Aaron Kirk ha scritto:- Esiste un modo in cui l'Inter può attaccare bene e con continuità al centro del campo senza rinunciare a Icardi? Aumentare la presenza "fissa" sulla trequarti? Puntare su Banega che sembra finalmente essere in forma?
Con Banega e non Joao Mario senz'altro il gioco passa un po' più attraverso il centro, dato che l'argentino partecipa maggiormente nella costruzione delle azioni (anche se non è insolito vederlo allargarsi per associarsi con l'esterno e, talvolta, il terzino, creando superiorità numerica sulla fascia).
Per il resto seppur non sia il massimo della vita il nostro gioco pieno di azioni sulle fasce e cross al centro sta funzionando e cambiarlo troppo non avrebbe senso visto i due esterni che abbiamo (Perisic ma soprattutto Candreva) e un Icardi on fire nello smarcarsi e colpire di testa.
Aaron Kirk ha scritto:- A livello teorico, il fatto che in Serie C si debba vincere il campionato di competenza per poter avanzare, può sul lungo periodo portare a un innalzamento del livello della Serie B o il numero di squadre è eccessivo?
Io toglierei due squadre dalla B, 22 mi sembrano un po' troppe.
Aaron Kirk ha scritto:- Come ti spieghi la parabola di Ranocchia? Cazzo io lo adoravo.
Credo ci siano due cause, che mischiandosi assieme rendono bene l'idea del perché Ranocchia non è diventato quello che si aspettava:
- Ranocchia ha la forza mentale di una stufa a pellet. Nel calcio conta molto l'aspetto psicologico e Ranocchia si è trovato in situazioni - anche per colpa sua - dove serviva essere forti mentalmente e lui non lo è stato;
- Ranocchia non era così forte come lo credevamo. Non è insolito vedere qualche giocatore fare una grande stagione e poi, invece che continuare a giocare bene e migliorarsi, calare di rendimento e stabilizzarsi su livelli medi/bassi/pessimi, magari proprio perché non erano forti per davvero.
Aaron Kirk ha scritto:- Un paio di righe su Iker Muniain, da quando ha scoperto che non era proprio il Messi basco il mondo s'è dimenticato di lui, ma per me resta un ottimo giocatore.
Qui potrebbe valere un discorso simile a prima, con l'aggiunta del grave infortunio al crociato che in un giocatore veloce, esplosivo e agile pesa moltissimo (anche Ranocchia si era gravemente infortunato ma: 1) al Genoa, subito dopo l'infortunio, fece abbastanza bene; 2) è un giocatore con caratteristiche completamente diverse e i suoi problemi sono andati ampiamente oltre una teorica minore esplosività post infortunio, contando che anche prima non era proprio Bolt).
Però invece che stabilizzarsi su livelli pessimi, Muniain lo ha fatto su livelli abbastanza buoni, recuperando pian piano dai problemi post operazione. Ora è un buon/ottimo giocatore che porta qualità sulla trequarti, bravo a rientrare sul destro partendo da sinistra e con un ottimo dribbling.
Aaron Kirk ha scritto:- Vedi possibile applicare al calcio di livello più competitivo un metodo di costruzione della squadra basato sulle statistiche come fece il Midtjylland (o il Brentford)? Entrambe le squadre hanno poi in qualche misura rinunciato al metodo.
Il calcio è uno sport con molte situazioni di gioco possibili (e minore frequenza delle singole), con un campo enorme e con molti giocatori e per questi motivi (il primo più di tutti) le statistiche, quando verranno maggiormente applicate (per quel che ne si sa in alcune squadre siamo comunque ad un buon punto), hanno un peso minore rispetto ad altri sport.
Per spiegarmi meglio faccio un esempio: nel basket (NBA) una squadra prova circa 84 tiri a partita, nel calcio una squadra tira 12/13 volte a partita (minor frequenza di situazioni). Nel basket solitamente si marca a uomo e quando un giocatore tira o ha un avversario davanti o nessuno o, in rari casi, due. Nel calcio invece c'è una variabilità maggiore (puoi tirare con 0/1/2/3/4 giocatori davanti).
Di conseguenza diventa più difficile raccogliere dati veramente simili (converrai che tirare dal limite in contropiede con un solo giocatore davanti è diverso che farlo su respinta da calcio d'angolo, come lo è un passaggio di 30 metri in orizzontale tra due centrali non pressati nella propria metà campo e uno della stessa lunghezza fatto da un centrocampista per una punta tagliando due linee di giocatori) e questi stessi dati hanno una frequenza molto scarsa (converrai che le triple in transizione che si prende X sono molte di più dei tiri da fuori in contropiede che prova Y), di conseguenza, ammettendo di riuscire a raccogliere dati molto specifici (che è l'obiettivo in futuro e, forse, alcune squadre già lo fanno, ma non sappiamo con precisione che dati raccolgano), se il campione è scarno, la statistica ha meno valore.
Tutta 'sta pappardella serve quindi per dire che è giusto dare un certo peso alle statistiche ma basare tutta l'analisi - indipendentemente che a farlo sia io, te, Paolo Condò o la dirigenza del Barcellona - solo su di esse non lo è (e già non lo è nel basket, figuriamoci nel calcio).
Aaron Kirk ha scritto:- Quant'è figo il Las Palmas?
Giocano benissimo però hanno due difetti abbastanza grossi: non sfruttano sempre quello che creano, a volte "si piacciono" troppo e in difesa fanno piangere. La partita col Real ne è il perfetto esempio con la squadra sopra 3 - 1, Jesé che si mette a fare tocchi di tacco inutili e la difesa posizionata ai livelli del Pescara.