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Preziosi: "Boateng resterà al Milan. In Brasile con Galliani? Abbiamo scherzato sui nostri giocatori"
Enrico Preziosi, intervenuto a Sky Sport 24, ha parlato anche delle relazioni con il Milan, facendo il punto soprattutto su Kevin-Prince Boateng, in comproprietà tra i due club: "Boateng credo resterà al Milan, in estate la nostra area tecnica aveva fatto determinate valutazioni e si pensava avrebbe potuto giocare poco. In Brasile con Galliani? Abbiamo cenato otto volte insieme e abbiamo parlato anche di calcio. Abbiamo scherzato sui vari giocatori che abbiamo in comproprietà e sul valore che potrebbero avere, ma ancora è presto per fare valutazioni".
MILANO - Paolo Maldini, allora lei andrà all'Inter?
"Notizia fabbricata su un incontro fortuito con Moratti. A New York, per strada. C'è stima reciproca, ma Moratti non me lo chiederebbe mai".
Nemmeno Leonardo il transfuga?
"L'ha fatto soltanto a livello di battuta, lui sa che la mia è una storia diversa dalla sua".
Le avrà almeno chiesto consiglio.
"Ha deciso di fare l'allenatore e gli piace. Uno chiede consiglio, ma ha già in testa la sua idea".
E qual è quella del simbolo del Milan e della Nazionale, da 18 mesi fuori dal calcio?
"Di lavorare nello sport in cui ho vissuto buona parte della mia vita, però solo per fare qualcosa che mi piaccia. Sarei comunque un dirigente giovane".
Allenatore no?
"Troppe valigie, per ora non voglio allontanarmi da Milano. Mi godo le cose semplici: i figli - la più importante - la famiglia, gli amici, lo sport. Da calciatore la settimana non me la programmavo io. Ho un'azienda di abbigliamento e attività immobiliari. Nessun assillo economico, posso essere selettivo".
Nessuna proposta allettante: possibile?
"Le elenco. Il settore giovanile del Milan, da Galliani, al ritorno da una trasferta, in aereo: mai vista come professione del futuro. Il Chelsea con Ancelotti: avevo smesso da appena 20 giorni e il caso Wilkins dimostra che lì c'è
un po' di confusione. La Figc: ho fatto il testimonial per l'Europeo, Albertini e il presidente Abete mi vorrebbero. Ma non mi sento adatto a un ruolo politico".
Il telecronista?
"Mi ci vedo poco, a fare domande a chi ha appena finito una partita: ci sono passato".
Leonardo la rivoleva in campo.
"A Milanello, in qualunque forma. Il problema era in quale forma".
Insomma, farà il dirigente del Milan.
"Serve qualcosa di non estemporaneo. Conosco il Milan e il calcio, sarei una risorsa a livello tecnico. Ma oggi vedo difficile la mia collocazione nell'organigramma".
Nessuna telefonata da Berlusconi?
"È impegnato in politica, non sempre è presente nelle strategie societarie".
L'Uefa di Platini?
"Niente proposte: meno male, altrimenti passo per lo snob che rifiuta tutto. Semplicemente, non rinuncio all'indipendenza intellettuale".
Non teme che passino troppi treni?
"No, io amo sul serio lo sport. Me l'hanno confermato le mie nuove sfide personali: boxe e tennis".
Maldini pugile?
"Con tre amici, due sono i miei ex compagni Ba e Carbone. Fatica pura. Niente match, solo guantoni con l'istruttore: il naso me lo sono già spaccato abbastanza da calciatore. Il tennis, invece, fa capire l'importanza della mente. Il mio gioco è battuta e volée, farò presto qualche torneo".
A proposito di testa, Cassano?
"Non giudico mai senza conoscere. Al Milan si impara il rispetto dei ruoli".
L'anno scorso lei criticò la politica del club.
"Si critica per amore. Dopo tre anni di investimenti nulli, perché dire che si poteva vincere tutto? Leonardo era un azzardo in linea con la storia: pure Sacchi e Capello furono un azzardo".
Quest'anno?
"Ibra, Robinho e Boateng hanno portato entusiasmo. E Allegri è molto bravo. È duttile, non si è fossilizzato su un'idea tattica".
L'Inter sta rimontando.
"Ma Allegri recupererà gli infortunati. In Champions il gap mi sembra ancora consistente. O investi sui big o punti sul settore giovanile, sapendo però che ci vogliono 5-7 anni".
Da spettatore si diverte?
"Mi fa impazzire il Barcellona dei piccoletti: fin dal settore giovanile privilegia la tecnica rispetto al fisico. In Spagna si gioca bene: vorrei tanti Giuseppe Rossi".
Che cosa non le piace?
"Le dietrologie e le proteste in campo. Mi fanno stare male. A Christian e Daniel, che hanno 14 e 10 anni, le proibisco".
Il calcio italiano è in crisi?
"Lo specchio è l'Europa League: stadi vuoti e squadre dominate. Serve un cambio di mentalità nei giovani".
Il Mondiale?
"Squadra spenta e senza qualità. Ci sarà da soffrire. Auguro a Prandelli ogni fortuna, ma non vedo il cambio generazionale".
Messi Pallone d'Oro?
"Se si premia il più forte, è giusto che vinca per 5 anni. Se contavano il Mondiale o la continuità, toccava a Iniesta o Xavi".
Il fair-play finanziario di Platini?
"Giusto: certi club inglesi, con debiti di 500 milioni, dominavano il mercato. Platini è democratico. Ogni tanto punzecchia noi italiani, ma Blatter è cento volte peggio".
Rivera, Baggio e Sacchi in Figc?
"Li attende un lavoro lungo su sportività e gusto per il gioco. È il marchio del Milan, fin dai tempi di mio padre".
Solo i suoi figli potranno indossare la maglia numero 3.
"L'essenziale è che si comportino bene, poi prenderanno dalla vita quello che darà. Io sono contento che giochino a calcio: dà valori importanti, rispetto al mondo in cui vivono i ragazzi. Il calcio è democratico: vai avanti se sei bravo, a prescindere dal cognome. E impari a vincere e a perdere".
Scusi, le luci di Marsiglia?
"Dissi subito che la squalifica del Milan dalle coppe era equa. L'Italia è un paese che non sa perdere: se perdi, sei un uomo che vale zero. Dopo la sconfitta nella finale di Istanbul 2005 giocata benissimo, due ragazzini all'aeroporto pretendevano le scuse!".
Lo strascico fu il suo addio con contestazione, a San Siro.
"Meglio così: quella giornata ha mostrato il mio distacco totale da quelle persone".
La schiavitù alla tv è inevitabile?
"Sì, anche se le notturne e gli stadi inospitali allontanano i tifosi. E i campi sono un rischio per giocatori e spettacolo. Il calcio italiano non ha più alibi: dovremo organizzare un altro Mondiale, per metterci al passo con l'Europa?".
Platini vuole il campionato d'estate.
"Io sono più per due soste durante la stagione: il numero d'infortuni dimostra che il calendario è insostenibile".
Dice anche che i calciatori guadagnano troppo.
"Gli stipendi li fa il mercato. Quella sui miliardari è demagogia: i punti contestati dall'Aic erano sacrosanti. Il trasferimento coatto, ma stiamo scherzando? Ci sono presidenti un po' particolari sul piano della moralità, fanno mobbing. E il presidente di Lega Beretta non mi è piaciuto".
Però la strada dei nuovi contratti è aperta.
"Io non avrei mai firmato il contratto di Chiellini con la Juve. Il club decide se un professionista può andare in discoteca o come si deve vestire?".
La Nazionale lasciata un Mondiale prima del trionfo?
"Sono fiero dei miei record col Milan e con la Nazionale, ma avrei preferito un addio diverso dalla Corea".
L'arresto dell'arbitro Moreno per droga?
"Il rifiuto della stretta di mano a un mio compagno e del dialogo in spagnolo mi avevano dato subito da pensare. Ora i dubbi si sono accentuati".
Si ammainano le ultime bandiere, Totti e Del Piero.
"Sono stato al Milan dai 10 ai 41 anni. Sarà sempre più difficile vedere storie come la mia. Una volta sarebbero stati impossibili anche gli scambi tra Inter e Milan".
Enrico Currò - La Repubblica
Halo8 ha scritto:Preziosi: "Boateng resterà al Milan. In Brasile con Galliani? Abbiamo scherzato sui nostri giocatori"
Enrico Preziosi, intervenuto a Sky Sport 24, ha parlato anche delle relazioni con il Milan, facendo il punto soprattutto su Kevin-Prince Boateng, in comproprietà tra i due club: "Boateng credo resterà al Milan, in estate la nostra area tecnica aveva fatto determinate valutazioni e si pensava avrebbe potuto giocare poco. In Brasile con Galliani? Abbiamo cenato otto volte insieme e abbiamo parlato anche di calcio. Abbiamo scherzato sui vari giocatori che abbiamo in comproprietà e sul valore che potrebbero avere, ma ancora è presto per fare valutazioni".
Bella l'intervista di Paolo Maldini, concordo in pieno quando parla dell'episodio ad Istanbul, ma ti pare che per cinque minuti di blackout (ed anche di sfiga visto come venne fuori il terzo gol dopo che Dida parò il rigore) una squadra reduce da una stagione incredibile, seconda in campionato (contro una Juventus oggettivamente molto forte) e finalista di champions league, debba chiedere scusa a chi? a due ragazzini della curva? o a chi magari la curva la dirige come lavoro e nella vita non fa altro...ma non scherziamo su, il tifoso faccia il tifoso, le contestazioni ci stanno ma devono essere giustificate.
Non sono d'accordo sulla questione relativa ai contratti, lui parla ancora da calciatore, il concetto dei milioni guadagnati usato come arma di critica verso quei calciatori propensi allo sciopero non è demagogia, ma è una realtà, non si può bollare come demagogo ogni ragionamento che porta una persona a fa riflettere questi signori sul fatto che siano dei privilegiati. Il trasferimento coatto a suo dire è una cosa oscena...ma dove? dove sta il problema? alla peggio ti obbligano ad andare in una squadra dove hai quantomeno un trattamento paritario a quello che ricevi nel club che vuole venderti e penso sia meno grave (se mai si possa definire grave questa cosa) questo che il rifiutare qualsiasi trasferimento mettendo in difficoltà la tua squadra nel mercato in entrata, come spesso capita.
Ha ragione poi su altri aspetti, Blatter uomo di m&rd@, il fiarplay finanziario giusto in determinati casi (quando parliamo di club inglesi o spagnoli padroni del mercato ma indebitati fino al collo)...sul suo futuro spero per il Milan e per lui che si ragioni su un compito adeguato alle sue capacità e non un inserimento di facciata
MILANO, 12 gennaio 2011 - Pato: 8 gol in 686 minuti; 0,8 reti a partita. Conti alla mano, più di tutti in serie A. Il brasiliano, con la doppietta all'Udinese ha raggiunto quota 44 reti nel massimo campionato con la maglia del Milan; e a soli 21 anni.
YOUTUBE — Tanti, tantissimi. Che ama rivedere con cura su Youtube. Per caprine i movimenti e migliorarsi. Anche per studiare nuovi modi di festeggiare un gol. Forte di un contratto che lega ai rossoneri fino al 2014, Pato sembra avere superato i problemi fisici e segue il nuovo corso con entusiasmo. Intervistato da Sky, Alexandre sottolinea questo aspetto e conferma il grande legame che ha instaurato con la società.
GRANDE ALLEGRI — Pato sottolinea poi il rapporto che si è creato tra lui e Allegri. "Il mister merita il Milan, è un grande tecnico e noi siamo felici. Parla con tutti e aiuta tutti". Una dichiarazione di stima. "Allegri sa motivare i giocatori; anche quelli che hanno vinto tutto. Siamo uniti, un vero gruppo: vogliamo vincere per lui. Io faccio quello che mi chiede di fare, anche di sacrificarmi e aiutare la squadra". Rivalità in attacco? Nemmeno per sogno: "Sono sono felice di avere compagni come Ibra, Cassano e Robinho. Ho solo da imparare".
ASPETTO DINHO IN NAZIONALE — Un Pato che parla così tanto non si era mai visto. Anche quando disquisisce di Leonardo. "Questo è un lavoro, ha fatto una scelta e noi rispettiamo la sua decisione" sostiene e ne approfitta per parlare anche dell'Inter, rivale assoluta. "L'Inter è sempre l'Inter, una squadra forte che ha vinto tutto lo scorso anno e che ultimamente ha vinto tanti scudetti, ma come ho già detto dobbiamo pensare soltanto a noi e ai nostri obiettivi: sono convinto che alla fine faremo bene" è il parere del ragazzo di Pato Branco. E Ronaldinho? "Mi mancherà la sua personalità, il suo sorriso, senza dimenticare che in campo è tra i più forti del mondo. È tornato in Brasile per la Nazionale, spero di gocare con lui con la maglia della Seleçao".
NON MI MUOVO DA QUI — Una cosa è certa: il Milan può vincere "campionato, Coppa Italia e Champions League". E rivela: "Voglio giocare il Mondiale per club, ma bisogna pensare partita dopo partita, adesso c'è il Lecce, poi vedremo le altre". Il miglior attaccante del campionato: "Ci sono Di Natale, Cavani, Eto'o, Milito, Ibrahimovic, Robinho. Io da quando sono al Milan ho sempre trovato grandi campioni. Ma ripeto, adesso voglio solo vincere con questa maglia che indosserò fino a quando lo vorrà la società", aggiungendo una frase che non ammette repliche: "Io all'Inter? No, voglio solo il Milan".
Milan, Capdevila, Bronzetti dice si, il procuratore no
Trovano conferme le indiscrezioni di mercato circolanti nelle ultime ore che vogliono il Milan sulle tracce del campione del mondo spagnolo Joan Capdevila, in forza al Villarreal. «Al momento sono impegnato a concludere per conto del Milan la trattativa con il Villareal per Capdevila – confessa il consulente di mercato rossonero Ernesto Bronzetti in un’intervista a Kiss Kiss Napoli - I rossoneri hanno cambiato idea su Van Bommel – prosegue e conclude - mollando per il momento quella pista».
In realtà vanno registrate le dichiarazioni dell’agente di Capdevila, Horacio Gaggioli, che intervenuto a Calciomercato.com ha ammesso: «Joan ha già chiuso il suo accordo per il rinnovo di contratto con il Villarreal sebbene ancora non abbiamo ancora firmato nulla, ma praticamente è già tutto chiuso. Oramai siamo tranquilli, la decisione è stata presa e Capdevila è un giocatore del Villarreal».
su Ganso possiamo pure lasciarlo, anche se è molto forte. Leo se lo porta all'inter, però la hanno già sneijder, noi diventeremmo troppo offensivi e il mister non vuole giocare a 3 punte assolutamente(le ultime partite hanno confermato questo), il titolare è boateng con seedorf e merkel rimpiazzi...centrocampo con Ambro centrale, Pirlo a sinistra e Gattuso a destra di un gradino avanti a Flamini.
Mi sa che facciamo un pò di pressing su Mexes per portarlo a casa subito per 2 denari (cha andranno scalati sui 10 di borriello), oppure ci accordiamo per prenderlo gratis subito a febbraio per giugno.Il terzino ideale sarebbe Ziegler per lo stesso discorso, pochi soldi subito, giovane lo si valuta e poi a giugno con calma si programma(se può fare il titolare oppure no..)
Galliani ha detto che Van Bommel è un'opzione per il centrocampo, ma non convince per l'età, gli hanno chiesto qual'è allora l'obiettivo principale e lui ha detto: "non lo posso dire perché altrimenti si capisce subito chi è"
Go-AVS-Go ha scritto:Ruiu può anche dire che 2+2 fa 4 e avrebbe comunque torto.
Non è informato e non sa nulla (secondo lui Kakà ha firmato con il City), e la sua opinione vale 0
Ruiu s'è pure definito un non Berlusconiano ma solo un milanista eternamente grato, ma certi suoi atteggiamenti e certe sue frasi ne hanno azzoppato totalmente la credibilità (poi sì le esultanze e via dicnedo....ma li un pò di show è giusto farlo, alla fine a me personalmente QSVS piace anche per quello).
Secondo Ruiu sul mercato ci muoveremo su un terzino, ecco su questa cosa, una delle poche, posso anche essere d'accordo (poi magari arriva Van Bommel), dopotutto a centrocampo se recuperiamo tutti chi ci serve? Van Bommel non sarebbe una brutta riserva eh, giocatore cattivo ed esperto ma sa troppo di tassa da pagare a Mino Raiola.