Ed eccoci qua. Come fan di wrestling, sono davanti alla cosa più difficile che mi spetti mai fare. Onestamente speravo di non dover mai scrivere questo post, o meglio, di scriverlo fra dieci, vent'anni, tant'è che ieri, appena uscita la news, mi sono astenuto dal fare qualsiasi commento sul forum. Perchè una piccola parte di me ci voleva credere, non al work ma quantomeno all'annuncio di un ultimo match a WrestleMania, in modo da chiudere in maniera elegante la carriera del più grande performer degli ultimi 16 anni. Invece, il destino non ha voluto. E quindi sono qua, a scrivere, con il cuore pesante. Torniamo indietro.
Sono diventato effettivo fan di wrestling com ben ampio ritardo rispetto a molti della mia generazione: Marzo 2012. Per via della mia età piuttosto giovane (classe '99), il boom del wrestling WWE in Italia del 2004-05-06 per me non è che un ricordo piuttosto sfocato. Quindi in quel Marzo del 2012 mi avvicino al wrestling senza nessun apparente motivo se non una semplice attrazione. E il primo match in assoluto che vedo è di questo Daniel Bryan, World Heavyweight Champion, contro Big Show, in uno SmackDown. Big Show me lo ricordo, dovrò aver avuto una sua Lamincard Fluo quando ero all'asilo, praticamente. Daniel Bryan non so chi diavolo sia. E benchè la mia giovane mente mark (che si è mantenuta tale per un paio di mesi) disapprovasse gli heel, Daniel Bryan era un wrestler sicuramente curioso, e divertente nella maniera in cui zompava a suon di "Yes". E se c'era una cosa di cui mi resi subito conto, anche da mark, è che vederlo lottare era piacevole, probabilmente più di qualsiasi altro wrestler del roster. Perde in 18 secondi a WrestleMania e Bryan lo vedi un po' tremare. Zack Ryder, che come te era andato over a fine 2011 e aveva vinto lo U.S Title, ti saluta dall'angolino dei jobber, pronto ad accoglierti. Ma il pubblico inspiegabilmente è dietro di te, da ora in poi. Balzo avanti. Tempo una primavera e un'estate, e TW mi ha inculcato una mentalità smart/smark. L'estate è finita, e la categoria tag WWE è il solito deserto finchè non si ripresenta Daniel Bryan, insieme a Kane. Il duo, che aveva sfornato promo divertentissimi per tutto il periodo della sua formazione, vince i titoli di coppia e si confermeranno unico tag davvero valido della federazione fino all'avvento dello Shield. E anche negli show più brutti, gli Hell No sono un divertimento. Altro salto avanti, e siamo alle porte dell'estate del 2013. Gli Hell No ormai si sono sfaldati in maniera indolore, e Daniel Bryan regala una performance pregevole dopo l'altra, in particolare con Orton. C'è aria di titolo per lui, la faida Cena-Henry di Money In The Bank è un palesissimo ripiego per guadagnare tempo. E inizia la favola. Lo "Yes" è diventata cosa seria. Daniel Bryan è designato da John Cena stesso come suo prossimo avversario. Vince McMahon non lo approva in gimmick, e probabilmente nemmeno fuori da essa. Ma la faida si basa, oltre alla chiara attitudine di Bryan da underdog, sul suo essere un wrestler assolutamente talentuoso, meritevole di quel titolo. La WWE lo sa, e anche noi fan lo sappiamo. Arriva il match a SummerSlam. Daniel Bryan batte in modo pulito John Cena e conquista il WWE Championship. Accolgo benissimo la cosa, anzi, la speravo. Arriva Randy Orton subito dopo il match e, cortesia del turn di Triple H, incassa il Money In The Bank e vince il titolo. La sera a dopo, si forma l'Authority. L'Authority che gioca sull'antica concezione del volere un campione muscoloso, alto e bello. Daniel Bryan si contrappone. Sono felice: la WWE sa quel che sta facendo. Quel titolo è di Bryan, tornerà da lui. È la naturale evoluzione della storyline, no? No. Hell In A Cell 2013. Dopo molte peripezie e scambi di mano, il titolo è conteso fra Orton e Bryan nell'Hell In A Cell. E l'ennesimo turn, l'ennesimo pretesto stavolta rappresentato da Shawn Michaels, allontana D-Bry dal titolo. Sospiro, il suo momento è ancora rimandato. Allungano la faida? Nah. Bray Wyatt, uno dei prospetti più interessanti usciti da NXT, inizia a feudare con Danielson. Interessante, mi dissi, ma non stiamo perdendo di vista l'obbiettivo? Com'è possibile che la WWE, dopo tanto aver giocato sulla consapevolezza di chi meritasse il titolo davvero, tornasse su John Cena contro Randy Orton per chiudere l'anno? Arriva il 2014, e con lui anche Batista. La faida fra Wyatt e Bryan finirà alla Rumble, quale momento migliore per rilanciare Daniel? Inizia l'evento, Daniel perde con Wyatt ma ci sta: è un underdog, può vincere la Royal Rumble come numero 30. Infatti la Rumble parte con le più alte speranze, Batista non spaventa. Suona la campanella del numero 30 e a risuonare non è la Cavalcata Delle Valchirie, ma la theme di Rey Mysterio, vittima innocente della rabbia del pubblico dell'arena e da casa. A vincere la Royal Rumble è Batista. Lo sconcerto è tanto. Ma come? Dopo tutto quello che abbiamo visto, un Batista con una forma fisica peggiore della mia va nel Main Event del trentennale di WrestleMania? Davvero Daniel Bryan non è più il tuo uomo? L'abbandono di CM Punk getta benzina sul fuoco, e lo "Yes!" diventa giusto canto di ribellione. Tempo un mesetto e la WWE giustamente capisce l'antifona, non c'è verso che WrestleMania possa finire in altri modi se non con Daniel Bryan festante nel Main Event. E così accade, e per me fan è un momento di gioia liberatoria. È l'emozione più forte che io abbia mai provato. Più forte della fine della Streak, perchè non l'ho potuta godere in tutto il suo fascino sempre a causa della mia età. Daniel Bryan ce l'ha fatta, un underdog come character ma anche nella vita vera. Perchè non sarebbe mai dovuto essere lì, ma c'è. E ce l'ha fatta grazie al suo talento, talento che si è tramutato in connessione con i fan, fan che si sono mossi per sostenerlo. E la vittoria di Daniel Bryan è la vittoria del wrestling di qualità. Quello che viene dopo è un turbinio di eventi talmente sfortunati che sembra assurdo stiano accadendo tutti insieme, e tempo un mese e Bryan non c'è già più. Un problema al collo l'ha portato fuori dal ring. Ma tornerà, lo sappiamo tutti. E infatti torna, non senza perplessità sulla sua salute, ma torna. E non solo: sarà nella Royal Rumble 2015! Beh dai, se l'hanno mandato fuori significa che ce la può fare, e dopo la Rumble dell'anno scorso avranno sicuramente imparato, no? Nah. Daniel è fuori dalla Rumble come se al suo posto fosse entrato Adam Rose. Vince Roman Reigns in una Royal Rumble che se possibile va peggio di quella dell'anno prima a livello di proteste. Ma stavolta non funziona. Bryan viene usato per mandare tranquillamente over Reigns, perchè lui è troppo bravo ragazzo per dire "Ehi, credo che questa non sia una buona idea", anzi, è più che contento di jobbare pulito a colui che molto probabilmente chiuderà WM festate, come lui l'anno prima. WrestleMania 31 gli regala l'Intercontinental Championship, e può ora dire di aver vinto tutto in WWE. Un altro turbinio di sfortuna mette Bryan ai box. Tornerà. Deve tornare. La cavalcata non è finita, non può finire così, il wrestler più over degli ultimi anni non può mica aver finito ora, a soli 34 anni. Lo spettro di Edge, però, fa paura.
E ieri notte, Daniel Bryan, sei tornato. Sei tornato, la tua theme ha dato forza al pubblico ancora una volta, gli "Yes!" sono esplosi. Ma Daniel, non eri in ring attire. E mi hai spiegato cosa adori fare e perchè non lo puoi far più. E mi hai fatto commuovere, e mi hai detto che sei grato. Grato di aver potuto fare quello che ami fare per 16 anni, esattamente tanti quanto quelli della mia vita (anzi, uno di meno, in realtà), grato di aver potuto lottare davanti ad un pubblico che l'ha amato, grato di esser riuscito a fare tutto il possibile nella sua carriera. Grato perchè hai fondato il concetto di indies post-00', ti sei fatto il culo lì, hai dominato, sei arrivato in WWE, ti sei fatto il culo anche li e infine sei stato sul tetto di mondo. E sei comunque tu quello ad esser grato, nonostante sia stato tu quello ad aver dato emozioni fortissime a chiunque ti abbia seguito. Allora anche io mi dico grato. Grado a Bryan Danielson, che ha dato linfa alla mia passione per il wrestling. Grato a Bryan Danielson per aver dato dignità a questa disciplina più di chiunque altro in WWE negli ultimi 5 anni. Grato a Bryan Danielson per aver dimostrato che, ogni tanto, anche noi fan abbiamo una voce. Grato a Bryan Danielson per essere stato un artista.
Grazie, Bryan Danielson. La Cavalcata è finita, ma non verrà mai dimenticata da chi l'ha vissuta. Chissà cosa verrà adesso? Hall Of Fame? We had a great, great run.