Discorso condivisibilissimo, anzi, fosse per me si dovrebbe cominciare con un bel po' di retrospettiva in casa nostra prima ancora che nel mondo occidentale, che fra i pozzi avvelenati in Etiopia e le persecuzioni in Libia ne abbiamo di materiale per smontare il mito degli "italiani brava gente" e dell'"è tutta colpa di Mussolini e del fascismo" (sempre opinione personale, folle intitolare ancora vie e piazze a Francesco Crispi).Mannu ha scritto: ↑26/02/2022, 21:48 E iniziamo a sensibilizzarci anche verso altre aree bollenti di cui non parla nessuno. Tanto c'è internet al giorno d'oggi. Continuate a supportare l'Ucraina, ma guardate anche il genocidio che c'è in Birmania, l'oppressione in Palestina, le repressioni ad Hong Kong e se potete, almeno col pensiero, supportate anche loro. A me fa piacere che sull'Ucraina ci sia tanta attenzione, anche se per i motivi che ho detto. Vorrei solo che ci fosse tanta indignazione e soprattutto informazione anche quando accadono altre cose.
Detto questo in realtà di ipocrisia, per una volta, ne vedo molta poca in giro:
Il motivo è ESATTAMENTE questo.E ora si "incazzano" per l'Ucraina? Ora tutto l'Occidente è indignato solo perché ci coinvolge da vicino, è una minaccia reale. Taiwan tanto sta in Asia, chissenefotte. Io la puzza di ipocrisia la sento da qua, e mi irrita oltremodo, quanto mi irrita, ovviamente, sto pezzo di merda fascista di Putin.
Ci coinvolge da vicino, fisicamente e soprattutto economicamente. Fa scattare il nostro istinto di autodifesa. Lo stesso principio per cui la notizia di un terremoto+tsunami ad Haiti sarà sempre in seconda pagina dietro qualche mal di pancia di qualche politico nostrano, e tempo forse un paio di giorni te la trovi dietro alle notizie di calcio e traffico.
E, appunto, per una volta mi sembra che su questo di ipocrisia ce ne sia poca, anche nei mezzi d'informazione. Il valore shock di tutto questo non è la guerra in sé, è la guerra NEL CUORE DELL'EUROPA, con le truppe di terra e i carri armati, la guerriglia urbana, le case fisicamente invase.
E in (neanche tanto) seconda battuta, la ricaduta economica sulle vite di tutti noi. Non è un caso che dall'istante 1, dal famoso discorso di Putin, assieme alle notizie sul campo ci sia l'immancabile approfondimento economico che viene a dirci questo come si traduce in termini di "euro in più" nella bolletta del gas a fine mese.
E' giusto? No, per il cazzo. Infatti ripeto che condivido in toto il tuo post.
E' normale, anzi meglio dire fisiologico? Eh, purtroppo sì.
Giusto tentare di sensibilizzare su crisi gravi come quella ucraina, ma purtroppo non c'è da meravigliarsi se il tentativo incontra una barriera impenetrabile di indifferenza.


