sanzioni prima del vertice europeo. In caso di luce verde il capitolo sanzioni sarà inserito nelle conclusioni del summit. La proposta, a quanto si apprende, va incontro alle richieste di Viktor Orban e taglierebbe fuori dall'embargo il petrolio diretto all'Ungheria ma anche a Germania e Polonia, fattore sul quale l'unanimità potrebbe vacillare.