Sempre riguardante il concetto di infinitezza: considerando due punti apparentemente vicinissimi su un piano cartesiano, sappiamo che ci sono in realtà infiniti punti tra l'uno e l'altro (nel continuo ovviamente). Questo è come dire che tra 4,990 e 4,991 ci sono infiniti numeri di mezzo. Queste robe mi intrigavano parecchio.Galois27 ha scritto:Se si gioca con l'infinito, in matematica si trovano tante cose belline: ad esempio i quadrati perfetti (1, 4, 9, 16 etc) sono "TANTI QUANTI" tutti i numeri naturali (1,2,3,4,5...). I numeri reali in (0,1) sono "tanti quanti" TUTTI in numeri reali etc..
Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
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WrestlinGOD
Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Fa piacere che a qualcuno interessi.
@WrestlingGOD: il tuo concetto è un po' quello che sta alla base del Paradosso di Achille. Bisogna stare attenti perché, in quel caso (ma basta pensare alla retta), fra due punti A e B ci sono infiniti punti ma la distanza fra A e B è finita. DI più: lo spazio fra A e B è finito ma è divisibile in infiniti segmenti (basta procedere dividendo sempre per 1/2). Come si risolve il paradosso? Proprio con il concetto di serie convergente, citato da Andrew6Sinner.
Le serie convergenti (che sono proprio somma di infiniti elementi che danno un numero finito) sono alla base dell'analisi matematica (e dunque della scienza) di qualunque livello. Il loro corrispondente continuo, in qualche modo, sono gli integrali impropri che ci forniscono infiiti esempi di parti infinite di piano che hanno un'area finita.
Ora vado off-topic ma, se vi piacciono storielle matematiche, vi consiglio di cercare le vicende di Evariste Galois (il tizio da cui deriva il mio nick): un genio morto a venti anni in circostanze misteriose e che ha gettato le fondamenta dell'algebra moderna. Vi cito, come curiosità attinente al topic, un risultato famoso che deriva dal suo lavoro. E' un peccato che le idee di Galois non possano essere esposte neanche semplificandole, dato che i concetti introdotti da lui per risolvere il problema sono profondissimi e per capirli anche solo sommariamente sono necessari almeno un paio di anni di corsi universitari di matematica.
Il problema è: esiste una formula risolutiva per equazioni di quinto grado? Voi tutti conoscerete la formula per la risoluzione di quelle di secondo grado (la famosa formulina dove compare il delta). Ci si chiedeva, dunque, se esistesse un analogo per equazioni dove compare, al massimo, x^5. Durante epoca rinascimentale, proprio in Italia, si dimostrò che queste formule esistono per equazioni di grado 3 e 4 (con uno splendido utilizzo dei numeri complessi). Dal lavoro di Galois, di inizio '800, deriva una risposta: NO, non può esistere una formula generale che risolva le equazioni di grado 5 o superiore.
@WrestlingGOD: il tuo concetto è un po' quello che sta alla base del Paradosso di Achille. Bisogna stare attenti perché, in quel caso (ma basta pensare alla retta), fra due punti A e B ci sono infiniti punti ma la distanza fra A e B è finita. DI più: lo spazio fra A e B è finito ma è divisibile in infiniti segmenti (basta procedere dividendo sempre per 1/2). Come si risolve il paradosso? Proprio con il concetto di serie convergente, citato da Andrew6Sinner.
Le serie convergenti (che sono proprio somma di infiniti elementi che danno un numero finito) sono alla base dell'analisi matematica (e dunque della scienza) di qualunque livello. Il loro corrispondente continuo, in qualche modo, sono gli integrali impropri che ci forniscono infiiti esempi di parti infinite di piano che hanno un'area finita.
Ora vado off-topic ma, se vi piacciono storielle matematiche, vi consiglio di cercare le vicende di Evariste Galois (il tizio da cui deriva il mio nick): un genio morto a venti anni in circostanze misteriose e che ha gettato le fondamenta dell'algebra moderna. Vi cito, come curiosità attinente al topic, un risultato famoso che deriva dal suo lavoro. E' un peccato che le idee di Galois non possano essere esposte neanche semplificandole, dato che i concetti introdotti da lui per risolvere il problema sono profondissimi e per capirli anche solo sommariamente sono necessari almeno un paio di anni di corsi universitari di matematica.
Il problema è: esiste una formula risolutiva per equazioni di quinto grado? Voi tutti conoscerete la formula per la risoluzione di quelle di secondo grado (la famosa formulina dove compare il delta). Ci si chiedeva, dunque, se esistesse un analogo per equazioni dove compare, al massimo, x^5. Durante epoca rinascimentale, proprio in Italia, si dimostrò che queste formule esistono per equazioni di grado 3 e 4 (con uno splendido utilizzo dei numeri complessi). Dal lavoro di Galois, di inizio '800, deriva una risposta: NO, non può esistere una formula generale che risolva le equazioni di grado 5 o superiore.
- HardyzRulez
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
È vero che determinati ingredienti di saponi, shampoo e compagnia bella fanno male alla pelle. Vedasi paraffina, petrolati e altre robacce messe dalle grandi aziende. Ma credo che sto tipo che fa qualsiasi col sapone o è un gran cazzaro o non ha capito come funziona la faccenda "ecobio".WrestlinGOD ha scritto:L'altro giorno due ragazzi stavano discutendo di saponi, dentifrici e shampoo.
Uno ha detto che i bagnoschiuma fanno male alla pelle perché hanno un ph alcalino, mentre il ph naturale della pelle è acido. Per questa ragione si lava col sapone per le mani (ma non ha ph alcalino anche quello?). Evita anche lo shampoo perché "sono prodotti chimici che fanno male ai capelli" e ripiega ancora sul sapone per le mani.
Last but not least, ha poi affermato che suo padre si lava anche i denti col sapone.
Sinceramente mi sembrano baggianate ma vorrei avere conferma/smentita da chi ne sa di più.
PS: so tutte ste cose grazie alla mia fidanzata
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WrestlinGOD
Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Grazie Hardyrulez.
Altra curiosità: l'assenza di gravità nello spazio causa complicazioni non indifferenti agli astronauti (perdita di tono muscolare e di forza fisica, danni alla circolazione e altri, meno importanti, problemi di "vita quotidiana" che risultano ostici con gravità zero, come lavarsi i denti o i capelli, bere, spostarsi da un punto all'altro dell'abitacolo ecc.). C'è un modo per ricreare un ambiente con gravità terreste all'interno di un veicolo spaziale? Si eviterebbero diverse seccature.
Altra curiosità: l'assenza di gravità nello spazio causa complicazioni non indifferenti agli astronauti (perdita di tono muscolare e di forza fisica, danni alla circolazione e altri, meno importanti, problemi di "vita quotidiana" che risultano ostici con gravità zero, come lavarsi i denti o i capelli, bere, spostarsi da un punto all'altro dell'abitacolo ecc.). C'è un modo per ricreare un ambiente con gravità terreste all'interno di un veicolo spaziale? Si eviterebbero diverse seccature.
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Paralisi da analisi: come superarla? Credo di imbattermici spesso. 

Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Solo perché c'è qualche simbolo matematico, non deve essere difficile. Va presa con calma, facendo molto esercizio e non pensando mai "questo non lo ripeto scrivendo, tanto l'ho capito". Si tratta della base di tutte le scienze, non si può non sapere. Che cosa studi?pingumen96 ha scritto:Paralisi da analisi: come superarla? Credo di imbattermici spesso.
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Non faccio analisi matematicaGalois27 ha scritto:
Solo perché c'è qualche simbolo matematico, non deve essere difficile. Va presa con calma, facendo molto esercizio e non pensando mai "questo non lo ripeto scrivendo, tanto l'ho capito". Si tratta della base di tutte le scienze, non si può non sapere. Che cosa studi?
Hai capito male, suppongo, la cosiddetta "paralisi da analisi" è un fenomeno psicologico.
http://www.tradingfurbo.net/psicologia- ... icologici/" onclick="window.open(this.href);return false;
http://www.supertraining.it/paralisi-da-analisi/" onclick="window.open(this.href);return false;
A volte mi capita, e mi piacerebbe sapere da chi magari ne sa qualcosa di psicologia come superarlo... basta qualche piccolo suggerimento.
Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Ops.
omunque, aprendo uno dei due link, leggo: "In questo post analizziamo la “Paralisi da Analisi” quel fenomeno che blocca tantissime persone con idee fantastiche e non consente loro di tradurre il pensiero in azione." e già capisco che non può essere un articolo decente.
omunque, aprendo uno dei due link, leggo: "In questo post analizziamo la “Paralisi da Analisi” quel fenomeno che blocca tantissime persone con idee fantastiche e non consente loro di tradurre il pensiero in azione." e già capisco che non può essere un articolo decente.
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Il che effettivamente non c'entra una mazza.Galois27 ha scritto:Ops.![]()
omunque, aprendo uno dei due link, leggo: "In questo post analizziamo la “Paralisi da Analisi” quel fenomeno che blocca tantissime persone con idee fantastiche e non consente loro di tradurre il pensiero in azione." e già capisco che non può essere un articolo decente.
Provo a spiegarmi.
La cosiddetta "paralisi da analisi" si rifà al principio di indeterminazione di Heisenberg in chiave psicologica.
Più ti avvicini a un qualcosa in movimento più questa diventa difficile da misurare (perdona la definizione, non so di cosa parlo).
In chiave psicologica succede che nel momento in cui ti fermi ad analizzare un qualcosa, quel qualcosa si modifica, idem con la tua percezione.
Tipo sei a una festa che ti diverti e pensi a quanto ti stai divertendo... improvvisamente non ti diverti più perché non ti fai più trascinare da ciò che succede.
Ecco, a me capita questo... per fortuna raramente, però è una cosa (sicuramente di poco conto) che vorrei risolvere... se c'è qualcuno che sa come fare.
Un Karran o un Jh18, magari.
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Personalmente, odio il maniacale desiderio di voler affibbiare una definizione ad ogni sotto-processo psichico che, in fin dei conti, è sempre riconducibile ad una specifica sovrastruttura di organizzazione psichica.
Ad ogni modo, la paralisi da analisi non è propriamente quanto tu hai descritto.
Rientra tra le caratteristiche della struttura personologica ossessiva dove il dispendio di energie nella ossessivamente minuziosa pianificazione di un progetto porta al non raggiungimento dello stesso.
Quindi, Pingu, tu a cosa ti stai riferendo?
Ad ogni modo, la paralisi da analisi non è propriamente quanto tu hai descritto.
Rientra tra le caratteristiche della struttura personologica ossessiva dove il dispendio di energie nella ossessivamente minuziosa pianificazione di un progetto porta al non raggiungimento dello stesso.
Quindi, Pingu, tu a cosa ti stai riferendo?
- pingumen96
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Eh, immaginavo ci fossero correzioni.Karran ha scritto:Personalmente, odio il maniacale desiderio di voler affibbiare una definizione ad ogni sotto-processo psichico che, in fin dei conti, è sempre riconducibile ad una specifica sovrastruttura di organizzazione psichica.
Ad ogni modo, la paralisi da analisi non è propriamente quanto tu hai descritto.
Rientra tra le caratteristiche della struttura personologica ossessiva dove il dispendio di energie nella ossessivamente minuziosa pianificazione di un progetto porta al non raggiungimento dello stesso.
Quindi, Pingu, tu a cosa ti stai riferendo?
Visto che ho notato questo mio problema leggendo il paragrafo di un libro, meglio riportarlo per fugare ogni dubbio.
But there is still a greater challenge of introspection. How can we observe our own
experiences without tainting them, since the act of observation itself is an experi-
ence? We face this problem quite often. Try to observe what your fingers are doing
as you type at a computer keyboard and you will quickly find yourself typing slowly
and making many errors, if you can still type at all. Try to observe yourself enjoying a
movie or a game, and the enjoyment can quickly fade away. Some call this “paralysis
by analysis, ” and others refer to it as the Heisenberg principle. This principle, in refer-
ence to the Heisenberg Uncertainty Principle from quantum mechanics, points out
that the motion of a particle cannot be observed without disturbing the motion of that
particle. Similarly, the nature of an experience cannot be observed without disturbing
the nature of that experience. This makes introspection sound hopeless. While it is a
challenging problem, there are ways around it that are quite effective, though some
take practice. Most of us are not in the habit of openly discussing the nature of our
thought processes, so some of the following is going to sound a little strange.
Ecco, a volte mi capita ciò che viene descritto in questo paragrafo. Non so cosa intenda, comunque lo chiama 'paralysis by analisis'.
- Karran
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Semplicemente, l'esperienzizzazione avviene tramite una elaborazione inconscia di sensazioni attraverso l'influenza delle emozioni (leggi: elaborazione tramite pensieri automatici).
L'osservazione di una situazione, invece, avviene attraverso una analisi che, almeno in teoria (in realtà non è del tutto scevra di pensieri automatici) dovrebbe passare attraverso un percorso eclusivamente cognitivo silenziando, quindi, le "emozioni".
Secondo me, stai guardando il "problema" ininfluente.
La vera domanda sarebbe "perché ho bisogno di staccarmi dalla situazione che sto esperendo, per analizzarla?"
L'osservazione di una situazione, invece, avviene attraverso una analisi che, almeno in teoria (in realtà non è del tutto scevra di pensieri automatici) dovrebbe passare attraverso un percorso eclusivamente cognitivo silenziando, quindi, le "emozioni".
Secondo me, stai guardando il "problema" ininfluente.
La vera domanda sarebbe "perché ho bisogno di staccarmi dalla situazione che sto esperendo, per analizzarla?"
- pingumen96
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Forse perché penso di non essere in grado di sovrastarla?Karran ha scritto:Semplicemente, l'esperienzizzazione avviene tramite una elaborazione inconscia di sensazioni attraverso l'influenza delle emozioni (leggi: elaborazione tramite pensieri automatici).
L'osservazione di una situazione, invece, avviene attraverso una analisi che, almeno in teoria (in realtà non è del tutto scevra di pensieri automatici) dovrebbe passare attraverso un percorso eclusivamente cognitivo silenziando, quindi, le "emozioni".
Secondo me, stai guardando il "problema" ininfluente.
La vera domanda sarebbe "perché ho bisogno di staccarmi dalla situazione che sto esperendo, per analizzarla?"
Se ho capito bene la domanda.
- Karran
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Re: Curiosità scientifiche (ed eventuali smentite)
Assolutamente fuori strada, amico mio.pingumen96 ha scritto: Forse perché penso di non essere in grado di sovrastarla?
Se ho capito bene la domanda.
Ma hai capito la domanda.