Rispondo a due utenti, che spesso rasentano la perfezione del giudizio, ma questa volta mi trovano profondamente in disaccordo.
Il più classico dei tranelli al quale un "critico" può cadere, o un appassionato che si accinga a commentare o esprimere un giudizio meditato, sta nel "razionalizzare le emozioni", un modo per cadere facilmente preda della banalizzazione. E credo che il compito di un critico, o di una critica costruttiva, sia quello di evidenziare ciò che non va, mettere in luce quali aspetti potrebbero essere migliorati, ma anche riconoscere la qualità quando si mostra davanti a noi. Intendiamoci non che siamo davvero dei critici, ci giochiamo su ovviamente, ma credo sia comune il desiderio di offrire un giudizio obiettivo e oggettivo su quanto visto. Questo procedimento però non può che venire inficiato e influenzato dalla concezione che noi stessi abbiamo di questo spettacolo, non a caso esiste una certa schematizzazione degli elementi che compongono un match di wrestling, ai quali noi attribuiamo un valore determinato. La nostra valutazione non sarà altro che una summa del valore che diamo a tali elementi. Questo è generalmente l'approccio generale del critico con il wrestling. Ma il giudizio specifico riguardo un determinato prodotto, non può che tener conto del valore conferito dalla promotion a questi determinati elementi.
La WWE, ricordiamolo, offre un prodotto per masse. Parliamo infondo del main stream americano per eccellenza, dello show business del wrestling per eccellenza. La WWE, nel corso della sua storia, ha sempre puntato a offrire una rappresentazione della lotta attraverso
storie, attuali e comprensibili della società, e con personaggi con i quali i fan potessero rivedersi. Più che un fedele attaccamento alle radici di questo spettacolo, ha puntato maggiormente ad imprire con il suo potere mediatico, dei nomi nella storia, e delle storie da ricordare. La WWE è la casa dei grandi eventi storici del wrestling, è l'unica a disporre di un potere mediatico e monetario, per circondarsi dei talenti più richiesti, dei volti più noti, delle celebrità più richieste. La WWE non è mai stata la casa del wrestling puro, (seppur nella sua storia si vantano matches tra i migliori di sempre), tutt'altro ne ha rappresentato il punto di rottura storico. E' la storia il fulcro, non l'estasiante wrestling fine a sè stesso (più che legittima esigenza dell'appassionato).
Detto questo, considerando il prodotto che sto valutando, ritengo che Lesnar/Cena rappresenti il meglio che questo prodotto possa offrire attualmente, sia come nomi (in America ci sono attualmente due pro-wrestlers più richiesti, attuali e popolari ?), sia come storia (MMA vs wrestling), sia come qualità In-Ring per masse (se chi segue la ROH mira a vedere i migliori worker sul ring che il panorama dispone attualmente, chi segue la WWE mira a vedere maggiormente i due nomi più importanti del business, mira maggiormente ad assistere alla storia nel suo svolgimento).
Misterraza ha scritto:
Mi stupiscono i 10 o comunque voti altissimi a Lesnar vs Cena, mi stupiscono perché dubito che questo possa mai essere IL match tra John Cena e Brock Lesnar, e dunque mi chiedo cosa accadrà quando vedremo l'incontro in cui Cena sarà capace di tener testa a Lesnar a 360 gradi. Ha chiaramente molto peso simbolico questo incontro, disputato in una casa del wrestling come Chicago vede il trionfo del wrestler sul fighter, in una battaglia dove però a vincere Lesnar non è tanto Cena ma il contesto stesso del wrestling con i suoi reef bump, le sue armi consentite, le sue dinamiche.
Punto primo: banalizzazione del simbolismo. Lasciamo stare il 10, che ovviamente l'ho usato per semplici fini comunicativi, per esplicare meglio il concetto, per esprimere il mio più totale appagamento da appassionato che segue la WWE nel 2012. Lasciamo stare i vari confronti: leggevo nell'altro topic del HHH/Austin di No Way Out '01. Anch'io lo ritengo superiore In-Ring, ma nel complesso due storie differenti, due momenti differenti. Per adesso ritengo anch'io il paragone infattibile, ma con un poco di lungimiranza direi che ha tutte le carte in regola per essere ricordato, e avere un impatto nei fan di molto superiore; lasciamo stare i vari matches di Taker a Wrestlemania, dei quali potrei comprendere anche la critica, in quanto (insieme a Flair/Michaels) sono stati dei momenti per nostalgici infondo, storici quanto volete, ma appartenti simbolicamente ad un passato che ora rimpiangiamo; nulla di questi discorsi hanno a che fare, con quello che ritengo sia già un classico di questi tempi. Il simbolismo in questo caso è tanto, per non dire tutto. Il Wrestling WWE rimane una sorta di "arte figurativa", o ancora meglio "arte concettuale", oltre che wrestling lottato (il quale non credo possa essere ritenuto di scarso livello comunque). Quello che voglio dire è che, non parliamo di un banale riferimento alla storia o ad un qualcosa, parliamo di un simbolismo che lega fortemente la storia WWE degli ultimi 10 anni, seppur espresso in una storia di una semplicità, quasi classica, ma sempre dal risultato epico. Ma ha superato un Rocky/Cena che ha raccontato il tutto con lo schema classico, mentre Lesnar e Cena hanno raccontato la medesima cosa in modo molto più attuale, originale e innovativo.
Archer ha scritto: Veniamo al main event. Premetto che i voti che ho letto di sfuggita nel forum mi sono sembrati esagerati; già l'otto penso gli stia largo, ma addirittura 9 e 10... situazione analoga agli ultimi quattro match di Undertaker a Wrestlemania, tutte contese ottime (tolta WM27 che considero "solo" molto buona") ma eccessivamente gonfiate. Anzi, ragionandoci meglio direi che lo paragonerei proprio a Undertaker/HHH della ventisettesima edizione.
Direi che l'incontro si può tranquillamente riassumere nella dicitura violenza. Il tutto si è basato su un Lesnar non più powerhouse, ma altrettanto pericoloso grazie al background MMA che ha letteralmente ridotto il leader della Cenation alla sua mercé.
Non c'è stato equilibrio, Cena era inferiore sotto ogni punto di vista e le sue timide reazioni a poco sono valse contro la prepotenza del rivale. Non voglio dilungarmi nel descrivere la storia dell'incontro in quanto penso sia estremamente palese, piuttosto voglio commentare il finale. Come Cena ha peccato di presunzione contro Rocky, stavolta è Lesnar ad essere sopraffatto all'arroganza.
Il punto dolente di Lesnar/Cena deriva dal tipo di show adottato, la palese dimostrazione dei limiti dei gimmick PPV: mettendo due match dalla stipulazione analoga uno dietro l'altro, si metterà indiscutibilmente in ombra uno dei due. E per me è decisamente il main event che ne paga le conseguenze, asserire il contrario mi fa pensare che i fan siano talmente atrofizzati da preferire un po' di sangue a 25 minuti di ottimo wrestling.
Secondo punto: banalizzazione di un'emozione. Mi soffermo soprattutto a quel "25 minuti di ottimo wrestling" (questo perchè scusate, ma del sangue - "Really?" - vorrei sorvolare), chiedendoti cos'è il wrestling a questo punto. Perchè per me, il wrestling, quello WWE poi, è quanto visto domenica notte. Il wrestling, inteso univocamente, è quello puro, e mi ha fatto sorridere chi diceva "io preferisco il wrestling", dato che per me l'unico che potrebbe fregiarsi di tale nomea (wrestling) è solo quello della pionieristica di inizio '900 fino agli anni 50/60 (e nemmeno). Il resto sono le differenze di prodotto. Al massimo potrei desumerne che ormai il wrestling sia diventato maggiormente quella "spettacolizzazione della lotta fine a sè stessa", e la WWE è stata interessata ad un tale risultato (che non vuol dire offrire scarsi matches di wrestling) poche volte nella propria storia (le mille volte dette New Generation e inizi '00), ma è ben chiaro a chiunque la segue da un po che le priorità, e la volontà degli ideatori è sempre stata indirizzata verso altri risultati.
Misterraza ha scritto:
Probabile. Poi si parla anche di un match sulla durata e di Bryan si è sempre detto che rende al meglio potendo sviluppare la storia, e ora che finalmente l'ha fatto si è subito gridato al matchone colmando una lacuna che a Bryan troppi imputano. Sicuramente quando si parla di wrestler con solide fan base pare sempre che qualsiasi cosa tocchi il loro eroe sia oro. Vale per Bryan, per Punk, per Christian, per Jericho, per i Lesnariani, Cena, Rock...c'è sempre un'ansia di legittimazione (thò, ora che se ne parla tanto) nel vendere quello che il proprio protetto fa come memorabile.
Cos'è il wrestling? Cosa sarebbe, se non ci fossero personaggi a coinvolgerci? Questa "ansia di legittimazione" di cui parli a me pare la razionalizzazione del coinvolgimento emotivo.