Fermo restando che l'intervento in Libia è stato condizionato/imposto dalla Francia, di certo non dagli USA che nel mediterraneo hanno pochissimi interessi, e che la Libia produce lo 0.59% della produzione petrolifera mondiale; fermo restando che miz è convinto della mia presa di posizione pro-Obama, quando saranno quindici pagine che dico che senza prove non credo a Obama (ma neanche a Piccinin o chi per lui, mica faccio favoritismi - a differenza di miz, ancora una volta, che crede senza prove e senza basi a tutto quello che gli fa comodo); fermo restando che sul petrolio basta googlare quindici secondi e si trovano le risposte, e la Siria ha/aveva lo ZERO VIRGOLA QUATTRO per cento della produzione mondiale, e che il principale fornitore di petrolio degli USA è il temibilissimo, arabissimo e dittatorialissimo CANADA; fermo restando che il discorso del petrolio siriano non è sul petrolio siriano, ma sul petrolio che passa per la Siria, e ho già demolito l'ipotesi di un blocco arabo anti-USA tipo tredici pagine fa perché non conviene a chi il petrolio lo esporta, cioè Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Emirati Arabi Uniti.
Ferme restando queste vaccate che ho letto in giro, la ricostruzione in blocchi di -miz- è irrealistica.
Spiego, con calma e dovizia, perché.
1) "Nel pacifico la Cina usa la KorNord come spauracchio contro KorSud, Giappone e USA".
E' impreciso. Le Coree sono in una situazione che si evolve continuamente. Ora, il primo discorso da fare è che la Corea del Nord non è una minaccia militare. I suoi armamenti sono vetusti, per la maggior parte residui della Guerra Fredda. Il numero di testate nucleari è esiguo, e ancora più esiguo il numero di testate in grado di bypassare gli scudi americani. In generale, negli ambienti coreani e del congresso USA, la minaccia militare non viene percepita come seria.
Sia USA che Cina ritengono che un'unificazione sia, nel tempo, inevitabile. Jong-Un Kim, al di là dei proclami in favore di stampa, ha compiuto notevoli passi avanti nella struttura dei dialoghi con la controparte meridionale. Ha rafforzato i rapporti economici tra le due Coree, ed è proprio sull'economia che si giocherà la partita importante della riunificazione, perché la Cina non vuole perdere i privilegi economici che ha con il territorio del nord. I test nucleari e le dichiarazioni del nuovo Kim non vanno lette come minacce concrete, ma come una dichiarazione di forza di un nuovo presidente, giudicato da molti inadatto al governo e privo di esperienza. Ha riunificato attorno a sé il consenso delle elites politiche e militari, passo importantissimo prima di poter valutare incontri con il sud.
La problematica principale, al momento, è di opinione pubblica. In Corea del Sud non c'è più una maggioranza favorevole alla riunificazione, perché i giovani sono più preoccupati del problema economico che questa comporterebbe - si parla di un costo di un bilione (one trillion, per capirci) di dollari, mille miliardi, e dunque servirà aiuto.
La questione tra Cina e Giappone è molto più antica e controversa. La Cina vede con forte ostilità le politiche del nuovo premier giapponese Abe, perché vanno a ridiscutere questioni militari e territoriali che erano congelate da un bel po', cioè le Senkaku, che hanno una posizione strategica per la questione taiwanese, oltre che per rotte pacifiche varie. Alla Cina, questa è la sensazione che si ha dalle dichiarazioni del governo, sta benissimo un Giappone economicamente forte ma tenuto al guinzaglio dagli USA. Un Giappone indipendente e aggressivo è visto chiaramente con ostilità. In questo momento le relazioni sono ad un punto molto basso, ma questo non intacca assolutamente il rapporto tra Cina e USA.
2) "In Europa la sola Russia è l'ultimo baluardo di un continente cannibalizzato dagli States, specie dopo l'avvento dell'Euro".
Ad oggi, se esaminiamo la questione siriana, agli Stati Uniti è rimasto un alleato: l'Italia. Che politicamente e militarmente conta zero, non viene neanche considerata sullo scacchiere. Chiaramente in realtà è ben lecito pensare che la Gran Bretagna, anche se con cautele in più rispetto al passato, resti filoamericana al 100%. Il rapporto franco-americano è troppo altalenante per essere considerato un'alleanza, dal momento che il supporto varia come variano i governo - in questo momento c'è il post-imperialista Hollande, che vuole una Francia di nuovo molto mediterranea, ma la sua popolarità è molto bassa (a giugno era al 26%) per via dei problemi economici che non riesce a risolvere. Una Germania appiattita su posizioni americane è da escludere nel modo più assoluto, dal momento che la visione tedesca è quella di un'Europa forte, indipendente e di fatto controllata da Germania e Francia. Il discorso è che la divisione in blocchi della guerra fredda è stata possibile anche perché (non a caso) è stata divisa la Germania, che in vent'anni dall'unificazione è tornata una potenza mondiale a tutti gli effetti. Per cui la Germania, per storia e potenza sia economica che militare, non fa la pedina. La solitudine della Russia è apparente. Tanto per cominciare, la Russia è un partner economico importantissimo per l'Unione Europea, si parla quasi di dipendenza reciproca. La Russia non può privarsi del denaro europeo, e l'Europa non può privarsi dell'energia russa. Motivo per cui si chiudono occhi su Cecenia e compagnia, e motivo per cui la Russia fa la voce grossa ma poi cede su questioni come quella del gas ucraino.
E' molto complesso avere un quadro certo delle relazioni di Putin con i vari leader, perché fondamentalmente la Russia è un casino. L'equilibrio di poteri in Russia è praticamente incomprensibile per un occidentale. La struttura federale è complessissima, metto in spoiler una mappa per rendere l'idea:
E qui parliamo di poteri leciti e costituiti. Ma la Russia è il paradiso dei complottisti, perché in pratica si sovrappongono continuamente autorità politiche, autorità militari, servizi segreti, comparti segreti dei servizi segreti e criminalità organizzata. Putin è l'unificatore di queste forze, ma in che misura risponda a ciascuna di esse o le utilizzi sul territorio nazionale è ovviamente del tutto ignoto. Qualcosina in più si sa delle relazioni internazionali, nel senso che ad esempio è fatto noto l'aumento esponenziale delle operazioni di intelligence russe in UK. Nonostante questo, le relazioni UK-Russia sono sì altalenanti, ma l'idea è che il Regno Unito sia il principale interlocutore russo, a differenza della Germania (Merkel e Putin sono arrivati quasi all'odio personale, mentre curiosamente i rapporti tra Merkel e Medvedev sono sempre stati ottimi; questo chiaramente può cambiare come cambiano i presidenti).
La morale è che la Russia non è su un blocco contrapposto all'Europa, che non è nello stesso blocco degli USA. Non c'è, al momento, una divisione in blocchi, al massimo possiamo ordinare per ogni paese tutti gli altri in un sistema di gradienti che ci indicano la forza delle relazioni reciproche.
3) Il medio oriente.
Sarò un po' più breve. La cosa principale da considerare è che questi paesi non sono pedine. L'Iran non è una pedina, Israele non è una pedina, l'Arabia Saudita non è una pedina (e mediaticamente ha un'influenza inimmaginabile). L'Egitto a maggior ragione non è una pedina. Una volta che riusciamo a valutare caso per caso le motivazioni dei singoli stati e dei singoli gruppi politici all'interno degli stati, possiamo parlare di Medio Oriente. Non prima, davvero.
Faccio un esempio pratico, al volo. Ahmadinejad. Quando era presidente iraniano, quanto potere aveva? In pratica, ZERO. Quanto valevano i suoi proclami per la distruzione di Israele? In pratica, ZERO. L'Iran non è una repubblica presidenziale, è una teocrazia in cui l'ayatollah è supportato dalle gerarchie militari.