Il lieve cambio di look, con quel taglio corto di capelli, l'aveva quasi preannunciato e puntuale come un orologio svizzero, lo Swiss Maestro si è palesato in tutta la sua grazia, eleganza e maestosità sul Centrale di Roma, demolendo il malcapitato Starace con una prestazione peRFetta. In soli 51 minuti di giochi, vanta un rapporto vincenti/errori non forzati di 35 a 8 (!!), 15 punti vinti su 20 discese a rete, oltre l'80% di punti vinti sia sulla prima che sulla seconda e una compilation infinita di colpi che potrebbero benissimo essere considerati i punti dell'anno (in particolare, quel drop shot in arretramento rimarrà probabilmente nella storia per il coefficiente di difficoltà d'esecuzione - eppure non è nemmeno nuovo a questi colpi, si pensi un po'). Magistrale, immenso, magnifico, perfetto in ogni aspetto del gioco.
Tutto, dal taglio dei capelli (come dicevo, una piccolezza che significa molto più di quanto lasci intendere) alla prestazione odierna, è un chiaro monito alle critiche ricevute in seguito alla pessima prestazione di Madrid contro Nishikori. Un rimprovero a coloro che lo hanno stuzzicato tirando fuori nuovamente l'ipotesi di un eventuale ritiro, una prova di forza per i suoi avversari, quasi a voler dire loro che non devono adagiarsi sugli allori, e una rassicurazione per tutti i fan del tennis mondiale: il Re non è ancora morto.
Ed il trono di Roma ha già su di sé l'ombra del vessillo svizzero.