Re: Coronavirus - Topic Ufficiale
Inviato: 24/04/2020, 0:55
Ma fanno ridere, l'unica cosa che sanno offrirvi sono prestiti, da definire e' solo quanto a strozzo.
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THEREALUNDERTAKER ha scritto: ↑30/03/2020, 15:47 Ecco secondo uno studio quando sono previsti i contagi 0 regione per regione
Abruzzo: 11 Aprile
Basilicata: 7 Aprile
Calabria: 17 Aprile
Campania: 20 Aprile
Emilia Romagna: 28 Aprile
Friuli V G: 10 Aprile
Lazio: 16 Aprile
Liguria: 7 Aprile
Lombardia: 22 Aprile
Piemonte: 15 Aprile
Puglia: 9 Aprile
Sicilia: 14 Aprile
Toscana: 5 Maggio
Trentino A. A: 6 Aprile
Umbria: 7 Aprile
Valle D'Aosta. 8 Aprile
Veneto: 14 Aprile
mancano Marche, Molise, Sardegna
Cgil, Cisl e Uil (quelle che hanno presentato l'istanza) sempre dalla parte dei lavoratori, complimenti.H)E’ consentita la consegna a domicilio da parte degli operatori commercialial dettaglio per tutte le categorie merceologiche, anche se non compresenell’allegato 1 del D.P.C.M. del 10 aprile 2020; come previsto dal Punto1.12.5 della tabella A del d.lgs. n. 222/2016, quando l'attività di consegna adomicilio è accessoria ad altra tipologia di vendita, non occorre alcun titolodi legittimazione aggiuntivo. La consegna a domicilio deve avvenire nelrispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per iltrasporto evitando altresì che al momento della consegna vi siano contattipersonali a distanza inferiore a un metro;

A parte che sono curioso di vedere domani "le 3 persone" (ho già visto in giro volantini in cui si invita a rompere la quarantena e uscire), ma ne riparleremo domani (io accetto scommesse, eh, birra post quarantena per chiunque passi da Lecco);chrisy2j ha scritto: ↑24/04/2020, 14:06 Ma a parte che si trattano di cerimonie in cui ci saranno massimo in media 3 persone (quindi le messe non c'entrano un cazzo, la stessa ordinanza vieta assembramenti) mentre in Chiesa ci sarebbero stati decine e decine di persone stipate in 10 metri quadri, cosa ti da fastidio? Si tratta di una celebrazione fondante dei principi della nostra Costituzione, mentre la Pasqua è una roba cristiana, e il nostro Stato è laico.
Capisco che ti stiano sul cazzo i partigiani, e non voglio capire perché, ma fai dei paragoni sbagliati.
Non commento neanche sull'esempio dei nonni, è proprio idiotico e mi dispiace che venga da te che ti ritengo abbastanza intelligente.
Ma guarda che nessun ristorante apre, si parla di CONSEGNE A DOMICILIO.Delphi ha scritto: ↑24/04/2020, 16:14 Ma è semplice: se un Comune consente a 5 persone, con le dovute precauzioni e misure di sicurezza, di deporre una corona ad un monumento, con la polizia presente a vigilare sulla situazione, non ci dovrebbe essere rischio per la sicurezza. Se un ristorante apre, c'è il rischio che la gente si affolli dentro e si creino nuovi contagi. Cioè io pensavo che qui dentro fosse ormai chiaro.
Poi gli inviti a violare la quarantena provengono o da Forza Nuova (ironico?) o da gruppi della sinistra antagonista non istituzionale, che spesso non si differenzia troppo da quelli che abbattono le antenne 5g.
Ok che ti sta sul cazzo il 25 aprile, però ti piaccia o meno è la festa nazionale del paese.
http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasachrisy2j ha scritto: ↑24/04/2020, 14:08 E la roba delle consegne ha senso da un punto di vista giuridico, le Regioni possono introdurre misure più restrittive ma non possono introdurre misure più leggere o non seguire i principi della legge quadro.
Capisco che in Lombardia si voglia correre, ma non mi pare il caso di farlo prima del 4 maggio
I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?
Sì, è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro (i prodotti di prima necessità sono elencati nell’allegato 1 al Dpcm 10 aprile 2020). È altresì consentita la vendita di ogni genere merceologico se effettuata per mezzo di distributori automatici.
Sì che era possibile. Lo prevedeva anche il DPCM (art. 1 lett. aa). Poi la Regione Lombardia lo aveva esteso, il Governo sulle FAQ sembrava confermarlo, adesso il TAR ha annullato il punto della Regione che lo permetteva "a tutti".
Coronavirus in Italia, il calendario delle riaperture nella fase 2: quattro date per bar e industrie
Quattro lunedì scandiscono le riaperture dopo il lockdown. Il 27 aprile ripartono le fabbriche di macchine aziendali, poi il 4 maggio via libera ai cantieri. Ultimo bar e ristoranti il 18 maggio. Il programma rallenta se l’indice R0 ricomincia a salire
Sono quattro le date chiave per la “fase 2”. Quattro lunedì che scandiscono le ripartenze dopo il lockdown deciso per contenere l’epidemia da coronavirus. C’è chi vorrebbe accelerare, chi frena. Ma alla fineil governo ha fissato il calendarioper le aperture di aziende e negozi, dal 4 maggio alla fine del mese, Tutto dipenderà comunque dalla curva di contagi. Se l’indice R0 dovesse ricominciare a salire il programma potrebbe subire un rallentamento. Per ora a Palazzo Chigi arrivano pressioni fortissime da tutte le categorie produttive. Tutte le associazioni nazionali che rappresentano la filiera delle costruzioni, oltre 600 mila aziende e due milioni di occupati sostengono di essere «pronte a ripartire».
Il pressing delle imprese
Lo stesso pressing arriva dalle imprese che producono materiali da costruzione, arredamento e finitura. I sindacati fanno resistenza e, come sospettano nel Pd, «il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, non vuole litigare con Cgil, Cisl e Uil». A preoccupare il governo sono le decisioni dei governatori sul fronte sanitario. In particolare, la diminuzione del numero di posti letto in terapia intensiva: dai 9.463 del 13 aprile agli 8.840 del 22 aprile, con una perdita di 250 posti per la sola Lombardia, in gran parte nelle strutture private. Il ministro Francesco Boccia lancia l’allarme: «Le regole e il calendario di riaperture che concorderemo avranno un punto fermo. Più un territorio è sicuro, più le misure potranno essere allentate. Più il contagio sale, più scatteranno nuove restrizioni. È evidente che le Regioni non devono mai abbassare la guardia, terapie intensive, subintensive e interventi sanitari immediati sui contagiati devono essere la priorità assoluta». E dunque anche valutando questi numeri si scaglioneranno le riaperture a partire dalla prossima settimana.
27 aprile
Se i sindacati non fermeranno tutto, ripartiranno le fabbriche di macchine industriali per l’agricoltura e la silvicoltura. Un passo piccolo, ma importante perché fornisce comunque il primo segnale concreto. Lo stesso chiesto dal presidente di Confindustria nautica Saverio Cecchi: «Dobbiamo tornare in attività, non solo per le barche in consegna ma anche per la produzione. Sono preoccupato per la piccola nautica, per cui una settimana di lavoro in più vorrebbe dire tanto. Una settimana per determinati cantieri è linfa, vuol dire recuperare. Non c’è più tempo, un’altra settimana significherebbe far chiudere molte aziende».
4 maggio
Salvo cambi di rotta il via libera per tutti i cantieri è fissato il 4 maggio, insieme alle industrie del tessile e della moda. Lo stesso giorno, come annunciato dal direttore dei Monopoli Marcello Minenna, ripartono anche Lotto e Superenalotto. Ci sarà l’allentamento dei divieti di spostamento, mantenendo comunque l’autocertificazione, e si potrà andare fuori dal Comune di residenza. Si potrà fare sport all’aperto anche lontano dalla propria abitazione e ci si potrà allenare, da soli oppure a due metri di distanza dagli altri.
11 maggio
Se tutto andrà come previsto, tra due settimane toccherà alla vendita al dettaglio. Abbigliamento, calzature e tutti i negozi che finora sono rimasti chiusi potranno tornare in attività, sia pur con le restrizioni dovute al distanziamento e ai dispositivi di protezione. Rimarranno invece chiusi i centri commerciali e i mercati rionali che non vendono alimenti. Secondo il Comitato tecnico scientifico troppo alto è il rischio che la libera circolazione delle persone faccia risalire il numero dei malati.
18 maggio
Nelle intenzioni del governo è il giorno in cui si potrà andare neibar e nei ristoranti. Un metro dal bancone, due metri tra un tavolo e l’altro, mascherine e guanti per i camerieri: sono queste le regole. E se i governatori accetteranno, dunque i dati saranno ancora incoraggianti, sarà anche possibile andare da una Regione all’altra. Il segnale, vero, che la fase più drammatica è davvero finita.
https://www.corriere.it/cronache/20_apr ... 7c32.shtml