Greg Valentine ha scritto:
ma, zio, le convenzioni sono alla base delle discussioni e dei confronti. Il linguaggio stesso è una convenzione. Senza di esse sarebbe un'infinita accozzaglia di sensazionismi, in cui nulla potrebbe essere affermato e nulla smentito (non voglio dire con questo che ci una certa oggettività assoluta, però esiste sicuramente un linguaggio convenzionale per confrontarsi e argomentare). Non si può pretendere di discutere con altra gente rifiutando quel minimo che c'è di convenzionale per capirsi. Per me questo farebbe perdere di senso le diatribe. Leggenda oggi significa quello (anzi da sempre, tra le altre accezione che prima aveva).
E pura la narrazione implica il come si vende o come si racconta una cosa. Perchè non si può fare un discorso qualitativo su un'opera letteraria, cinematografica? E anche a volerla vedere così comunque Nash non è mai stato venduto come un'icona o un innovatore, che è proprio quello che alcuni contestano.
Lungi da me voler negare le convenzioni, nonostante io le odi profondamente.
Ma è proprio in virtù di tale convenzione, dove al "ciò che va letto" non può esser affiancato il "come va raccontato", motivo principale del perché Gilgamesh è più leggendario di Cesare, allora, che LA Leggenda perde la sua "unicità" per divenire una più mesta "leggenda di provincia".
Se ne perde l'alone magico.
Alone dato non dalle gesta compiute, ma dall'effetto che queste (vere o finte che siano) hanno avuto sul popolo.
Da qui ti ricollego questo:
Denis Pirola ha scritto:Senza dubbio. Ma se dovessimo parlare del "fenomeno Shawn Michaels" ?
Motivo alla base del senso letterale del mio "Warrior più leggenda di HBK".