Rivisto,e bene questa volta.
Me lo son goduto eccome e,pur rimanendo dell'idea che Bastardi e Kill Bill(forse)siano superiori,non posso trattenermi dal definirlo un gioiello.Non il capolavoro per eccellenza,ma comunque un grandissimo film,un mezzo capolavoro.
Cast eccezionale,colonna sonora DA PAURA,
,regia superba,montaggio ottimo,fotografia a tratti "trascendentale" e un montaggio sonoro che lascia di stucco.
Waltz è un fenomeno,credibile dall'inizio alla fine. DiCaprio ormai è giunto alla piena maturazione e la sua prova è quella che alla fine
mi ha colpito di più. S.L. Jackson è un altro Dio,anche se negli ultimi anni sembra aver sostituito i talenti al talento.
Jamie Foxx dimostra di essere un attore in gamba e recita finalmente in un ruolo per il quale verrà ricordato negli anni a venire.
I camei poi sono a dir poco favolosi: Franco Nero che a 71 anni ancora spacca i culi e Don Johnson di un altro mondo
Incredibili le citazioni,stavolta ancora più incisive(Vedasi il finale).
Cosa criticargli quindi,a questo Django?
Beh un paio di cose da ridire ci sarebbero.Pur mantenendosi su un livello altissimo(di gran lunga sopra la media),Django non dà quasi mai,almeno a chi non è nuovo al cinema di Quentin,prova di esser OLTRE.Geniale,divertente,riuscito,funzionale,brillante,ma non TRASCENDENTE(eh sì lo uso anche io,perché è proprio azzeccato).
Le Iene lo fu.Pulp Fiction lo era.Dopo di lui Kill Bill.Bastardi a seguire.Ma Django no.
Perché se da un lato abbiamo un sceneggiatura scritta benissimo,impreziosita da dialoghi spettacolari,a tratti assai comici,da un altro è priva di dialoghi che possano arricchire il linguaggio cinematografico introdotto da Quentin da 20 anni a questa parte.Perfino nella mozzafiatante scena di "Old Ben"(con un DiCaprio che mette letteralmente paura),sentiamo l'influenza della scena madre di Bastardi
Non ci sono,quindi,dialoghi così memorabili da poterci fare dimenticare anche solo per un attimo i deliri allucinanti delle precedenti pellicole.
E della regia? Che dire? Ottima come sempre,capace di mantenersi lucida dall'inizio alla fine,sia nelle scene di tensione dal ritmo centellinato che nelle sequenze più schizofreniche,ma che dal punto di vista stilistico offre ben poco di rivoluzionario o innovativo.
Non va oltre.Il regista prende quanto di buono ha appreso e ha fatto vedere in questi anni e lo ritrasporta in questo western.
Ma non osa andare oltre.Cambia modo di narrare(niente divisione in capitoli,pochissimi flashback,nessun flashforward),e,visti i soddisfacenti risultati,per questa scelta coraggiosa non merita che applausi(cambio che poi a questa botta gli ha fatto guadagnare il favore della critica,restia in generale a metabolizzare lo stile tarantiniano,e le critiche che Bastardi ricevette ne son la prova),ma non controbilancia questa scelta con qualcosa che possa convincere anche il più incallito "fan"(e non il fanboy),che si aspettava il film della vita,di aver assistito al CAPOLAVORO.
Son assai lontani i tempi della Fava grossa di Madonna.Ancor più lontani quelli del "risolvo-problemi".
Ma era comunque doveroso aspettarsi di più,almeno dopo Bastardi.Fosse infatti uscito dopo Kill Bill,ne staremmo parlando in un altro modo.
Ma il peso di Bastardi si fa sentire troppo.
Cos'ha quindi questo Django in più rispetto agli altri due precedenti film(DP non lo conto,ovviamente)?
Una storia solida.Una storia di vendetta e di amore(alla Q.T.,ovvio),sostenuta da un tema forte,che non perde mai di vista il proprio intento.
Se in Bastardi Senza Gloria la Seconda Guerra Mondiale e il nazismo facevano da sfondo alla storia principale,e in Kill Bill
le numerose concatenazioni di storie e aneddoti davano l'impressione di assistere più ad un escalation di sangue,mirante a rendere celeberrimo il personaggio di Uma,che ad un revenge movie,in Django il razzismo e la schiavitù emergono come temi preponderanti,senza rischiare di divenire "semplici" McGuffin.
Quindi...
Voto:
9
Voto:
8.5
Il primo è il voto che il film si guadagna se preso come film a sé stante.
Il secondo risulta in relazione agli altri film di Quentin Tarantino.
In ogni caso,grazie.
Alla prossima,mae'.