Premessa doverosa: sono un sindacalista della FIOM (quindi si, sto a sinistra dal punto di vista ottica sul lavoro).
I concetti espressi da Ryback sono giusti ma senza entrare nel dettaglio contrattuale è dura dare un parere significativo perchè non conosco i termini della contrattazione lavorativa breslinghiana

ma proviamo ad andare a braccio.
"Lavorare meno lavorare tutti"
Si, decisamente ma anche no, dipende: la meritocrazia non va certo sottovalutata ma... come ha ben esposto l'utente con l'avatar di Bigshow coricato, il problema di fondo è l'esposizione mediatica, la capacità di "vendere" di un personaggio che alla fine comunque viene gestita dalla compagnia e non dal performer stesso.
"Io vinco guadagno 10 tu perdi guadagni 3" è ingiusto, perchè si parla di un show con risultato predeterminato quindi se tu non perdi io mica potrei vincere quindi effettivamente la forbice dovrebbe stringersi un pò e magari scendere a : "io che vinco a 8 e tu che perdi a 4 o magari 5" (spesa complessiva per l'azienda sempre 13) visto che io che vinco sono meglio esposto e magari vendo più magliette.
Il problema della meritocrazia è determinare i parametri per giudicarla poichè non poggiano solo sulla bravura ma sulla "vendibilità" (quanto fai tornare economicamente all'azienda)
"Si ma tizio è effettivamente "una sega" e non merita di guadagnare quanto un campione del mondo" (Reigns anyone?)
Però come determinare uno "quanto è bravo nel riuscire a vendere/vendersi" se viene pushato a bomba e un altro invece gli tocca sempre fare lo sfigato?
Aprii una volta una discussione su questo e mi presi dei resti (come al solito) perchè il succo verteva nel
"Reigns pushato vale X (guadagna X) e Ziggler non pushato guadagna Y (Ziggler però vale doppia X)" quindi quanto pago uno e quanto pago l'altro?
Se domani Owens venisse messo a job(act)bare fino alla morte (pur col suo talento) sprofonderebbe nello sticazzismo e guadagnerebbe una "miseria" (non conosco i guadagni di un performer di alcuna "fascia) sarebbe giusto?
Il mio è un discorso un pò campato in'aria perchè non so come vadano davvero le cose a Stanford, ma stando a sentire rumors, libri vari, simpatie/antipatie se non sei "nel giro che conta" puoi essere bravo quanto ti apre ma rimarrai sempre un signor nessuno, che vende nulla (Colt Cabana un signor entertainer che valore ha raggiunto in WWE?)
Che poi sto discorso non vuol dire che Ryback sia bravo e meritevole come Cena (nomi a caso) però sarebbe un attimino da far mente locale su come si definiscano i parametri meritocratici:
in fabbrica un operaio che fa dieci marmitte al giorno dovrebbe guadagnare più di uno che ne fa 6? Si, però non dovrebbe mancare a chi ne fa 6 il minimo sindacale per vivere dignitosamente. Nel wrestling WWE (forse non solo?) come faccio ad ambire a uno stipendio più alto (facendo conto che lo merito) se però sto sul cazzo a Vince/HH/Steph o chi per essi?