WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post Show

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da 3:16 »

Saimas ha scritto:
Ma nemmeno quello di Austin 3:16 se per questo...



@ 3:16. Leggo ora che ti mancano "fondamentali" come i promo di Piper bla bla bla... un consiglio... non partire in quarta con discussioni se "ti mancano delle basi"... io al tempo avevo un vuoto enorme tra il '94 e il 2002 e per quasi due anni ho praticamente postato zero sul forum, se non per "sapere". Di certo non per discutere, visto che di certezze avevo solo l'era gimmick, la prima parte della new generation e quel che è arrivato dal 2003. Con questo non ti dico di non postare più ma di evitare di insistere su affermazioni che rischiano di crollare per "ignoranza".

Discuto su quello che conosco,di certo se c'è un qualcosa che non conosco non vado a dire un qualcosa contro e pro quel discorso che non so di mio.


E mi sembra che qui non abbia citato personaggi che non conosco,anzi.



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Saimas
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Saimas »

3:16 ha scritto:

Discuto su quello che conosco,di certo se c'è un qualcosa che non conosco non vado a dire un qualcosa contro e pro quel discorso che non so di mio.


E mi sembra che qui non abbia citato personaggi che non conosco,anzi.

No però è abbastanza ingenuotto definire shoot i promo di CM Punk e Steve Austin. Almeno l'Austin della WWE perchè a memoria, e qui chiedo a chi ricorda meglio, SCSA uno shoot bell'e buono l'ha fatto in ECW...

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Jeff Hardy 18
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Jeff Hardy 18 »

Visto che si parlava del confronto Danielson/Punk ne approfitto -/2013 ... rte-2.html

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James Butler
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da James Butler »

Misterraza ha scritto:(...) Punk invece potrebbe stare tranquillamente in quella dimensione di front-man WWE che da sempre animano la fed di Stamford: Austin e Rock e, per risalire indietro, se Cena è Hogan, Punk è Savage.
(...) Quando Punk ha potuto fare Punk da MIBT '11 in poi, è sembrato perfettamente calato nel meccanismo WWE che quasi fa strano pensare che non sia nato già lì, ma allo stesso tempo la freschezza nel suo stint sta proprio perché Punk nasce e matura altrove. In altre parole sembra così autenticamente portato per inserirsi in una certa tradizione WWE, quella che oggi ha in Cena il massimo esponente, ma forte di un'esperienza pregressa alternativa, propria di un Danielson che apparirà sempre come meraviglia a tutto tondo che lasciato libero sul ring è patrimonio dell'umanità in Giappone come in Messico, negli U.S.A. come in Europa.
Questo.

Ciò che non trovo abbia congruenza è proprio quella che chiamerei scissione tra il periodo Attitude e successiva Ruthless.
Insita e subdola, fu appunto l'idea che ci si potesse davvero costruire il worker perfetto in casa (cosa mai accaduta prima, in realtà).

Ciò che oggi si sta vedendo in WWE, ciò che davvero emerge al solo assistere agli show settimanali (ed è talmente grande il buco lasciato da Punk nel post-Wrestlemania che in modo del tutto incosciente, anche i meno scafati se ne sono accorti), è proprio la punta più bassa di una parabola costruita su quest'idea. Non è possibile costruire un worker con caratteristiche che possano rispondere ai bisogni omologati di un pubblico, che evidentemente così omologato non è.
Se c'è una cosa che emerge dal fallimento del prototype John Cena (non di John Cena), è il fallimento di quest'idea, corrispondente forse all'enorme richiamo che The Rock raccolse intorno a sé, al momento dell'abbandono di Austin.
Ma fino ad allora il sistema si era sempre adattato al worker, modellandogli l'universo intorno e non il suo contrario. L'era Attitude era specchio di un worker che ne incarnava profondamente il sentimento, e prima di questa le altre.

L'esponente del micro arco temporale è sempre, sempre stato in sintonia e sostenuto dal pubblico tutto, questo perché la coincidenza era ampia quanto la portata del talento stesso che la incarnava. Non è possibile immaginare una Golden Age senza Hogan e Flair, perché loro hanno modellato quell'universo così caratteristico, così particolare, su se stessi, così come non è possibile immaginare una Attitude senza Austin o una New Age senza Hart e Michaels. Ognuno di loro è stato modello, in un modo o nell'altro.

Cosa non capitata recentemente con chi? Con John Cena. Il modello è stato pensato/costruito per un Universo preciso e a forza si è cercato di farlo coincidere. Ed è stato un errore enorme, come errore è stato pensare che il pubblico a questo si sarebbe adattato. Ogni prototipo interno alle mura di Stamford ha più o meno fallito (nei limiti imposti anche dalla stessa federazione).

Tutto ciò che Punk ha fatto, non è stato altro che ristabilire, nel possibile, quell'equilibrio che prima vigeva e funzionava, quella coincidenza tra gusto e disciplina, tra talento e main stream. Questo è stato davvero importante, questa è stata il rimarginare di una scissione cosciente, operata da chi nel business ha sempre visto lungo ma forse per estrema sicurezza, ha pensato che invece di guidare un movimento avrebbe potuto imporlo senza grandi problemi.

E' giusto il discorso che fai, sul Punk che si trova perfettamente a suo agio, ma non nel WWE Universe, quanto nel pro-wrestling Universe, che è il nostro, che è coincidente.
La new wave, fatta di nomi come Daniel Bryan, Dean Ambrose e gli altri a venire è una concorrenza interna, una concorrenza che per troppo, troppo tempo è mancata in WWE, ma che comincia a vedere i suoi frutti.
In un sistema meno controllato o rigido, dove a farla da padrone è l'eterogeneità dei worker, non aderenti ad un marchio specifico, ma commistione di stili ed influenze, messe alla prova, e che funzionano con il pubblico in quella connessione vitale per il pro-wrestling, i grandi hanno mosso i primi passi per spostarsi in una casa più grande, una casa con delle regole sì, ma che sempre ha cercato di raccogliere questi talenti, modellandovi (e in taluni casi costruendovi proprio) il mondo circostante.

Insomma, che piaccia o meno, non si può restare sordi al volere di un pubblico che non riconosce quello che avrebbe la pretesa di essere l'habitat giusto a contenerlo, ed è quindi del tutto normale che veda in chi cerca di risanare lo strappo (si, CM Punk), la vera icona di una nuova era, che come i vecchi maestri zen giapponesi, fa un passo indietro, per farne due in avanti.

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Misterraza
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Misterraza »

Prima di voler articolare una risposta fammi capire se ho centrato il punto: dici che Punk piuttosto che essere quell'unicum che coniuga due aspetti sia semplicemente una versione contemporanea di quello che dovrebbe essere un Top Player standard di una compagnia che fa wrestling, in quanto "al passo coi tempi"? Che quindi l'unicum non sia Punk ma Cena che, piuttosto che modellare una federazione su di sé, si sia visto modellare in funzione di quanto le esigenze economiche (oramai apertamente perseguibili con un monopolio acquisito) richiedevano?

Se è così mi piace. Anche se il discorso che fai smonta tipo 7/8 anni di wrestling web. E a me sta benissimo, perché il controversial champ charachter attuale per me è esistito a sprazzi brevissimi, quasi sempre i migliori, il resto è noia.

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da 3:16 »

Saimas ha scritto:

No però è abbastanza ingenuotto definire shoot i promo di CM Punk e Steve Austin. Almeno l'Austin della WWE perchè a memoria, e qui chiedo a chi ricorda meglio, SCSA uno shoot bell'e buono l'ha fatto in ECW...
Si ma quello citavo. Mi so confuso,può capitare oppure non mi si perdona? :IT:

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James Butler
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da James Butler »

Misterraza ha scritto:Prima di voler articolare una risposta fammi capire se ho centrato il punto: dici che Punk piuttosto che essere quell'unicum che coniuga due aspetti sia semplicemente una versione contemporanea di quello che dovrebbe essere un Top Player standard di una compagnia che fa wrestling, in quanto "al passo coi tempi"? Che quindi l'unicum non sia Punk ma Cena che, piuttosto che modellare una federazione su di sé, si sia visto modellare in funzione di quanto le esigenze economiche (oramai apertamente perseguibili con un monopolio acquisito) richiedevano?

Se è così mi piace. Anche se il discorso che fai smonta tipo 7/8 anni di wrestling web. E a me sta benissimo, perché il controversial champ charachter attuale per me è esistito a sprazzi brevissimi, quasi sempre i migliori, il resto è noia.
Esatto.

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da 3:16 »

James Butler ha scritto:
Questo.

Ciò che non trovo abbia congruenza è proprio quella che chiamerei scissione tra il periodo Attitude e successiva Ruthless.
Insita e subdola, fu appunto l'idea che ci si potesse davvero costruire il worker perfetto in casa (cosa mai accaduta prima, in realtà).

Ciò che oggi si sta vedendo in WWE, ciò che davvero emerge al solo assistere agli show settimanali (ed è talmente grande il buco lasciato da Punk nel post-Wrestlemania che in modo del tutto incosciente, anche i meno scafati se ne sono accorti), è proprio la punta più bassa di una parabola costruita su quest'idea. Non è possibile costruire un worker con caratteristiche che possano rispondere ai bisogni omologati di un pubblico, che evidentemente così omologato non è.
Se c'è una cosa che emerge dal fallimento del prototype John Cena (non di John Cena), è il fallimento di quest'idea, corrispondente forse all'enorme richiamo che The Rock raccolse intorno a sé, al momento dell'abbandono di Austin.
Ma fino ad allora il sistema si era sempre adattato al worker, modellandogli l'universo intorno e non il suo contrario. L'era Attitude era specchio di un worker che ne incarnava profondamente il sentimento, e prima di questa le altre.

L'esponente del micro arco temporale è sempre, sempre stato in sintonia e sostenuto dal pubblico tutto, questo perché la coincidenza era ampia quanto la portata del talento stesso che la incarnava. Non è possibile immaginare una Golden Age senza Hogan e Flair, perché loro hanno modellato quell'universo così caratteristico, così particolare, su se stessi, così come non è possibile immaginare una Attitude senza Austin o una New Age senza Hart e Michaels. Ognuno di loro è stato modello, in un modo o nell'altro.

Cosa non capitata recentemente con chi? Con John Cena. Il modello è stato pensato/costruito per un Universo preciso e a forza si è cercato di farlo coincidere. Ed è stato un errore enorme, come errore è stato pensare che il pubblico a questo si sarebbe adattato. Ogni prototipo interno alle mura di Stamford ha più o meno fallito (nei limiti imposti anche dalla stessa federazione).

Tutto ciò che Punk ha fatto, non è stato altro che ristabilire, nel possibile, quell'equilibrio che prima vigeva e funzionava, quella coincidenza tra gusto e disciplina, tra talento e main stream. Questo è stato davvero importante, questa è stata il rimarginare di una scissione cosciente, operata da chi nel business ha sempre visto lungo ma forse per estrema sicurezza, ha pensato che invece di guidare un movimento avrebbe potuto imporlo senza grandi problemi.

E' giusto il discorso che fai, sul Punk che si trova perfettamente a suo agio, ma non nel WWE Universe, quanto nel pro-wrestling Universe, che è il nostro, che è coincidente.
La new wave, fatta di nomi come Daniel Bryan, Dean Ambrose e gli altri a venire è una concorrenza interna, una concorrenza che per troppo, troppo tempo è mancata in WWE, ma che comincia a vedere i suoi frutti.
In un sistema meno controllato o rigido, dove a farla da padrone è l'eterogeneità dei worker, non aderenti ad un marchio specifico, ma commistione di stili ed influenze, messe alla prova, e che funzionano con il pubblico in quella connessione vitale per il pro-wrestling, i grandi hanno mosso i primi passi per spostarsi in una casa più grande, una casa con delle regole sì, ma che sempre ha cercato di raccogliere questi talenti, modellandovi (e in taluni casi costruendovi proprio) il mondo circostante.

Insomma, che piaccia o meno, non si può restare sordi al volere di un pubblico che non riconosce quello che avrebbe la pretesa di essere l'habitat giusto a contenerlo, ed è quindi del tutto normale che veda in chi cerca di risanare lo strappo (si, CM Punk), la vera icona di una nuova era, che come i vecchi maestri zen giapponesi, fa un passo indietro, per farne due in avanti.

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Giant92 »

Butler, tutto il tuo discorso si potrebbe anche riassumere in un semplice ''Sta al pubblico scegliere il proprio top player, non alla WWE imporlo'' in un certo senso?

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da 3:16 »

Giant92 ha scritto:Butler, tutto il tuo discorso si potrebbe anche riassumere in un semplice ''Sta al pubblico scegliere il proprio top player, non alla WWE imporlo'' in un certo senso?
Più o meno si.

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Saimas »

3:16 ha scritto:
Si ma quello citavo. Mi so confuso,può capitare oppure non mi si perdona? :IT:
Nessuno ti stà mettendo alla gogna, semplicemente si discuteva su un promo errato.

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Baboden »

Pure io credo di aver parlato di "ideale prototipo", ma l'ho fatto parlando dal punto di vista dei fan.

Secondo me Punk, oggi, è così over proprio perchè le sue capacità ed il suo character rappresentano perfettamente quello che il pubblico del 2013 apprezza maggiormente, e tutto questo risalta ancor di più se e quando viene messo in relazione a Cena (riagganciandomi al discorso di Butler, che saluto).

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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da 3:16 »

Saimas ha scritto:
Nessuno ti stà mettendo alla gogna, semplicemente si discuteva su un promo errato.
confusione,può capitare no? :IT:

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Misterraza
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da Misterraza »

James Butler ha scritto:
Esatto.
Ripeto, mi piace. Tra l'altro facciamo piazza pulita del Cena character post moderno che è diventato un cliché negli anni, tanto più che il fondo di verità era estremamente sottile.

Non credo però che i nostri discorsi cozzino necessariamente. Tu dici che ciò che è Punk dovrebbe essere la normalità, ed è verissimo, io sostengo che spicchi proprio perché quella normalità non sussiste e Punk si è dovuto inserire in un contesto WWE centrato su sè stesso come mai prima era accaduto, tale da creare un evidente dentro e fuori la WWE, con regole diversissime. E dico che Punk sia "eccezionale" perché pur provenendo dal mondo "altro" è riuscito a essere così dannatamente efficace nel WWE Universe che proprio da quel momento in poi ha iniziato a schiudersi per precise scelte al vertice, mai tanto incisive però da mettere realmente in discussione il frutto di quel monopolio: Cena.

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James Butler
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Re: WWE PAYBACK [From Chicago, June 16th] Pre, Live & Post S

Messaggio da James Butler »

E' un po' più complesso.

Non è il pubblico a scegliere veramente, piuttosto lo si convoglia nella giusta direzione. Sta al management riconoscere quello che è un bacino di possibili talenti che per caratteristiche (comprovate più volte, ed in condizioni ambientali variabilissime al di fuori), può essere impegnato nelle linee narrative più complesse, modellandosi appunto intorno al suo worker e non il contrario.

Tra l'altro, ed è la primissima volta che ne parlo, ma l'attuale storyline tra Vince e Triple H sarebbe molto ma molto bella, se si spingesse in questa direzione.

Edit: Misterraza, assolutamente.

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