Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

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-Miz-
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da -Miz- »

vendetta ha scritto:Guerra alla Siria: Fandonie Belliche.

Il 29 gennaio 2013 apparve un articolo nell’edizione online del Daily Mail che riportava il seguente titolo:
«Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad»
Il Daily Mail è un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno.
L’articolo fu prontamente rimosso pochi giorni dopo.

Guerra Siria.



Un titolo netto sul Daily Mail, un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno:

«Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».
Il titolo in questione risale al 29 gennaio 2013. L’edizione online del Daily Mail ha pubblicato un’interessante storia – a firma di Louise Boyle – in grado di gettare la giusta luce investigativa sui tragici attacchi col gas verificatisi in Siria sette mesi dopo, ad agosto 2013.

Ogni tanto, la grande stampa riporta qualche fatto importante che suona totalmente diverso dal racconto di fondo, ma quando questo avviene è un fuoco di paglia che viene subito estinto.

Naturalmente, pochi giorni dopo la pubblicazione, l’articolo era già sparito dagli archivi online del giornale, ma per fortuna non è così facile fare sparire l’informazione da internet una volta che vi abbia fatto capolino. Pertanto siamo in grado di riproporvi l’articolo ed esporre qui i tratti salienti.

Nell’epoca dei mass media informazioni reali e significative vengono occasionalmente riferite al pubblico da giornalisti in buona fede durante le prime ore che seguono un evento. Poi una invisibile catena di comando evidentemente si attiva e le notizie vere, ma scomode, scompaiono in fretta e per sempre dal proscenio dei media. Solo le notizie comode – non importa se vere o se false – rimangono in circolazione.

Per capire il mondo diventa quindi particolarmente interessante soffermarsi proprio sulle notizie soppresse.» Anche per il pezzo di Louise Boyle è così, il quale per ora resiste su Webarchive.
Il sottotitolo dell’articolo della Boyle recita così:




«E-mail trapelate da un fornitore della difesa trattano di armi chimiche dicendo che ‘l’idea è approvata da Washington’.»

Parte il racconto:

«Secondo Infowars.com, la e-mail del 25 dicembre è stata inviata dal direttore dell’area di sviluppo degli affari della Britam, David Goulding, al fondatore della società, Philip Doughty.
Vi si legge: “Phil … Abbiamo una nuova offerta. Si tratta di nuovo della Siria. I Qatarioti propongono un affare interessante e giuro che l’idea è approvata da Washington.
Dovremmo consegnare dell’armamento chimico (CW nell’originale, NdT) a Homs, una g-shell (bomba a gas, Ndt) di origine sovietica proveniente dalla Libia simile a quelle che Assad dovrebbe avere.
Vogliono farci dispiegare il nostro personale ucraino che dovrebbe parlare russo e realizzare una registrazione video.
Francamente, non credo che sia una buona idea, ma le somme proposte sono enormi. Qual è la tua opinione?
Cordiali saluti, David.”»

Come interpretare il messaggio? Nell’articolo si riassume così:

«L’e-mail sarebbe stata inviata da un alto ufficiale a un appaltatore della Difesa britannica in merito a un attacco chimico “approvato da Washington” in Siria, da poter attribuire al regime di Assad.»

Insomma, il classico casus belli da scatenare con un atto spregevole “sotto falsa bandiera”, da attribuire al nemico. Una cosa impensabile per la stampa allineata, ma ben presente ai piani alti della pianificazione bellica.

L’articolo del Daily Mail precisava che

«le e-mail sono state diffuse da un hacker malese che ha anche ottenuto i curricula degli alti dirigenti e le copie dei passaporti attraverso un server aziendale non protetto, secondo quanto riferito da Cyber War News.»

E per far capire quanto i ribelli siriani alleati degli USA e del Qatar potessero essere spregiudicati (oltre che ben addestrati) nell’uso di armi chimiche, l’articolo incorporava anche un video nel quale questi provavano gli effetti delle armi chimiche sui conigli. Il video mostra immagini particolarmente crude, attenzione:(video mancante)



È quantomeno curioso, per non dire di peggio, che oggi la grande stampa non ritorni sulla notizia del quotidiano londinese per approfondirla. Invece succede che tutto venga stravolto dai tamburi della propaganda bellica.

Le pagine online del 28 e 29 agosto 2013 di tutti i principali quotidiani italiani, ad esempio, titolano che “la Siria minaccia di colpire l’Europa con le armi chimiche”, distorcendo in totale malafede una frase di un politico siriano che diceva tutt’altro.

Il viceministro degli Esteri Faisal Maqdad criticava infatti i paesi che hanno aiutato «i terroristi» (ossia i ribelli jihadisti) ad usare le armi chimiche in Siria, ammonendo sul fatto che gli stessi gruppi nemici di Damasco «le useranno presto contro il popolo d’Europa».

Tradotto: attenta Europa, ti stai allevando da sola le serpi in seno. La frase era correttamente riportata in mezzo all’articolo. Ma il lettore osservi qual è invece la cornice scelta da la Repubblica e da La Stampa (e tutti gli altri, compreso Il Fatto Quotidiano, fanno lo stesso):


La Stampa attribuisce addirittura la frase ad Assad (giusto per fabbricare l’ennesimo Hitler da strapazzare). Proprio Assad, in un’intervista a un giornale russo ignorata dalle redazioni italiane, due giorni prima dichiarava:

«A quei politici vorrei spiegare che il terrorismo non è una carta vincente che si possa estrarre e utilizzare in qualsiasi momento si voglia, per poi riporla in tasca come se niente fosse. Il terrorismo, come uno scorpione, può pungerti inaspettatamente in qualsiasi momento. Non si può essere per il terrorismo in Siria e contro di esso in Mali.»

Basta poco per capire che i giornali italiani danno una copertura della crisi siriana totalmente manipolata e inattendibile. In Italia è ormai impensabile che un giornalista mainstream possa produrre un’articolo controcorrente come quello del Daily Mail.
Ancora oggi, quel giornale britannico, pur in mezzo a omissioni e distorsioni, in uno dei suoi più recenti articoli manifesta comunque il sospetto fortissimo che l’attacco chimico non sia opera di chi vorrebbero farci credere i governi.

A Londra i giornali vogliono ancora vendere qualche copia fra chi non si accontenta della propaganda. Da noi i giornali non fanno nemmeno il minimo sindacale per essere comprati. E il lettore si trova in guerra senza nemmeno sapere perché.

AGGIORNAMENTO DEL 1° SETTEMBRE 2013:

A quanto pare, la ragione più importante che ha spinto il Daily Mail a ritirare l’articolo sta nella citazione in giudizio per diffamazione presentata da Britam, il contractor della Difesa menzionato nel pezzo di Louise Boyle. Le e-mail in questione, in base alla denuncia, sono state manipolate prima della divulgazione. Il Daily Mail ha pertanto rettificato la sua posizione ritirando l’articolo controverso.

E’ in ogni caso significativo che il sospetto di azioni “false flag” abbia raggiunto la prima pagina del secondo quotidiano britannico già molti mesi fa. La clamorosa bocciatura della mozione presentata dal primo ministro David Cameron alla Camera dei Comuni per l’attacco alla Siria è stata preceduta da un dibattito parlamentare in cui il vero convitato di pietra era proprio la possibilità che l’attacco chimico fosse un pretesto, tutte le volte che i parlamentari ponevano i loro dubbi sul suo vero autore.

Ed è in ogni caso clamoroso il fatto che queste inchieste, e il risultato stesso della storica disfatta parlamentare di Cameron, siano stati praticamente ignorati dalla stampa italiana.

FONTI

http://megachip.globalist.it/Detail_New ... a-ad-Assad" onclick="window.open(this.href);return false;

http://web.archive.org/web/201301292138 ... Assad.html" onclick="window.open(this.href);return false;

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L'HO TROVATO! :bravo:
ehh ma la gggente nel frattempo ha mangiato colomba e cocomero,non pretenderai che se ne ricordino vero?



vendetta
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da vendetta »

-Miz- ha scritto:
ehh ma la gggente nel frattempo ha mangiato colomba e cocomero,non pretenderai che se ne ricordino vero?
mm sai che invece è andata meglio di quanto sperassi.
comunque c'è qualcosa di strano in giro
non si trova una persona convinta che sia stato assad,persino gente anziana se ne va in giro dicendo"eeehhh siii,ora quello è cosi scemo che usava il gas,qua c'entrano gli americani"
oh gli americani hanno fatto il peggior complotto della storia,oppure tutti sono stanchi di ste guerre ,di crisi economiche e dei messia alla obama o alla grillo

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Nicolasblaze
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da Nicolasblaze »

vendetta ha scritto:messia alla obama o alla grillo
Uguali proprio.

vendetta
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da vendetta »

Nicolasblaze ha scritto: Uguali proprio.
certo che no
era per rimarcare le differenze con qualche anno fa,quando era impensabile dare del cretino a obama e del buffone a grillo senza essere aggredito e forse anche sodomizzato !

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Nicolasblaze
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da Nicolasblaze »

vendetta ha scritto: certo che no
era per rimarcare le differenze con qualche anno fa,quando era impensabile dare del cretino a obama e del buffone a grillo senza essere aggredito e forse anche sodomizzato !
Ma no. Grillo è sempre stato buffone, pure quando faceva solo spettacoli+blog, prima del Popolo Viola e dei V Day.
Obama resta un ottimo amministratore di politica interna e un comunicatore intelligente, ma è un pessimo diplomatico.

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MassiveMolecule
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da MassiveMolecule »

Vabbe, il Daily Mail che copia da infowars è come se l'avesse pubblicato Panorama copiando dal blog di Adam Kadmon.

Infowars = Alex Jones. Uno che al confronto Miz è sano di mente.

Poi per carità, magari è vero, ma se lo è è per legge dei grandi numeri, non certo per integrità giornalistica.

-Miz-
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da -Miz- »

MassiveMolecule ha scritto:Vabbe, il Daily Mail che copia da infowars è come se l'avesse pubblicato Panorama copiando dal blog di Adam Kadmon.

Infowars = Alex Jones. Uno che al confronto Miz è sano di mente.

Poi per carità, magari è vero, ma se lo è è per legge dei grandi numeri, non certo per integrità giornalistica.
vabbe ma jones è un gatekeeper :LOL2:

vendetta
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da vendetta »

La lezione di Putin agli Usa
«Non siete così eccezionali»
Il presidente russo scrive sul New York Times. La crisi siriana mi spinge a parlare direttamente al popolo americano

Siria 35
ALTRI 6 ARGOMENTI
NEW YORK - John McCain lo giudica «un insulto all'intelligenza di tutti gli americani». Un altro senatore repubblicano, Jim Inhofe, si dice nauseato mentre il democratico Robert Menendez vorrebbe addirittura vomitare dopo aver letto lo scritto di Putin. L'articolo pubblicato ieri dal New York Times - un «op-ed» nel quale il presidente russo fissa la posizione di Mosca nel negoziato sulla Siria, pretende di impartire lezioni di rispetto della legalità internazionale agli Stati Uniti, invoca Dio e il Papa e deride la filosofia dell'«eccezionalismo americano» richiamata da Barack Obama nel suo recente discorso alla nazione - è stato preso come uno schiaffo in tutto il Paese.

Assad e Putin (Ap)
Assad e Putin (Ap)
Tagliente, scritto con una prosa magistrale, come ammettono molti lettori nei commenti registrati dal quotidiano newyorchese (insultato da altri per aver dato spazio a un dittatore nemico degli Usa), l'articolo ha provocato una diffusa indignazione. Perché, come ha ricordato anche il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, ma senza calcare troppo la mano, viene dal leader di un Paese che sfrutta a suo vantaggio la libertà di stampa americana, ma non ne concede altrettanta nel suo Paese. Un presidente che si dimostra alquanto ipocrita quando pontifica su diritti civili sistematicamente violati nel suo Paese: «Dice che noi americani non siamo eccezionali e che quando chiediamo la benedizione del Signore non dovremmo dimenticare che Dio ci ha creati uguali» risponde al sarcasmo di Putin la democratica Nancy Pelosi. «Bene, mi auguro che valga anche per i cittadini russi, anche per i gay» perseguitati dal regime di Mosca.
Per Obama la sortita di Putin è stata un pugno nello stomaco (sia pure avvolto nel guanto dell'affermazione che «tra me e il presidente Usa c'è un rapporto di fiducia crescente»). Oltre a sostenere che è molto pericoloso spingere un popolo a sentirsi eccezionale, Putin, sorvolando sui sistematici veti russi che paralizzano l'Onu, afferma che l'America, minacciando un uso unilaterale della forza, si mette dalla parte del torto davanti alla comunità internazionale, viola le leggi e rischia di far fare alle Nazioni Unite la brutta fine della Società delle Nazioni (fondata dopo la Prima guerra mondiale, fallì con lo scoppio della Seconda, ndr). Contro ogni evidenza assolve, poi, di nuovo Assad per l'uso dei gas che attribuisce, invece, ai ribelli. I quali adesso, aggiunge in un passaggio alquanto oscuro, potrebbero attaccare anche Israele.

Anziché reagire replicando colpo su colpo sullo stesso terreno, la Casa Bianca ha preferito cercare di inchiodare Putin alle sue responsabilità: «Molte delle cose scritte nell'articolo» dicono i collaboratori del presidente Usa, «sono irrilevanti. Quello che ora conta davvero è che finalmente la Russia si è presa un grosso impegno: il suo fedele alleato siriano ha ammesso di avere un grosso arsenale chimico e Mosca si è impegnata a smantellarlo e distruggerlo. È su questo che verrà giudicato il presidente russo», è questo il risultato che ha promesso e che il mondo si attende.

Vista dagli Stati Uniti la sortita del leader russo sul principale quotidiano degli Stati Uniti sembra essere stata una mossa controproducente: se il suo obiettivo era quello di spingere gli Usa a ritirarsi dal ruolo di gendarme del mondo, deridere l'eccezionalismo americano è servito solo a provocare una reazione di segno opposto. E, umiliando inutilmente Obama, già accusato dai repubblicani di essere troppo accomodante con Mosca, lo obbliga a essere più esigente nel negoziato.

Perché allora Putin ha deciso di pubblicare questo articolo, recapitato al New York Times attraverso un'agenzia di pubbliche relazioni, la Ketchum, pagata da Mosca per promuovere investimenti americani in Russia? Forse perché, più che agli americani (dei quali può avere male interpretato lo stato d'animo), il presidente russo voleva parlare alla comunità internazionale.

Per molti anni la Russia è stata costretta a un ruolo di secondo piano: ha giocato di rimessa, dicendo sempre e solo «no». Ora che sulla Siria è riuscito a riprendere l'iniziativa e a conquistare una certa centralità, Putin prova a proporsi come punto di riferimento internazionale non solo ai Brics (le economie emergenti, dalla Cina al Brasile) come ha fatto al G-20 di San Pietroburgo, ma anche a molti altri Paesi: quelli che, insofferenti della leadership americana, osservano oggi con compiacimento le difficoltà di Obama.


le reazioni americane non sono state buone
voi che ne pensate?

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Nicolasblaze
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da Nicolasblaze »

Ma porca di quella puttana, perché posti un articolo che parla della lettera di Putin anziché postare la lettera di Putin?

Recent events surrounding Syria have prompted me to speak directly to the American people and their political leaders. It is important to do so at a time of insufficient communication between our societies.

Relations between us have passed through different stages. We stood against each other during the Cold War. But we were also allies once, and defeated the Nazis together. The universal international organisation - the United Nations - was then established to prevent such devastation from ever happening again.

The United Nations' founders understood that decisions affecting war and peace should happen only by consensus, and with America's consent the veto by Security Council permanent members was enshrined in the United Nations Charter. The profound wisdom of this has underpinned the stability of international relations for decades.

No one wants the United Nations to suffer the fate of the League of Nations, which collapsed because it lacked real leverage. This is possible if influential countries bypass the United Nations and take military action without Security Council authorisation.

The potential strike by the United States against Syria, despite strong opposition from many countries and major political and religious leaders, including the Pope, will result in more innocent victims and escalation, potentially spreading the conflict far beyond Syria's borders.

A strike would increase violence and unleash a new wave of terrorism. It could undermine multilateral efforts to resolve the Iranian nuclear problem and the Israeli-Palestinian conflict and further destabilise the Middle East and North Africa. It could throw the entire system of international law and order out of balance.

Syria is not witnessing a battle for democracy, but an armed conflict between government and opposition in a multireligious country. There are few champions of democracy in Syria. But there are more than enough Qaeda fighters and extremists of all stripes battling the government.

The United States State Department has designated Al Nusra Front and the Islamic State of Iraq and the Levant, fighting with the opposition, as terrorist organisations. This internal conflict, fuelled by foreign weapons supplied to the opposition, is one of the bloodiest in the world.

Mercenaries from Arab countries fighting there, and hundreds of militants from Western countries and even Russia, are an issue of our deep concern. Might they not return to our countries with experience acquired in Syria? After all, after fighting in Libya, extremists moved on to Mali. This threatens us all.

From the outset, Russia has advocated peaceful dialogue enabling Syrians to develop a compromise plan for their own future. We are not protecting the Syrian government, but international law. We need to use the United Nations Security Council and believe that preserving law and order in today's complex and turbulent world is one of the few ways to keep international relations from sliding into chaos.

The law is still the law, and we must follow it whether we like it or not. Under current international law, force is permitted only in self-defence or by the decision of the Security Council. Anything else is unacceptable under the United Nations Charter and would constitute an act of aggression.

No one doubts that poison gas was used in Syria. But there is every reason to believe it was used not by the Syrian army, but by opposition forces, to provoke intervention by their powerful foreign patrons, who would be siding with the fundamentalists. Reports that militants are preparing another attack - this time against Israel - cannot be ignored.

It is alarming that military intervention in internal conflicts in foreign countries has become commonplace for the United States. Is it in America's long-term interest? I doubt it. Millions around the world increasingly see America not as a model of democracy but as relying solely on brute force, cobbling coalitions together under the slogan "you're either with us or against us".

But force has proved ineffective and pointless. Afghanistan is reeling, and no one can say what will happen after international forces withdraw. Libya is divided into tribes and clans. In Iraq the civil war continues, with dozens killed each day. In the United States, many draw an analogy between Iraq and Syria, and ask why their government would want to repeat recent mistakes.

No matter how targeted the strikes or how sophisticated the weapons, civilian casualties are inevitable, including the elderly and children, whom the strikes are meant to protect.

The world reacts by asking: if you cannot count on international law, then you must find other ways to ensure your security. Thus a growing number of countries seek to acquire weapons of mass destruction. This is logical: if you have the bomb, no one will touch you. We are left with talk of the need to strengthen non-proliferation, when in reality this is being eroded.

We must stop using the language of force and return to the path of civilised diplomatic and political settlement.

A new opportunity to avoid military action has emerged in the past few days. The United States, Russia and all members of the international community must take advantage of the Syrian government's willingness to place its chemical arsenal under international control for subsequent destruction.

Judging by the statements of President Obama, the United States sees this as an alternative to military action.

I welcome the president's interest in continuing the dialogue with Russia on Syria. We must work together to keep this hope alive, as we agreed to at the Group of 8 meeting in Lough Erne in Northern Ireland in June, and steer the discussion back toward negotiations.

If we can avoid force against Syria, this will improve the atmosphere in international affairs and strengthen mutual trust. It will be our shared success and open the door to cooperation on other critical issues.

My working and personal relationship with President Obama is marked by growing trust. I appreciate this. I carefully studied his address to the nation on Tuesday. And I would rather disagree with a case he made on American exceptionalism, stating that the United States' policy is "what makes America different. It's what makes us exceptional".

It is extremely dangerous to encourage people to see themselves as exceptional, whatever the motivation. There are big countries and small countries, rich and poor, those with long democratic traditions and those still finding their way to democracy. Their policies differ, too. We are all different, but when we ask for the Lord's blessings, we must not forget that God created us equal.


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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da Marco Frediani »

Entro solo per dire che ho chiesto che ne pensano negli USA a una amica americana e lei ha detto che molti vedono Putin come "il buono" che prova a mediare per la pace, ma in generale non tira aria di "andiamo la e accoppiamo tutti"

vendetta
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Re: Siria,che ne sapete?Che ne pensate?

Messaggio da vendetta »

appunto perchè la trovavo solo in inglese :truce:

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