ci mancherebbe, è un po' la stessa cosa che in fondo mi piacerebbe vedere. Una Chiesa tollerante e vicina a chi ne ha bisogno innanzitutto, poi chi vuole credere creda e chi non vuole credere non creda. Cioè una Chiesa che faccia la Chiesa e non lo Stato. Che dica la sua lo accetto, che sia legge per chi alle leggi di derivazione cristiana non vuol sottostare no.Karran ha scritto: Punk, il tuo post è di una lucidità invidiabile ma è pur vero che la visione esclusivista di un dio-primus movens è divenuta la visione di comodo.
Ma non è questo il punto. Io non critico chi crede, ognuno è libero di avere le proprie idee.
La mia critica va alla chiesa intesa come istituzione che "giuda" le masse verso una "moralità" che non è più al passo con l'evoluzione della società.
In questo, la fede, non c'entra.
Ecco la cosa che mi sorpreso in positivo di questa scelta è stata proprio questa, leggevo su certi giornali (almeno quelli di cui mi fido di più) che le discussioni pre conclave si giocavano molto su questioni teologiche o propriamente tecniche (quali il modo di dire messa ecc) ed la cosa mi faceva storcere il naso perché mi aspettavo un Papa estremamente intellettuale (anche nell'accezione peggiore che il termine possa avere) o politicante. Questo sembra non esserlo, su due piedi sembra esserci quanto meno la volontà di provare a cambiare qualcosa, cosa che ad esempio nella politica italiana non ho visto da parte dei grandi vecchi. Insomma forse a suo modo, per una volta un segnale positivo e forte è arrivato dall'istituzione più chiusa di tutte.
