KaiserSp ha scritto: ↑06/03/2021, 13:55
per curiosità
al posto del lockdown, cosa proporresti per ridurre in maniera consistente il contagio?
Chiusure mirate (e quindi non ad cazzum, perciò si devono chiudere, ahimè, anche le scuole medie e superiori), e circoscritte ai territori dei focolai più consistenti (mi è piaciuta la decisione di chiudere alcune città, effettivamente in difficoltà, meno altre ma è inevitabile). Un lockdown generalizzato andrebbe a penalizzare le aree più virtuose, non ne vedo il senso.
Personalmente e per quello che ho potuto vedere io avrei lasciato aperte le università: i numeri di prenotazioni sono molto limitati per tutte le lezioni, c'è poca gente in giro e la differenza sull'attività didattica è molto sensibile. Inoltre si può decidere se seguire a casa o in presenza e la grande maggioranza seguiva comunque da casa (perché fuorisede o per scelta non lo so, ma sono stato presente a lezioni con 15 persone in aule da 120 posti e 70 collegati su teams, quindi con rischio nullo e in ogni caso solamente con persone tracciate).
Togli il coprifuoco ma fai un serio controllo del territorio nelle aree sensibili (e fai rispettare il cosiddetto "divieto di assembramento", che spesso sembra dimenticato ma esiste).
Se tieni chiuse le piccole attività devi dare importanti sostegni economici e non delle cagate alla "ristori" di era contiana, se mancano i fondi so cazzi, ma si possono trovare (meglio che non dica dove per non far incazzare nessuno).
Ma soprattutto, e qui abbiamo sbagliato dal mio punto di vista, le vaccinazioni non dovevi farle inizialmente agli 80+, ma alla fascia 40-60, ovvero quella sempre in rischio di casi gravi ma fulcro dell'attività produttiva dell'Italia di oggi. Così quella fascia può riprendere a circolare senza problemi, senza portare danni a possibili genitori anziani e poteva dare una spinta all'economia, che ogni mese che passa è sempre più martoriata e con sempre più persone sul lastrico.
Il lockdown è pratico dal punto di vista prettamente medico e statistico (se chiudi tutto è ovvio che il virus non circola), ma a distanza di un anno è impensabile riproporlo a livello del tessuto socio-economico. Rischi che la gente si incazzi e succedano dei casini meno gestibili del virus.
Bonus: Lo stesso giorno in cui ho scoperto di essere, di nuovo, in zona rossa (ma camuffata), ho ricevuto un simpatico messaggio dalla ASL. RIsultato? Il vaccino per una 81enne, diabetica e cardiopatica (quindi inserita tra le prioritarie) è stato posticipato a tempo indeterminato per mancanza di dosi. Pagliacci bastardi.