NicolasBlaze, ti vedo molto ferrato sull'argomento perciò volevo chiederti se mi puoi approfondire un punto della questioneNicolasblaze ha scritto: "Devono verificare se è sano di mente". E ti sembra poco? L'infermità mentale ha determinate conseguenze, è una casistica completamente diversa dal criminale comune.
Tu dici, "giustamente lo avrebbero messo alla sedia elettrica". E' stato citato (da me implicitamente, da pingumen esplicitamente) Cesare Beccaria. Questo signore milanese ha dimostrato l'inutilità della pena di morte nel 1764. Siamo nel 2013. Catch up.
La "giusta pena" è un concetto aleatorio. In Norvegia la pena massima è di 21 anni di detenzione - non hanno neanche l'ergastolo se non sotto legge marziale. Anders Breivik ha ucciso 69 persone, tutte o quasi minorenni, nel 2011, in un attentato terroristico. Condannato a 21 anni, non uno di più. Cosa fanno, in Norvegia? Durante il processo rieducativo valutano la pericolosità del detenuto. Se dopo 21 anni ancora non è idoneo a rientrare in società, possono prolungare la pena di cinque anni.
Il punto è che si confonde la rieducazione (fatto sociale) con il pentimento (fatto morale). Varg Vikernes (21 anni per omicidio e per aver bruciato qualche chiesa - il numero esatto non è univoco) è uscito dopo 15 anni. Non si è mai pentito di aver commesso l'omicidio, ma vive e funziona in società.
La pena non funziona come deterrente. Questa non è un'opinione. E' un fatto tanto quanto la forza di gravità sulla terra in condizioni standard, o la composizione chimica dell'acqua. Se domani dicessimo che chiunque viene colto a rubare si farà dieci anni di carcere, e cominciassimo ad applicare questa disposizione, non abbiamo alcuna prova per dire che i furti diminuirebbero.
Ci sono due fenomeni diversi.
Il primo è quello che ho citato qualche post fa. A parità di struttura, una pena più aspra per lo stesso reato aumenta il rischio di recidiva.
Il secondo è nel post a cui hai risposto. Un sistema detentivo che è solo punizione e non rieducazione non serve a nulla: aumenta ESPONENZIALMENTE la possibilità di recidiva.
No, il furto era un esempio da manuale perché era l'unico di cui ricordavo le pene, a prescindere da MVP, infatti ho scritto "senza aggravanti".
Be', diciamo che è, come sempre, un mix di cause interne ed esterne. Chiaro che il crimine non è sempre un obbligo (in alcuni casi lo è, ma sono situazioni limite); chiaro però che accade in determinati contesti sociali, economici, familiari e via dicendo. Che colpa ha l'adolescente di Scampia se gli insegnano che determinate cose sono giuste?
"Punire"? Bon, io non ne vedo il senso, però va bene. L'importante è che non si perda mai di vista l'obiettivo reale della pena, che è - Costituzione alla mano - rieducativa.
non faccio un discorso sulla durata della pena, ma sulla funzione rieducativa
io penso che per i reati gravi il detenuto può farsi 20/40/60 anni di carcere ma deve farli per esempio spaccando le pietre, con funzione esclusivamente punitiva
ripeto, sono d'accordo sulla rieducazione dei detenuti, ma per me chi commette un reato veramente grave come breivik deve stare dal mattino alla sera a fare un'attività sostanzialmente inutile
come mai una cosa del genere non funzionerebbe da deterrente? se io so che passerò il resto dei miei giorni a spaccar pietre magari ci penso due volte prima di commettere un omicidio, uno stupro...
te lo chiedo con la massima curiosità possibile e senza alcuna voglia di crear polemica
son contrario alla pena di morte, ma mi dà fastidio per esempio che per la rieducazione un detenuto possa fare i tornei di calcio a san siro mentre io il massimo a cui posso ambire con la fedina penale pulita è il campo di calcetto del paese
e sopratutto, questa rieducazione alla fine dà i suoi frutti?
Grazie in anticipo se vorrai rispondermi
