-CabaretVoltaire- ha scritto:
perché davvero qua sembra che "Ormai siamo tutti fighi ed abbiamo capito tutto".
No. Non è che "si è capito tutto".
Non ricordo chi, nelle pagine precedenti, ha giustamente sottolineato come durante il boom della metà dei 2000 ci fu un avvicinamento ad un wrestling che si iniziava a guardare con occhi diversi cercando un punto di vista più addentro alle dinamiche di gestione degli show, dei talenti e delle storie.
Un approccio, questo, che in virtù della sua innovatività non poteva che generare discussioni vivaci. Non fosse altro che per il dibattito che fisiologicamente si andava a generare tra chi cercava questa nuova visione ed i "Colossiani" (passatemi il termine).
Il punto è che sono passati 10 anni da allora.
Quella che all'epoca era una innovazione del modo di approcciarsi a questa disciplina oggi ricade giocoforza nella modalità di default; salvo casi patologici.
Va da sè, quindi, che un appiattimento della soggettività dell'interpretazione era la ovvia conclusione del processo.
Qual'è la situazione oggi, quindi?
Che hai un maggior numero di utenti che si approcciano a questa disciplina con quella modalità di cui siete stati, in un qualche modo, pionieri ma che, inevitabilmente, in virtù dell'oggettività di cui va in cerca, riduce al minimo le discussioni generate da quella diversità che contraddistigueva "i bei vecchi tempi".
Questo vuol dire che tutti recepiscono lo show allo stesdo modo e con le stesse competenze?
Assolutamente no, ma le basi per un aproccio il più oggettivo possibile ormai ce l'hanno tutti.
Questo ha alzato l'asticella, da un lato, ma ha anche ridotto il numero di chi riesce a "spiccare" dando al tutto un maggior senso di monotonia ed appiattimento generale.