Allora stiamo discutendo di nulla, perché io non l'ho mai negato.Massivemolecule ha scritto: All'atto pratico, non c'è molta differenza tra " Ciò che non può essere provato non esiste" (il termine dimostrato lo lascio alle scienze teoretiche) e " Ciò che non può essere provato non può essere conosciuto", secondo la classica definizione di sapere dai tempi di Platone, cioè di "credenza vera giustificabile".
Mi sono limitato ad aggiungere che può comunque essere esperibile.
Che poi vogliamo dire che comunque l'esperienza ha bisogno di un tempo 0+X, lo sappiamo, e ti sei appigliato a nulla, se non a mero sofismo, perché possiamo anche dire che per conoscerla, poi, dobbiamo arrivare a 0+1000X.
Non era questo il punto.
Ah, la scienza funziona, si, in buona parte, secondo i canoni odierni.
Nessuno ti può assicurare siano quelli corretti.
Ma questa è fantascienza.
P.P.S si, ho avuto modo di "esperire" la futilità di una bella fetta di comunità scientifica (per ovvi motivi, mi riferisco per lo più al mio campo). Così come, d'altra parte, ho potuto ammirarne la solerte funzionalità.
