norrisjak ha scritto:
Non preoccuparti della mia età.
Spiegami come si può, solo con la scienza, a rispondere a domande essenziali come le riportate sopra.
Quali domande riportate sopra ? "" Chi sei ? Dove vai ? "" ? Sarebbero domande essenziali ? Sono domande poste male, non domande essenziali.
Anche alla domanda "Quant'è la radice quadrata di banana ?" la scienza non sa rispondere, ma perché non tutte le domande che possono essere poste hanno significato.
Chi sono ? Sono un essere umano, il prodotto di un un multiverso ipotetico, in cui universi possono spontaneamente formarsi, separati da distanze spaziali o dimensionali, o racchiusi come bolle nelle bolle, o in un arco di tempo lineare così vasto da essere al di là di chiunque se non dei più folli matematici. Al cui principio, il
vero principio, c'era l'oscurità: poi, una rottura di simmetria, e da una sola forza ne nascono quattro, e nasce l'elettromagnetismo, e solo allora poté esserci la luce. Luce che poté condensare, e diventare qualcosa come quark, e gluoni, e loro stessi in protoni e ed elettroni, e tutto questo solo nel primo milionesimo di secondo di vita del mio ipotetico universo. Ma andiamo avanti nove miliardi di anni, dopo che masse di gas si sono condensate e ri-espanse, e generazioni di stelle hanno vissuto e sono morte, e dalle loro ceneri sono nate altre stelle e altri pianeti, e troviamo un pianeta stabile in cui il tempo, e le leggi della fisica possono lavorare ed esplorare ogni possibilità, mischiando, rompendo, e creando finché dopo altro mezzo miliardo di anni, si forma la prima molecola in grado di autoreplicarsi, dando origine alla vita. Dall'energia, agli atomi, alla vita, fino a creature che possono comprendere la vita, gli atomi, e l'energia. E guardano al loro corpo, e vedono imperfezione; guardano il loro mondo e vedono trame, ripetizione, complessità, certamente il segno di un creatore. E quindi cercano degli Dei, o un Dio, ma trovano solo il loro riflesso. E allora guardano più in profondità, e vedono il caos: e nel caos, ordine. E nell'ordine vedono numeri, regole, leggi, ovunque, e si chiedono perché il loro universo deve essere così, e ancora una volta vedono le mani di un creatore, che ordina e distribuisce, finché non guardano ancora più in profondità, e scoprono che vivono in un universo quantizzato, in cui forza ed energia possono esistere solo in determinati modi, un universo che può essere analizzato, compreso, previsto fino all'undicesima cifra decimale. L'universo in cui vivono, è razionale.
E creature che pensavano di essere fatte di fango e sputo, scoprono di essere sì, solo animali, sì, solo molecole massiccie, solo conglomerati di atomi, ma atomi che nascono dalla luce stessa. Per quanto ne sanno, esistono solo perché la loro esistenza è possibile, eppure sono una cosa sola con l'universo in cui esistono.
Non so cosa tu credì; io so di SAPERE, e non credere, che il mio, il nostro e il vostro albero genealogico include ogni creatura che sia mai vissuta, ogni atomo che sia mai stato creato, e, come primo progenitore, la luce stessa.
Dove vado ? Visto che son stato sufficientemente prosopopeico sopra, sarò più faceto citando Guzzanti: il fine della vita, è la vita; la fine della vita, è la fine. Easy.