StingerSplash ha scritto: ↑28/12/2019, 15:01
Il discorso è se è una questione di scelte o di valore.
Perché molti old-timer dicono "ai miei tempi facevo una scoreggia e veniva giù un palazzetto, ora questi ragazzini si ammazzano per davvero davanti a cento persone che non se li cagano". E' un'estremizzazione dettata da una prospettiva.
Non so se hai ascoltato il podcast di Taker e Austin uscito poco tempo fa.
Io sono perfettamente d'accordo con tale visione.
StingerSplash ha scritto: ↑28/12/2019, 15:01
Ma un Gargano sceglie lui di fare il brainbuster sull'apron, oppure lo usa come gruccia per suscitare una reazione nel pubblico perché col pugno non ci riuscirebbe? Certo, Gargano è un fenomeno.
Ma, preso atto che comunque i Gargano e gli Styles sarebbero stati amati e tifati in qualsiasi epoca, quelli che invece li imitano (vengono in mente i bump assurdi che prendeva Styles in TNA) sanno cosa stanno facendo?
E, ultima domanda. Ma non sarebbe tanto tanto meglio per i wrestler se ci facessero fomentare senza rischiare la vita?
Premesso che sto iniziando a calcare il ring, che vorrei farlo a lungo (finché potrò) e che sono io il primo a non voler lasciare le penne sul quadrato, e che dunque penso molto spesso riguardo a queste tematiche, considerato che piano piano stanno entrando a far parte della mia vita.
La mia politica è quella del "less is more", molto più vicina a quel tuo modo di ragionare. Preferisco di brutto i ritmi bassi rispetto a 150mila capriole, e guarda a caso il mio preferito è ed è sempre stato Undertaker, forse il miglior esempio di ciò (e ti rimando al podcast).
Fatte tutte ste premesse (giusto per non passare come "contasuplex", termine che qua dentro non si sentiva da molto), l'impressione mia, che non so dire se corrisponda a realtà, è che il pubblico sia molto più esigente che in passato.
È lo stesso pubblico che devi convincere a non passare alle MMA e al quale devi proporre un'alternativa convincente. Parlo del pubblico major, WWE e AEW, comprendendo NXT. Questo implica ritmi alti, momenti morti prossimi allo zero, e in generale la necessità di portare tutto all'estremo.
Strikes che appaiono reali (vedo dei forearm che lasciano a bocca aperta), mosse che appaiono pericolose ma che presto lasceranno spazio ad altre ancora più pericolose, una continua rincorsa.
Eppure la struttura classica del match è sempre quella, con infinite varianti ma sempre quella rimane e alla fine della fiera avrai sempre un heel e un face. E un pubblico da soddisfare.
Io come spettatore mi godo ogni tipo di match, meno quelli super teatrali che hai postato ieri, per quanto li comprenda e per quanto, credo, saprei osservarli con occhio critico.
Ci infilo un altro argomento di discussione un po' parallelo: certe cose che magari ti lasciano indifferente guardando su uno schermo (tipo il brainbuster sull'apron di cui si parlava), risvegliano certe emozioni e danno adrenalina quando viste dal vivo. La mia percezione è cambiata abbastanza quando ho iniziato a vedere show dal vivo.