The Inquisitor ha scritto:
Bellissima True Detective, eh. Ma quella è una serie tv, e il wrestling si sta slegando da molto tempo da questo tipo di concezione (se mai l'avesse abbracciata in toto).
Possibile che quando, nel bel mezzo di una puntata di Raw, parte all'improvviso il filmatino con rumoracci seguito da promo in uno scantinato più sedia a dondolo, lanterne e attire al limite della legalità non percepiate una immensa pacchianaggine che sprizza "vecchio e farlocco" da tutti i pori? Io sì e mi pesa. Ovvio che vale anche per molto altro e molti altri. Com'è ovvio che tra questo prodotto e il puroresu di nicchia alla kings road ci siano comunque infinite possibilità.
Denunciare la troppa teatralità in Wyatt e la Family, equivale a denunciare la teatralità tutta, che è alla base, elemento fondante non solo del prodotto che nasce, vive e muore in WWE, ma del pro-wrestling stesso.
Rielaborando, concedere come plausibile che, in questo specifico universo, vi sia un COO che colpisce, brutalizza, ammanetta e quasi uccide in diretta un proprio dipendente, vuole per direttissima ammettere che all'interno del medesimo universo vi sia un lottatore che dell'artificio, al solo scopo psicologico/intimidatorio ne faccia caratteristica preponderante.
Dunque, se si intende come 'costruito', come teatralmente evidente, con tutti i suoi elementi caratterizzanti - musica dall'incedere ritmico lento e ipnotizzante, giochi di luci e ombre, sedia a dondolo nel bel mezzo della rampa d'ingresso, tutti dal fortissimo impatto visivo - è perché sono volti proprio a questo, a impressionare il grande pubblico, ad ammaliarlo.
E l'elemento artificioso è tanto più riuscito e funzionale (in ragione del suo stretto contatto con la realtà), tanto quanto è avvertito come tale: si sa che questi sono costrutti utilizzati da Wyatt per i suoi fini, al solo scopo di prevalere, non c'è nessun tentativo di nasconderlo agli occhi di chi assiste (e questo demarca nettamente la fondamentale differenza con i vari freak del passato, citati prima), e dunque perfettamente plausibili, 'veri', in definitiva parte del gioco.
Nel celebre discorso sull'ineluttabilità della menzogna nella narrazione di Nabokov, si è messi immediatamente in guardia da questa differenza fondamentale, dove si ricorda che la letteratura (come forma espressiva che racconta), non è nata quando il celebre ragazzino, uscendo di corsa dalla valle di Neanderthal si mise ad urlare "al lupo, al lupo!", con un grande lupo grigio alle calcagna, ma è nata il giorno in cui il ragazzino scelse di gridare "al lupo, al lupo!", senza che vi fosse alcun lupo. Se avesse scelto di gridare "al drago, al drago!", nessuno gli avrebbe creduto.